Telediffusione

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Antico monoscopio della sede Rai di Torino che ricorda la telediffusione sperimentale nel 1949

La telediffusione (television broadcasting tecnics) è la tecnica alla base della trasmissione (via etere o via cavo) di immagini in movimento. Tale tecnica è alla base del funzionamento della televisione, nata negli Stati Uniti nel 1928 ed affermatasi in Europa negli anni successivi.

In tutti i paesi coinvolti, tale tecnica si sviluppa a partire dai fondamenti della radiodiffusione, che decenni prima aveva portato alla nascita ed allo sviluppo della radio. Il suo funzionamento si appoggia su opportune infrastrutture di telecomunicazioni (broadcasting) simili a quelle radiofoniche (antenna a dipolo), trasmettendo il segnale entro una certa banda di frequenza in modalità analogica o digitale, e la loro copertura può essere locale, regionale o nazionale.

Nella lingua italiana telediffusione e radiodiffusione sono rispettivamente le tecniche di sviluppo della televisione e della radio. Nata a livello applicativo nel 1928 negli Stati Uniti, la telediffusione ha permesso la nascita dapprima della televisione privata in America, e poi la nascita della televisione pubblica in Europa, completatasi entro il 1960. Oggi la telediffusione rappresenta una fra le tecniche all'avanguardia del settori telecomunicazioni ed ha implicazioni nel settore della informatica.

Nozione[modifica | modifica wikitesto]

In quanto tecnica ingegneristica interdisciplinare per lo sviluppo della televisione, la telediffusione sta alla base di tutte le forme di televisione che si sono succedute dal 1928 in avanti: dalla tv antica o dei primi anni a quella moderna, dalla privata alla pubblica, dalla terrestre alla satellitare, dalla analogica alla digitale, dalla televisione gratuita alla televisione a pagamento. Il sapere dell'uomo legato alle tecniche di "broadcasting" ha modificato vita ed abitudini della società in tutto il pianeta nel corso del XX secolo, offrendo diversi modelli di televisione, da stato a stato, da epoca ad epoca, ed esso rimane alla base delle innovazioni verso le forme di televisione che si succederanno nel futuro.

Questione terminologica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il termine ha uno stampo latino. In tutte le lingue neolatine "telediffusione" (etimo. greco-latina: tele-dis-fundere, letteralmente: trasmettere a distanza) ha designato una tecnica nata nella tecnica della radiodiffusione, con lo scopo di aggiungere il video al suono della radio. Così nel francese abbiamo la "télédiffusion", nello spagnolo la "teledifusión", nel portoghese la "teledifusão", nel rumeno la "teledifuziune", nel catalano la "teledifusió".

Inoltre moltissime televisioni pubbliche europee contengono nella loro denominazione, e nelle rispettive lingue, il termine "telediffusione" o "telediffusore".

  • Da parte della lingua inglese non vi è stata disponibilità ad anglicizzare e recepire un termine analogo a "telediffusion" per indicare l'insieme dei sistemi di trasmissione della televisiva pubblica dei paesi europei.
  • Il termine inglese per tradurre "telediffusione" è "television broadcasting tecnics" tenendo conto che il termine "broadcasting" è estremamente generico ed ingloberebbe qualsiasi tipo di trasmissione, se non specificata, compresa quella internet.
  • Parallelamente il termine inglese per tradurre !radiodiffusione" è "radio broadcasting tecnics".
  • Il termine "telediffusione" non va confuso con la locuzione "televisione terrestre", poiché trattasi di locuzione molto più recente nata per distinguere la terrestre dalla "televisione satellitare". I trasmettitori all'origine della televisione erano collocati sulla Terra ma non si usava l'aggettivo terrestre, semplicemente perché non esistevano ancora trasmettitori satellitari.
  • Il termine "teleradiodiffusione" ingloba telediffusione e radiodiffusione.

Differenza di termini: telediffusione e radiodiffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "radiodiffusione" è ambiguo specie se usato al plurale ("radiodiffusioni"). Esso in un senso significa univocamente "radiodiffusione", in altro senso indica anche la "telediffusione". Ciò nulla toglie alla specificità della nozione di "telediffusione". La ambiguità più che nel linguaggio, capace di fare distinzione, sta nei testi giuridici contenenti le prime normative del nuovo fenomeno che emergeva in anni successivi allo sviluppo della radio. La probabile ragione della polisemia del termine italiano "radiodiffusione" è da ricercare nel fatto che la nascente tecnica si inseriva nella normativa nata nel contesto di già sperimentate e regolamentate tecniche radiofoniche.

Emittenza[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "emittenza" significa sia teleradiodiffusione, sia l'insieme dei programmi che vengono emessi, sia l'insieme delle emittenti radiotelevisive (emittenza pubblica ed emittenza privata).

Telediffusione nel Diritto italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • La prima disciplina del fenomeno "telediffusione" in Italia è avvenuta nel 1952. La convenzione approvata con D.P.R. 26.1.1952, n. 180 stabiliva che il Governo italiano concedeva alla RAI, fino al 15.12.1972, i servizi in esclusiva delle "radioaudizioni circolari", di televisione circolare e di "telediffusione" su filo; e il servizio, senza esclusiva, di radiofotografia circolare.
  • L'ultima disciplina nella quale rientra la regolamentazione delle nuove forme di "telediffusione" è la Legge Gasparri, che colloca la telediffusione nel campo delle telecomunicazioni terrestri digitali in fase di attuazione sul territorio delle regioni italiane.

Telediffusione pubblica italiana[modifica | modifica wikitesto]

Telediffusione pubblica nel periodo della sperimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima sperimentazione delle telediffusione in Italia è da parte dell EIAR (Ente italiano per le audizioni radiofoniche).

  • Il 22 luglio 1939 a Monte Mario, vicino a Roma, entra in attività il primo trasmettitore italiano di telediffusione, ancora sperimentale, grazie alle attività di ricerca dell'EIAR.

Telediffusione pubblica nella fase di sperimentazione finale - 1952-1954[modifica | modifica wikitesto]

La sperimentazione finale per l'avvento della televisione italiana termina nell'aprile 1952, in occasione della Fiera Campionaria di Milano, quando il centro milanese di produzione di Corso Sempione, si collega con la sede di Torino attraverso ponti a microonde. Inizia così il primo programma irradiato al pubblico in telediffusione. Sono 6 ore di trasmissione in diretta dedicate all fiera, e va in onda nei giorni successivi poiché la fiera viene coperta in tutta la sua durata, dal 12 al 26 aprile 1952.

Telediffusione pubblica regolare - dal 1954[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista del giornalismo del tempo, viene annunciata la partenza del servizio televisivo italiano sul Programma nazionale.

  • I primi trasmettitori Rai di telediffusione ad entrare in funzione furono i seguenti: Roma Monte Mario, Torino Eremo, Milano, Portofino, Monte Penice, Monte Serra, Monte Peglia. Le trasmissioni si emisero sempre in diretta televisiva fino al 1958.

Telediffusione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il primo avvenimento ad essere trasmesso in Italia dalla telediffusione pubblica a livello internazionale grazie alla Mondovisione, sono state le Olimpiadi di Cortina d'Ampezzo (1956).

Telediffusione privata[modifica | modifica wikitesto]

  • L'emittente televisiva privata italiana Telediffusione Italiana Telenapoli vanta di essere stata la prima in Italia ad applicare la "telediffusione privata" nel 1966. A parte la mancanza di certezza al riguardo, in ogni caso le televisioni private italiane entrate in funzione sul finire degli anni settanta non hanno effettuato alcuna sperimentazione, ma semplicemente utilizzato apparecchiature ed applicativi commerciali di telediffusione. La telediffusione privata come tecnica di ricerca e sperimentazione risale al 1928 negli Stati Uniti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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