Via dei Coronari

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Via dei Coronari
Nomi precedenti Via Recta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Quartiere Ponte
Caratteristiche
Lunghezza 500 metri
Collegamenti
Inizio Piazza dei Coronari
Fine Piazza di Tor Sanguigna
Luoghi d'interesse Fontana di piazza San Simeone
Mappa

Coordinate: 41°54′02.88″N 12°28′10.56″E / 41.9008°N 12.4696°E41.9008; 12.4696

l'Immagine di Ponte

Via dei Coronari è una famosa strada di Roma, lunga circa 500 metri, che parte da vicolo del Curato e termina a via di Sant'Agostino nel rione Ponte. Nella via è presente anche l'omonimo teatro.

Deve il nome ai venditori di oggetti sacri, in particolare corone del rosario, che qui vendevano la loro merce ai pellegrini in transito sulla via per la Basilica di San Pietro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della strada risale al Medioevo ed era allora denominata Via Recta, dal momento che era una delle poche strade di forma regolare presenti a Roma in quel tempo, ed era la via più veloce per raggiungere San Pietro dal Porto di Ripetta. Per questa ragione era molto frequentata dai pellegrini e quindi vi si stabilirono molti venditori di corone (appunto i coronari, che danno il nome alla strada) e di immagini sacre.

A partire dall'inizio del XVI secolo la strada e la zona limitrofa era abitata da alcune tra le principali cortigiane (meretrici di alto bordo) dell'epoca, tra cui le celebri Imperia e Fiammetta.

Sempre in questo periodo la strada viene convenzionalmente divisa in due parti: la prima denominata Scorticlaria, per via dei numerosi venditori di cuoio presenti, e la seconda Immagine di Ponte, per via dell'edicola sacra qui realizzata nel 1523 da Antonio da Sangallo il Giovane sul palazzo del cardinale Serra di Monserrato. L'immagine che rappresenta una Incoronazione della Vergine- oggi mal leggibile ma ancora al suo posto - fu commissionata dal Sangallo a Perin del Vaga.

La via era nota sino agli anni sessanta del novecento per i numerosi negozi di rigattieri che la caratterizzavano, trasformatisi poi in negozi di antiquariato. Il numero di questi ultimi va però riducendosi, man mano che l'antiquariato viene sostituito da generi merceologici meno lussuosi e più banali (abbigliamento, chincaglierie).

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