5 e 5
Il 5 e 5 è un tipico panino livornese farcito con torta di ceci.
Indice |
[modifica] Cenni Storici
Il 5 e 5 nasce dall'unione di due semplici prodotti: il pane e la torta di ceci, detta "torta" a Livorno. La torta di ceci è in realtà un'invenzione dei genovesi; a Livorno è nata l'idea di utilizzarla come farcitura di un panino.
[modifica] Leggenda
Si narra che durante la Battaglia della Meloria, che nel 1284 vide protagoniste Genova e Pisa, un'imbarcazione genovese che trasportava prigionieri pisani si imbatté in una tempesta proprio nei pressi delle coste livornesi. La nave subì qualche danno e la stiva, che conteneva le scorte di cibo dell'equipaggio, imbarcò moltissima acqua. Tra i prodotti si trovavano grandi quantità di ceci, che si mischiarono con l'acqua salata imbarcata e con l’olio fuoriuscito da un barile rovesciatosi durante la tempesta. Si venne così a formare una poltiglia ben poco appetitosa. Passavano i giorni e le altre provviste iniziavano a scarseggiare. Quando queste furono completamente esaurite, i marinai non potettero che cibarsi di quella pappetta di ceci, acqua e olio. Successivamente il miscuglio venne esposto al sole perché si potesse seccare e divenire più appetitoso. L'esperimento riuscì perfettamente, e quella che prima era una disgustosa poltiglia diventò una croccante e succulenta pietanza. I genovesi sfruttarono questa scoperta sostituendo all'essiccamento al sole, la cottura in forno, e dandole il nome di "oro di Pisa".
Il prodotto prese poi il nome di torta di ceci e si diffuse in molte zone costiere a sud di Genova. Una di queste zone era proprio Livorno, che personalizzò la ricetta, suggerendo di accompagnarla con del pane francese o della focaccia.
L'accostamento piacque notevolmente ai livornesi e si stabilizzò negli anni. Intorno alla metà del Novecento, sia il prezzo del pane che quello della torta di ceci erano di 5 lire, per cui la frase tipica del cliente che voleva acquistare entrambe era:"Vorrei 5 di torta e 5 di pane". Fu così che la torta di ceci iniziò ad essere chiamata semplicemente torta e venne utilizzata come farcitura del panino che prese appunto il nome di "5 e 5". Successivamente è stato possibile aggiungere, a piacimento del cliente, il pepe e/o le melanzane.[1]
[modifica] Età contemporanea
Il "5 e 5" è entrato a far parte dei prodotti tipici livornesi. Viene venduto sia da specializzati "tortai" che in alcune pizzerie a taglio ed è apprezzato soprattutto dai giovani, che usano accompagnarlo con un bicchiere di spuma bionda. Questo semplice panino è diventato talmente importante per la città di Livorno, che gli è stato dedicato un "cammino gastronomico" denominato "Dammi 5 e 5!". L’evento ha incluso la distribuzione di depliant che informavano sui punti vendita, sul loro orario di apertura e sui costi, così da rendere il "5 e 5" una vera e propria attrazione turistica.
[modifica] Curiosità
La torta di ceci, che a Livorno viene chiamata torta, a Genova viene chiamata "farinata", a Carrara "caldacalda" e a Pisa "cecina". Dati i rapporti (ironicamente) tesi tra pisani e livornesi, viene spesso sconsigliato al turista che si trovi a Livorno di chiamare la torta di ceci, "cecina"![2]
[modifica] Note
- ^ Il 5 e 5, il cibo di strada di Livorno
- ^ Il 5 e 5 a Livorno