War Music (Refused)

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War Music
ArtistaRefused
Tipo albumStudio
Pubblicazione18 ottobre 2019
Durata34:17
Dischi1
Tracce10
GenereHardcore punk
EtichettaSpinefarm, Search and Destroy
ProduttoreDavid Sandström, Kristofer Steen
Registrazione
  • Batteria e basso: Sandkvie Studio, Visby (Svezia)
  • Basso e chitarre: Studio Cobra, Stoccolma (Svezia)
  • Voce (eccetto tracce 3 e 8): Patrik's House, Stoccolma (Svezia)
  • Voce (tracce 3 e 8): Muffin Manor
FormatiCD, LP, download digitale
Refused - cronologia
Album precedente
(2015)
Album successivo
Singoli
  1. Blood Red
    Pubblicato: 2 agosto 2019
  2. REV001
    Pubblicato: 13 settembre 2019
  3. Economy of Death
    Pubblicato: 11 ottobre 2019

War Music è il quinto album in studio del gruppo musicale svedese Refused, pubblicato il 18 ottobre 2019 dalla Spinefarm Records e dalla Search and Destroy Records.[1]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 marzo 2019 il cantante Dennis Lyxzén ha rivelato che i Refused erano al lavoro su un nuovo album, il primo dai tempi di Freedom, uscito quattro anni prima e che aveva presentato sonorità differenti rispetto al restante materiale:[2]

«Abbiamo un nuovo disco quasi completo – non proprio. È stato uno di quelli, nel tipico stile dei Refused, che ha richiesto molto tempo e nessuno [dei componenti del gruppo] si stava godendo il processo di realizzazione del disco ed è stato un po' estenuante. Ma siamo quasi al traguardo, il che è fantastico. Sembra che sarà un disco davvero fantastico. [...] Penso che questo sia il disco che la gente voleva che facessimo l'ultima volta. Ma penso sia stato positivo aver fatto Freedom l'ultima volta, perché in un certo senso livella il campo di gioco... Non è che faremo The Shape of Punk to Come 2 – perché non sarà così.»

La registrazione si è divisa in due sessioni distinte. La prima si è svolta presso i Sandkvie Studio di Visby, dove sono state registrate le parti di batteria e basso, mentre la seconda ha avuto luogo agli Studio Kobra sotto la supervisione di Martin Ehrencrona.[3][4]

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto spiegato dai Refused, War Music è un album «violento e radicale» con testi incentrati perlopiù sul capitalismo e i politici,[5] ottenendo come tematica principale l'idea di iniziare una rivoluzione contro coloro che fanno soldi dalla sofferenza delle masse e di rovesciare il capitalismo.[6] Lyxzén ha spiegato che si tratta di un ritorno alle origini per il gruppo, spiegando che «abbiamo avvertito che ora, più che mai, era il momento di mostrare alle persone le nostre radici e far sapere a loro cosa pensiamo del mondo in cui viviamo oggi»;[7] lo stesso ha poi aggiunto che l'intenzione dei Refused era quello di creare un album «senza compromessi sia tematicamente nei testi, ma anche nella musica, nelle opere d'arte e tutto il resto. Perché penso che sia ciò di cui il mondo ha bisogno. Creativamente, è anche una reazione a Freedom e al modo in cui ci siamo avvicinati ad esso».[8]

Secondo il batterista David Sandström, l'idea alla base del titolo era spiegare cosa avrebbe dovuto aspettarsi l'ascoltatore:[9]

«Il titolo ti dice cosa ti devi aspettare: questa è musica conflittuale, senza compromessi, senza sosta. La batteria è in guerra con le chitarre, le chitarre sono in guerra con gli amplificatori, i brani sono in guerra con il tempo e le parole sono in guerra con i tempi. [...] Il titolo è stato rubato da una poesia di Portsmouth, quindi c'è anche quello.»

Nell'album appaiono comunque brani slegati dal tema principale: Malfire, che riguarda i rifugiati durante il periodo di maggior ascesa dei fascismo e del nazismo in Europa, e Death in Vännäs, il cui testo riflette la vita del gruppo nel periodo adolescenziale.[10]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 luglio 2019 i Refused hanno annunciato il titolo dell'album, rivelando anche la pubblicazione del relativo primo singolo, Blood Red, avvenuta il successivo 2 agosto.[11] In concomitanza con il lancio del singolo, il gruppo ha presentato anche il relativo videoclip diretto da Daniel Gray.[12]

Il 13 settembre è stato pubblicato come secondo singolo REV0001, traccia d'apertura dell'album,[13] seguito l'11 ottobre da Economy of Death.[7]

L'album è stato in seguito promosso tra ottobre e novembre 2019 in Europa da una tournée in congiunta con i Thrice,[14] a cui farà seguito un tour nell'America del Nord tra febbraio e marzo 2020, dove saranno supportati dai Metz e dagli Youth Code.[15]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi di Dennis Lyxzén e David Sandström, musiche di David Sandström e Kristofer Steen, eccetto dove indicato.

  1. REV001 – 3:10
  2. Violent Reaction – 4:03
  3. I Wanna Watch the World Burn – 3:29
  4. Blood Red – 3:39
  5. Malfire – 3:01
  6. Turn the Cross – 3:38
  7. Damaged III – 3:08
  8. Death in Vännäs – 3:03
  9. The Infamous Left – 3:05
  10. Economy of Death – 4:01 (musica: Mattias Bärjed, Kristofer Steen, David Sandström)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti
Produzione
  • David Sandström – produzione, registrazione parti vocali (tracce 3 e 8)
  • Kristofer Steen – produzione, montaggio finale
  • Martin "Konie" Ehrencrona – missaggio, registrazione basso e chitarra, montaggio finale
  • Don Alsterberg – registrazione batteria e basso
  • Alexander Härnlöv – assistenza alla registrazione
  • Patrik Berger – produzione parti vocali, registrazione parti vocali (eccetto tracce 3 e 7)
  • Daniel Ledinsky – registrazione parti vocali (tracce 3 e 7)
  • Oskar Sandlund – montaggio, post-produzione
  • Magnus Lindberg – mastering

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2019) Posizione
massima
Germania[16] 40
Svezia[16] 26
Stati Uniti (heatseekers)[17] 4

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Greg Kennelty, REFUSED Announce New Album War Music For October, Metal Injection, 24 luglio 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  2. ^ (EN) Spencer Kaufman, Dennis Lyxzén: New Refused album will make "more sense" for fans who love The Shape of Punk to Come, Consequence of Sound, 26 marzo 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  3. ^ (EN) Huw Baines, With their War Music, Refused are fanning the flames of punk to come, su guitar.com, 9 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  4. ^ (EN) Note di copertina di War Music, Refused, Spinefarm Records, SPINE799918, CD, 18 ottobre 2019.
  5. ^ (EN) James McMahon, Exclusive – Refused: "In a world more fucked up than ever, we need to be that confrontational force", New Musical Express, 15 agosto 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  6. ^ (EN) Three Old School Punk Bands Releasing Politically Charged Music, MetalSucks, 6 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  7. ^ a b (EN) Chris Harris, Refused's New Song "Economy of Death" Has a Bone to Pick With Capitalism: Exclusive, Spin, 10 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  8. ^ (EN) Mischa Pearlman, In Conversation: Refused's Dennis Lyxzén Is Still Writing War Music, Flood, 15 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  9. ^ (EN) Refused interview: "I like to call it incredibly violent pop music", Getintothis, 7 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  10. ^ (EN) Marion Dupont, REFUSED (17/09/19), RockUrLife, 10 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  11. ^ (EN) Refused Announce New Album War Music, Kerrang!, 24 luglio 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  12. ^ (EN) Refused Release New Single Blood Red, Kerrang!, 2 agosto 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  13. ^ (EN) Spencer Kaufman, Refused battle neo-fascists in video for new song "REV001": Stream, Consequence of Sound, 13 settembre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  14. ^ (EN) Andrew Trendell, Thrice and Refused announce joint UK headline tour, New Musical Express, 7 maggio 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  15. ^ (EN) REFUSED Announces Early 2020 North American Tour, Blabbermouth.net, 23 settembre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  16. ^ a b (NL) Refused - War Music, Ultratop. URL consultato il 2 novembre 2019.
  17. ^ (EN) Refused - Chart history (Heatseekers Albums), Billboard. URL consultato il 2 novembre 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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