Tarantella montemaranese

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Perrault Leon La Tarantella

La tarantella montemaranese è la tarantella caratteristica di Montemarano in provincia di Avellino. Originariamente eseguita con una ciaramella, un tamburello, le castagnette, in dialetto castagnole, e una voce maschile, oggi può essere realizzata con clarinetto, canto e controcanto; fisarmonica, armonia/ritmo, canto e controcanto; tamburello, ritmo. Le combinazioni delle tre componenti - melodia, armonia, ritmo - non sono rigide, ma neanche completamente intercambiabili. Sono soggette a elaborazioni improvvisate e, in ogni caso, funzionali al comportamento dei ballerini. L'uso del clarinetto le ha valso il soprannome di tarantella jazz, un genere musicale cui rimanda anche la caratteristica generale dell'improvvisazione che si ritrova in tutte le tarantelle, come anche nella pizzica e nella tammuriata.

Il carnevale e la tarantella[modifica | modifica wikitesto]

La montemaranese è una tarantella processionaria che viene ballata durante il carnevale da tutti gli abitanti del paese, al seguito di piccole scatenate orchestre di clarinetti, flauti, fisarmoniche e tamburi a cornice, che percorrono ripetutamente il corso di Montemarano, curiosamente a forma di Y. Il ritmo di questa danza nel corso della sfilata diviene sempre più sostenuto fino al delirio. Nel carnevale di Montemarano è possibile infatti notare espressioni di estasi collettiva, soprattutto quando il tempo del ballo sta per scadere e la sera segna la chiusura della grande festa.

In tale occasione diversi gruppi di danza si organizzano per sfilare in una sorta di competizione sancita, il sabato di carnevale, dal lancio di un guanto di sfida. Ogni gruppo è coordinato dal proprio caporabballo, il personaggio più rappresentativo di tutta la manifestazione, un pulcinella che con il suo caratteristico costume bianco e rosso, l'alto cappello, il bastone simbolo di autorità, dispensa ordini ai figuranti, fa spazio tra la folla, distribuisce confetti al pubblico. Alcuni gruppi sfilano con alla testa un carro allegorico.[1]

L'origine pagana del carnevale montemaranese fu ripresa e divulgata nel XVII secolo dal poeta e scrittore napoletano, Giambattista Basile, che fu signore e governatore di Montemarano. Varie sono le teorie concernenti il manifestarsi della musica e del ballo legati alla festa. La più avvalorata vuole che un gruppo di Bulgari nel contesto dell'avvicendarsi delle tante dominazioni straniere (Goti, Visigoti, Longobardi, ecc.) abbia portato le prime note poi rielaborate dai Montemaranesi.

Il carnevale ha inizio con la ricorrenza di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio (a Santantuono maschere e suoni) ed ha termine la domenica successiva alle Ceneri, dopo un festeggiamento di tre giorni, con Carnevale morto, allorquando, avvenuto il commiato funebre-ironico da Carnevale e la lettura del suo grottesco testamento, ci si lancia in un'ultima danza sfrenata fino alla rottura, a tarda notte, della Pignata, dalla quale fuoriescono biscotti e dolciumi, che simbolicamente rappresentano un buon auspicio per la primavera che si approssima.[2]

Il museo etno-musicale[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Culturale Hyrpinus doctus, nata nel 2002 con lo scopo di continuare una tradizione molto antica quale è rappresentata dal carnevale e dalla tarantella montemaranesi, oltre a effettuare ricerche di etnografia e di etnomusicologia in Irpinia e in Campania, nell'agosto dello stesso anno ha costituito il Museo Etnomusicale Celestino Coscia e Antonio Bocchino, dedicato ai due artisti montemaranesi che hanno reinventato la tarantella con interpretazioni personali.

Il museo è stato inaugurato il 21 febbraio 2004, in occasione del carnevale, con un dibattito sul tema La Tradizione Attraverso il Museo, e con la partecipazione di illustri studiosi ed esperti in questa materia.

A partire dal maggio 2004 il museo è diventato comunale, formalmente istituito con delibera consiliare, per poter accedere a finanziamenti pubblici. La gestione è stata assegnata all'associazione fondatrice, vera protagonista di questa iniziativa di conservazione della memoria musicale, importante per il paese di Montemarano e non solo, essendo il primo museo nel suo genere in Irpinia.[3]

La scuola di tarantella montemaranese[modifica | modifica wikitesto]

Altro centro impegnato nella salvaguardia e diffusione della memoria musicale legata alla tarantella montemaranese è la scuola di tarantella fondata da Roberto D'Agnese nel 2009, a capo della quale ci sono le maestre del paese,Olimpia 'Ndonetta, Chilina, Menella, tra le quali ci sono le figlie di Minico e Gianninino, uno dei genitori musicali della tarantella.

Grazie all'esperienza di queste maestre, si sono formati degli insegnanti e dei ballerini che gestiscono i corsi, i quali prevedono una parte teorica ed una pratica, includendo nozioni storiche e di danza. Inoltre all'interno della scuola c'è un gruppo di studio che quotidianamente approfondisce gli studi sulla tarantella di Montemarano. La scuola partecipa a festival internazionali di danze insegnando questa magnifica danza con tutti gli stili rilevati all'interno della comunità. La scuola è accompagnata da tutti i gruppi musicali del paese che a rotazione seguono la scuola in tutte le manifestazioni.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Gabriella Della Sala, L'organico strumentale della Tarantella montemaranese, in "Itinerari di tradizione", a cura della Comunità Montana Terminio-Cervialto.
  • M.Gabriella Della Sala, Rito e Magia nella tarantella Montemaranese, in "Itinerari di tradizione", a cura della Comunità Montana Terminio-Cervialto.
  • Giovanni Giuriati (1982), Un procedimento compositivo caleidoscopico: la tarantella di Montemarano, "Culture musicali", I/2, pp. 19–72.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]