Vita con gli automi

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Vita con gli automi
Titolo originale Second Ending
Autore James White
1ª ed. originale 1961
1ª ed. italiana 1963
Genere romanzo
Sottogenere Fantascienza
Lingua originale inglese
Protagonisti Ross
Coprotagonisti Infermiera 5B

Vita con gli automi (Second Ending) è un romanzo fantascientifico di James White del 1961.

Fu uno dei primi romanzi di James White ad avere notevole successo di critica e pubblico, tanto da essere stato candidato al premio Hugo come miglior romanzo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

7 ottobre 2308: Ross si risveglia in ospedale dopo un lungo sonno criogenico in stato animazione sospesa, il "Gran Sonno", in quanto affetto da un male incurabile al momento del suo ricovero.

Ross viene assistito da un unico robot dotato di una intelligenza artificiale limitata, l'Infermiera 5B, e da una serie di automi del tutto stupidi che svolgono funzioni meramente esecutive. Ben presto si rende conto che l'umanità è ormai costituita da un solo superstite: lui stesso. Durante il suo sonno secolare, una catastrofe nucleare ha non solo estinto l'umanità, ma eliminato ogni forma di vita sul pianeta. Dopo una inutile ricerca di altri esseri umani sopravvissuti, Ross si rassegna e per non impazzire intraprende un ambizioso progetto per riportare la vita sulla Terra. Affida quindi agli automi la realizzazione pratica di tale programma a lunghissima scadenza, decidendo di tornare nel "Gran Sonno" e riemergere ogni tanto per controllare lo stato di avanzamento dei lavori. I robot nel frattempo si evolveranno per meglio esaudire i desideri dell'unico umano che sono in grado di servire.

La storia si sviluppa per centinaia di milioni di anni, sino alla esplosione del Sole, e si conclude con il trasporto di Ross in stato di incoscienza su Fomalhaut, il cui quarto pianeta è stato segretamente terraformato dai robot nel corso di milioni di anni, "guidando" l'evoluzione dai procarioti sino all'essere senziente, sempre obbedendo alle "leggi" che Ross ha impartito all'Infermiera 5B: "Aiutare e proteggere tutte le forme di vita. Non affrettare lo sviluppo con una guerra, neanche tra robot."

Ormai i robot si sono evoluti così tanto da avere abbandonato la forma materiale, trasformandosi in esseri di pura energia, ma lo hanno nascosto a Ross per evitarne la pazzia: "... ora stiamo per realizzare i Suoi desideri e per conservarci indefinitamente per l'avvenire. Quando arriverà sul pianeta che abbiamo preparato per Lui, la Sua vita si concluderà circa mezzo secolo dopo, ma noi non periremo perché i Suoi discendenti saranno umani e noi saremo indispensabili agli eredi..."

Infine Ross si sveglia ancora una volta dal "Gran Sonno" e si ritrova sul nuovo pianeta popolato da una nuova umanità, credendo che ormai tutti i suoi robot siano distrutti: "… Ross, a poco a poco, capì la sua nuova realtà. Inghiottì, poi disse, semplicemente: - Grazie Infermiera. Un silenzioso ed invisibile globo di energia sospeso sul suo capo ebbe un sussulto in segno di assenso…".

Critica[modifica | modifica sorgente]

Vita con gli automi è forse il romanzo che meglio rappresenta la tematica che James White sviluppò poi compiutamente nel proprio ciclo di racconti e romanzi sulla Stazione Ospedale (Sector General).

È considerato da diversi critici uno dei romanzi più utopistici sul tema robot-umanità, quasi uno sviluppo finale dell'interazione uomo-robot, in quanto porta alle estreme conseguenze concettuali le "tre leggi della robotica" ideate dallo scrittore Isaac Asimov.

Asimov, infatti, creando il personaggio robotico "R. Daneel Olivaw", uno dei protagonisti del Ciclo dei Robot, compare anche nell'ultimo capitolo di Fondazione e Terra nel quale egli fonde la sua mente con quella di un essere umano per poter continuare vivere oltre i ventimila anni già vissuti. Asimov, così facendo, ha creato in realtà il personaggio di un super-robot-umanoide.

James White, condizionato dalla sua visione pacifista della vita e da una visione utopica di un'umanità migliore, si spinge oltre ideando il personaggio de l'Infermiera 5B, molto più complesso di un semplice super-robot-umanoide. I robot nella concezione metafisica di White si sono trasformati in esseri di pura energia, sono diventati gli Angeli Custodi di una nuova, risorta, Umanità.

Già nel 1963, il noto critico e scrittore Carlo Fruttero, curatore di Urania, aveva colto l'originalità di White, e dopo la pubblicazione di "Vita con gli automi", curò la pubblicazione di altri romanzi e racconti diffondendone la conoscenza in Italia.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]