The Groovers

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The Groovers
Paese d'origine Italia Italia
Genere Roots rock
Indie rock
Periodo di attività 19892009
Album pubblicati 7
Sito web

The Groovers sono stati un gruppo rock formatosi a Novara nel 1989.[1]

Leader del gruppo è stato il cantante Michele Anelli, affiancato da Paolo Montanari alla tastiere ed alla fisarmonica oltre a molti musicisti che si sono susseguiti in formazione. Il loro stile musicale si ispira alla tradizione rock and roll americano con una forte componente di roots rock, psichedelia e negli dopo il 2000 un forte componente combat rock. I testi sono rigorosamente in inglese.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo un primo singolo distribuito dalla rivista Urlo pubblicano nel 1993 il primo album Songs for the Dreamers, prodotti da Max Marmiroli dei Rocking Chairs, in un brano suona Mel Previte, poi con la band di Ligabue, l'album è composto da brani autografi ad eccezione di When I Can Really Love di Neil Young.[1]

Dopo un secondo album, Lost Ballads contenente 9 brani di cui tre cover ed uscito solo su cassetta pubblicano nel 1995 Soul Street, che viene prodotto da Paolo Bonfanti e mixato ad Austin in Texas.

L'album successivo September Rain del 1997, prodotto da Anelli, vede le presenze come ospiti di Paolo Bonfanti e Moreno Zanghi (ex Settore Out). Viene eletto dalla rivista Buscadero disco italiano dell'anno.[1].

Anelli forma nel 1999 con Evasio Muraro i Flamingo, gruppo più folk e con testi cantati in italiano. Nel 2000 ritorna col gruppo, ora solo duo (Anelli e Montanari) con cui pubblica That's all folks!!, e l'EP Do You Remember the Working Class?.

Entra nel gruppo Evasio Muraro, mentre Montanari pur rimanendo compositore rinuncia all'attività concertistica. Esce nel 2003 A Handful of Songs about Our Times (vol. 1).

Sempre nel 2003 Anelli, Muraro e Montanari partecipano con Tommaso Leddi degli Stormy Six all'album Io lavoro, per la rivista L'Ernesto.

Ritorna a pieno servizio Montanari ed il gruppo pubblica Revolution - a Handful of Songs about Our Times vol.2, seconda parte del lavoro uscito 5 anni prima ispirato nei testi anche questo da cantautori impegnati socialmente come Woody Guthrie o Billy Bragg e musicalmente ad un indie rock caratteristico di gruppi come Black Rebel Motorcycle Club e Hoodoo Gurus.

Nel 2009 ricevono il premio "Fuori dal Controllo" per la carriera al MEI poco prima di sciogliersi dopo vent'anni di attività.[3]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

  • 1993 - Songs for the Dreamers (Fandango Music)
  • 1994 - Lost Ballads (Fandango Music)
  • 1995 - Soul Street (Fandango Music)
  • 1997 - September Rain (Fandango Music)
  • 2000 - That's all folks!! (RadioFandango)
  • 2003 - A Handful of Songs about Our Times (vol. 1) (Cement Mixer Music)
  • 2008 - Revolution - a Handful of Songs about Our Times vol.2 (Fandango Music/Audioglobe)

EP[modifica | modifica sorgente]

  • 1991 - The Groovers (allegato rivista Urlo n. 33)
  • 2001 - Do You Remember The Working Class? (Fandango Music/Audioglobe)

Formazione[modifica | modifica sorgente]

  • Michele Anelli (voce, chitarra elettrica ed acustica, dal 1989 al 2009)
  • Paolo Montanari (hammond, tastiere, fisarmonica, dal 1991 al 2009)
  • Evasio Muraro (basso, chitarra acustica, dal 2001)
  • Massimiliano Ferraro (batteria, dal 2002)
  • Alessandro Doglioli (chitarre, dal 1992 fino al 2004)
  • Alberto Pedretti (basso, dal 1993 fino al 1995)
  • Daniele Negro (batteria, dal 1994 fino al 1996)
  • Damiano Valloggia (batteria, dal 1996 fino al 1998)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Groovers (The) - Perché No?
  2. ^ http://www.rockit.it/album/785/the-groovers-thats-all-folks
  3. ^ Groovers - Revolution

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]