Ted Tinling

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Ted Tinling e Rod Humphries nel 1979

Cuthbert Collingwood "Ted" Tinling (Eastbourne, 23 luglio 1910Cambridge, 23 maggio 1990) è stato un tennista, stilista e giornalista inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una mediocre carriera di tennista, Ted Tinling si dedicò a disegnare completi sportivi da donna, in particolare nel tennis.

Il completo firmato Tinling indossato da Billie Jean King nel 1973 per “La Battaglia dei sessi

La sua prima musa ispiratrice fu la statunitense Gussie Moran. L’evento accadde in occasione del Torneo di Wimbledon del 1949. [1] Moran chiese a Tinling di disegnarle un completo di tre colori differenti. Poiché le regole prescrivevano ancora che le divise fossero esclusivamente bianche, Tinling le disegnò il primo abitino corto del tennis femminile, rigorosamente bianco[2][3] ma con mutandine con risvolti in pizzo, visibili durante la partita. [1]

Il suo abbigliamento attirò molta attenzione, tanto che i fotografi si contesero le posizioni più favorevoli per inquadrare i colpi bassi della giocatrice e riprendere il pizzo. [4] I giornalisti soprannominarono la tennista "Gorgeous Gussie". Fu uno scandalo che provocò un dibattito in Parlamento [5]. Moran fu accusata dal comitato dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club di aver introdotto "volgarità e peccato nel tennis" [5].

Una delle modelle preferite dello stilista britannico è stata l’italiana Lea Pericoli. Al Torneo di Wimbledon 1955, contro la spagnola Maria-Josefa de Riba, la fece giocare con culotte e sottoveste rosa quando ancora le tenniste indossavano completi bianchi con le gonne lunghe sino alle ginocchia. Per tale motivo il padre di Lea si infuriò e le vietò temporaneamente di giocare[6].

Successivamente, Tinling confezionò per l’italiana un gonnellino di visone, uno di penne di cigno, un abitino di petali di rose e un vestitino d'oro con le mutandine di brillanti[7]. Attualmente i completi disegnati da Tinling indossati da Lea Pericoli sono esposti nel Victoria & Albert Museum di Londra [6].

Anche Silvana Lazzarino, come la sua compagna di doppio, fu una delle modelle dello stilista inglese; questi, al primo turno del Roland Garros del 1961 le fece indossare uno dei primi vestiti di carta[8]. Un altro completo disegnato da Tinling lo indossò a Wimbledon del 1963, giocando in doppio con la Pericoli[9].

Un’altra icona fashion di Tinling fu la brasiliana Maria Bueno. Nel 1964 giocò sul campo centrale di Wimbledon con un vestito disegnato dallo stilista inglese che aveva una sottogonna rosa shocking abbinata a delle mutandine rosa[10].

Grande amico di Billie Jean King, Tinling disegnò per lei l’abito per la famosa partita detta “La Battaglia dei sessi” del 1973. [11] Ha continuato poi a disegnare abiti audaci e insoliti per campionesse come Martina Navratilova, Chris Evert, Evonne Goolagong e Virginia Wade.

A partire dagli anni ottanta divenne un commentatore di tennis. Commentò la vittoria di Steffi Graf in semifinale all'Australian Open 1989 su Gabriela Sabatini dicendo "Credo sia il miglior tennis che io abbia mai visto".[12]

Nel 1986 è stato ammesso nell'International Tennis Hall of Fame[13].

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: La battaglia dei sessi (film 2017).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Wimbledon Golden Memories
  2. ^ Gussie Moran, Who Wore a Daring Wimbledon Outfit, Dies at 89, in: Tennis Star, New York Times, 18 gennaio 2013
  3. ^ The Bud Collins History of Tennis, New Chapter Press, New York, 1978, pp. 89-90
  4. ^ Gussie Moran: Tennis player who shocked Wimbledon with her controversial clothing, The Indipendent, 20 gennaio 2013
  5. ^ a b Mark Hodgkinson, In memory of 'gorgeous' Gussie Moran, AELTC, 30 gennaio 2013
  6. ^ a b Il Messaggero, 22 marzo 2015
  7. ^ Tennis Circus
  8. ^ Da: www.tennisforum.it
  9. ^ Foto Pericoli-Lazzarino
  10. ^ Maria Bueno e Ted Tinling
  11. ^ Ted Tinling, le mode del tennis sono diventate la combinazione perfetta, NewsOK.com, 22 febbraio 1986
  12. ^ Australian Tennis, Marzo 1989, p. 28
  13. ^ Profilo nell'International Tennis Hall of Fame

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