Tassili n'Ajjer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tassili n'Ajjer
Kel Ajjer
Femme-gravure.jpg
Arte rupestre nel Tassili n'Ajjer
Civiltàneolitico
Localizzazione
StatoAlgeria Algeria
ProvinciaSahara
Altitudine2 158 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie120 000 000 000 
Mappa di localizzazione
Coordinate: 25°40′N 9°00′E / 25.666667°N 9°E25.666667; 9

Il Tassili n'Ajjer, che in berbero significa "Altopiano (Tassili) dei tuareg Kel Ajjer",[1] è un massiccio montuoso del deserto del Sahara, situato nel sud est dell'Algeria presso il confine con la Libia (distretto di Ghat). Si estende per circa 500 chilometri in direzione nord-ovest sud-est ed il suo punto più elevato è costituito dal monte Afao, alto 2.158 metri. La città più vicina è Djanet, circa 10 chilometri a sud ovest del massiccio.

Gran parte della catena montuosa, compresi i cipressi e i siti archeologici, è protetta all'interno di un Parco nazionale, oltre che come Riserva della biosfera e sito inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[2]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La catena montuosa è composta in gran parte di arenaria. L'erosione dell'area ha fatto sì che si formassero circa 300 archi di roccia, oltre a numerose altre formazioni rocciose.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'altitudine e delle proprietà dell'arenaria, la vegetazione è molto ricca, al contrario di ciò che succede nel deserto circostante. Essa comprende, nella metà orientale e più alta della catena, una vastissima varietà di flora, tra cui spiccano le specie endemiche e rarissime del cipresso del Sahara e del mirto sahariano.

L'ecologia del Tassili n'Ajjer appartiene all'ecoregione del Sahara occidentale. In questa regione millenni fa scorrevano numerosi fiumi, a testimonianza di un'epoca (il periodo umido africano) in cui il clima era molto diverso da quello attuale.

Arte preistorica[modifica | modifica wikitesto]

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Tassili n'Ajjer
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Gnome-globe.svg Riserva della biosfera
Algerien 5 0049.jpg
TipoMisto
Criterio(i), (ii), (iii) e (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1982 (come patrimonio)
1986 (come riserva)
Scheda UNESCO(EN) Tassili n'Ajjer
(FR) Tassili n'Ajjer
(EN) Riserva

Il Tassili n'Ajjer è noto anche per l'arte rupestre di epoca preistorica[3] che vengono datate tra 9 000 e 10 000 anni fa[4][5] e per altri antichi siti archeologici di epoca neolitica, quando in questa regione il clima era più umido e al posto del deserto vi era la savana.

Sono state finora identificate circa 15.000 tra pitture e incisioni rupestri[2] che raffigurano mandrie di bestiame, grandi animali selvaggi tra cui elefanti, giraffe e coccodrilli,[6] attività umane come caccia e danza.

Teorie di Terence McKenna[modifica | modifica wikitesto]

Il Tassili è al centro di alcune speculazioni dello scrittore statunitense Terence McKenna, che nel suo saggio del 1992 Il cibo degli dei, asserì che gli artefici dei reperti del Tassili fossero i membri di una civiltà edenica, strutturata secondo il principio della partnership elaborato da Riane Eisler, cioè su una profonda cooperazione sociale che per McKenna era dettata ai membri della comunità dal loro utilizzo di funghi allucinogeni. Questa teoria, peraltro avallata all'epoca dagli studi di Giorgio Samorini, si inseriva secondo McKenna in un percorso evolutivo dell'umanità, la quale avrebbe perso tale cooperazione ideale sostituendola con la civiltà del dominio. Testimonianza mitica di questi sconvolgimenti sarebbe la narrazione biblica del peccato originale. Nella Genesi si dice infatti che Adamo ed Eva furono scacciati dall'Eden e si diressero a Oriente: analogamente, tracce della cultura del Tassili sarebbero riapparsi molti secoli dopo la sua scomparsa, ma in Anatolia. Inoltre, il primato di Eva su Adamo nell'attingere al frutto dell'"albero della conoscenza" (che McKenna identifica con gli effetti dei funghi e delle piante allucinogene di cui la zona era ricoperta millenni fa), confermerebbe che furono le donne, in quanto raccoglitrici, le prime a sviluppare il linguaggio per comunicare ed essere più efficaci nella raccolta. Per questa ragione la civiltà del dominio nasce come matriarcato e solo successivamente diventa un patriarcato. Il Tassili rappresenterebbe dunque un sito di importanza straordinaria per la comprensione della storia evolutiva dell'essere umano e per la proposta di paradigmi sociali alternativi, dal momento che è a questa civiltà che le varie mitologie successive si sarebbero rivolte in termini di passato edenico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hans Joachim Stühler: Soziale Schichtung und gesellschaftlicher Wandel bei den Ajjer-Twareg in Südostalgerien (= Studien zur Kulturkunde. Band 47). Steiner, Wiesbaden 1978, ISBN 3-515-02745-9.
  2. ^ a b Tassili n'Ajer, su whc.unesco.org, UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 7 marzo 2013.
  3. ^ Norbert Mercier, Le Quellec, Jean-Loïc; Hachid, Malika; Agsous, Safia; Grenet, Michel, OSL dating of quaternary deposits associated with the parietal art of the Tassili-n-Ajjer plateau (Central Sahara), in Quaternary Geochronology, vol. 10, July 2012, pp. 367–373, DOI:10.1016/j.quageo.2011.11.010. URL consultato il 7 marzo 2013.
  4. ^ Datation des peintures du Tassili au Sahara - Hominidés, su www.hominides.com. URL consultato il 7 settembre 2016.
  5. ^ OSL dating of quaternary deposits associated with the parietal art of the Tassili-n-Ajjer plateau (Central Sahara)], Merciera et al. 2012, Quaternary Geochronology, Volume 10, July 2012, Pages 367–373, DOI:10.1016/j.quageo.2011.11.010.
  6. ^ Jörg W. Hansen: Tassili. Felsbildkunst in den westlichen und südlichen algerischen Tassilis (mit Vorwort von Paul G. Bahn). Somogy éditions d’art, Paris 2009, ISBN 978-2-7572-0251-7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bahn P -G (1998), The Cambridge illustrated history of prehistoric art. Cambridge, Cambridge University Press.
  • Bradley R (2000), An archaeology of natural places. London, Routledge.
  • Bruce-Lockhart J and Wright J (2000), Difficult and dangerous roads: Hugh Clapperton's travels in the Sahara and Fezzan 1822-1825.
  • Chippendale C and Tacon S -C (eds) (1998), The archaeology of rock art. Cambridge, Cambridge University Press.
  • Coulson D and Cambell A (2001), African rock art. Paintings and engravings on stone. New York, Harry N Abrams.
  • Van Albada A.&A.-M. (2000), La Montagne des Hommes-Chiens. Art rupestre du Messak lybien. Paris, Seuil.
  • Clottes J. (2002), World Rock Art. Los Angeles, The Getty Publications.
  • Lhote, H (1959), The search for the Tassili frescoes: the rock paintings of the Sahara. London.
  • Le Quellec J -L (1998), Art rupestre et prehistoire du Sahara. Le Messak libyen. Paris, Editions Payot et Rivages, Biblioteque Scientifique Payot.
  • Mattingly D (ed) (forthcoming), The archaeology of the Fezzan.
  • McKenna T (1992), Food of The Gods.
  • Muzzolini A (1997), Saharan rock art. In Vogel J O (ed) Encyclopedia of Precolonial Africa. Walnut Creek: 347-353.
  • Whitley D S (ed) (2001), Handbook of rock art research. New York, Altamira Press.
  • Augustin F.C. Holl (2004), Saharan Rock Art, Archaeology of Tassilian Pastoralist Icongraphy.
  • Jean-Dominique Lajoux (1977), Tassili n'Ajjer: Art rupestre du Sahara préhistorique.
  • Henri Lhote (1959, 1973), The Search for the Tassili Frescoes: The story of the prehistoric rock-paintings of the Sahara.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN233688829 · LCCN (ENsh88005039 · BNF (FRcb15216594d (data)
Patrimoni dell'umanità Portale Patrimoni dell'umanità: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di patrimoni dell'umanità