Tamara Kamenszain

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Tamara Kamenszain (Buenos Aires, 9 febbraio 1947Buenos Aires, 28 luglio 2021[1]) è stata una poetessa e saggista argentina.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò filosofia, lavorò in ambito giornalistico da quando era molto giovane per poi dedicarsi all'insegnamento della letteratura.

Appartiene, insieme ad Arturo Carrera e Néstor Perlongher, alla generazione di poeti degli anni settanta del neo-barocco.

I suoi saggi sulla poesia argentina e latinoamericana sono materia di studio nelle università argentine e al di fuori delle stesse. I suoi libri di poesia sono stati totalmente o parzialmente tradotti in diverse lingue ed è considerata una delle voci che hanno influito sulle nuove generazioni di poeti.[2][3][4][5]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Onorifico José Lezama Lima conferita per Casa delle Américas, #Cuba, 2015.[6][7]
  • Premio Konex di Platino 2014: Poesia quinquenio 2004-2008.[8]
  • Premio della Critica al migliore libro del 2012, conferito dalla Feria del Libro di Buenos Aires al romanzo della poesia nell'aprile del 2013.[9]
  • Primo premio. Terzo Certamen di Poesia Hispanoamericana "Festival della Lira", Concesso a "L'eco di mia madre". 2011.[10]
  • Medaglia di Onore per il Centenario di Pablo Neruda conferita dalla Presidenza del Governo di Cile. Luglio di 2004.[11]
  • Premio Konex - Diploma al merito 1994. Per il quinquennio 1994-1998 (Poesia).[12]
  • Primo Premio Saggistico. Governo della Città di Buenos Aires, concesso alla produzione édita del triennio 1993-1996 per L'età della poesia[13]
  • John Simon Guggenheim Memorial Foundation Fellowship. Genere: poesia (1988-89)
  • Terzo Premio Nazionale Saggistico, concesso alla produzione edita del triennio 1983-86, per Il testo silenzioso.
  • Finalista Premio Anagrama Saggistico, con Il testo silenzioso (1980)[14]
  • Premio di Appoggio alla Produzione Poética. Concesso a Da questo lato del Mediterraneo per il Fondo Nazionale delle Arti Argentine (1972)[15]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

Da questo lato del Mediterraneo (Edizioni Noé, Buenos Aires, 1973).

I No (Sudamericana, Buenos Aires, 1977).

La casa grande (Sudamericana, Buenos Aires, 1986).

Vita di living (Sudamericana, Buenos Aires 1991).

Tango Bar (Sudamericana, Buenos Aires, 1998).

Il Ghetto (Sudamericana, Buenos Aires, 2003).

Soli e sole (Editoriale Lumen, Buenos Aires 2005).

L'eco di mia madre (Sotto la luna, 2010).

Il romanzo della poesia. Poesia riunita. Prologo di Enrique Foffani. (Adriana Hidalgo Editrice, 2012).

Il libro dei divani (Adriana Hidalgo Editrice, 2014).

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

Il testo silenzioso. Tradizione e avanguardia nella poesia sudamericana. (O.N.A.M, Messico, 1983).

L'età della poesia, (Beatriz Viterbo Editrice, Rosario, 1996).

Storie di amore e altri saggi sulla poesia (Paidós, Bueos Aires, 2000).

La bocca della testimonianza. Quello che dice la poesia (Norma, Buenos Aires, 2006).

Un'intimità inoffensiva. Quelli che scrivono con quello che c'è (Eterna Cadenza, Buenos Aires, 2016)

Il libro di Tamar (Eterna Cadenza, Buenos Aires 2018)

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • O Ghetto (Edizione simultanea dell'editoriale Inimigo Rumor di Río de Janeiro e dell'editoriale Angelus Novus di Portogallo, 2003. Traduzione portoghese di Carlito Azevedo e Paloma Vidal.
  • Solitari. Prossima apparizione, Editoriale 7 Lettere di Río de Janeiro. Traduzione di Carlito Azevedo.
  • Fremd in der familie, tradotto in tedesco da Petra Strien. (Pubblicazione: ottobre 2010. Teamart, Svizzera)
  • Men and women alone, tradotto in inglese da Cecilia Rossi, Waterloo Press, London, 2010.
  • The Ghetto. Tradotto in inglese da Seth Michelson. Point of contact. Syracuse, NY. 2011.
  • O ghetto/ O eco dà minha mae. Tradotto in portoghese da Carlito Azevedo e Paloma Vidal /Paloma Vidal. 7 lettere. Río de Janeiro, 2012.
  • The Echo of My Mother. Tradotto in inglese da Cecilia Rossi. Waterloo Press. London, 2012.
  • "L'Eco di mia madre". Tradotto in italiano da Chiara de Luca, Kolobris Edizioni, Ferrara, 2014.

Antologíe[modifica | modifica wikitesto]

• Ten Latin American Women Poets, selezione di Mary Crow, Traduzione di Carlo e Monique Altschul, U.S.A., Colorado State Review, Mole VII, No 1, fall 1979.

Littérature argentine, selezione di Paul Verdevoye, traduzione di Gérard di Cortanze, Parigi, Europe, Non. 690, ottobre 1986.

Argentine writing in the Eighties, selezione William Katra, traduzione di Carlo e Monique Altschul, U.S.A., The Literary Review, Fairleigh Dickinson University, volume 32, number 4, summer 1989.

A palavra nómade, (Poesia argentina degli anni '70). Selezione e traduzione di Santiago Kovadloff, Brasile, Editoriale Iluminuras, 1991.

Women’s Writing in Latin America, selezione di Sylvia Molloy, traduzione di Oscar Montero, U.S.A., Westview Press, 1991.

Caribe Transplatino, selezione di Néstor Perlongher, traduzione di Josely Vianna Baptista, Sao Paulo, Brasile, Editoriale Iluminuras, 1991.

Eliahu, selezione e traduzione in tedesco di Tobías Burghardt, Eblinger Zeitung, Stuttgart, 23 settembre del 1997.

Hier ist der Tanz. Selezione di poemi e traduzione in tedesco di Tobías Burghardt. Dai Gedicht, Webling, Nr. 5, Oktober 1997.

Miriam’s Daughters, selezione Marjorie Agosin, Traduzione in inglese Roberta Gordenstein, Santa Fe, Sherman Ascher Publishing, 2000.

Inimigo Rumor, selezione di poemi e traduzione in portoghese di Carlito Azevedo, Río de Janeiro, N° 12, 1.er. semestre del 2002.

Poetry Wales, selezione di poemi e traduzioni in inglese di Cecilia Rossi, Wales, volume 38, number 1, summer 2002.

Jardim di Camaleoes, selezione e traduzione in portoghese di Claudio Daniel e Glauco Mattoso, Sao Paulo, Brasile, Editoriale Iluminuras, 2004.

Corresponding Voices, traduzione in inglese di Cecilia Rossi, volume 2, Syracuse University, 2005.

• Calchi Journal, New Translations, selezione di poemi e traduzione di Ben Bollig, number 5, spring 2009, New York.

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

• Contemporary Spanish American Poets, A Bibliography of Primary and Secondary Sources, di Jacobo Sefamí, Greenwood Press, New York-London, 1993, pagine 10 a 14.

• Gender, politics and poetry in Twentieth Century Argentina, di Jill. S. Kuhnheim, University Press of Florida, Gainesville, 1996. Pagine 48 e 120-121.

• Latin American Jewish Writers: A Critical Dictionary, di Silvia Sauter, ed. Darrell B. Lockhart. New York: Garland, 1997: pagine 260-77 e 284-290

La doppia voce, di Alicia Genovese. Capitolo V: “Un barocco con luccichi della casa: Tamara Kamenszain”. Editoriale Biblos, Buenos Aires, 1998, pagine 83 a 96.

Critiche, di Jorge Panesi. Parte V: “Banchetti nel living: Tamara Kamenszain”, Editoriale Norma, Buenos Aires, 2000, pagine 289 a 301..

Nómades e profugi, di Luis Bravo, “Tamara Kamenszain, il ciclo biologico della poesia”, Fondo Editoriale dell'Università EAFIT, Medellín, 2002. Pagine 41-50.

• Lazos de familia, di Ana Amato e Nora Domínguez (compilatrici). Capitolo 13 “Oltre il ghetto, il campo senza limiti dello sguardo” di Enrique Foffani. Editoriale Paidós, Buenos Aires, 2002, pagine 319-342.

• Letteratura Argentina, prospettiva di fine secolo, di María Celia Vázquez e Sergio Pastormerlo (compilatori), “La domanda per l'oggetto: Genovese, Freidemberg, Kamenszain, Bellessi”, di Jorge Monteleone, Eudeba, Buenos Aires, 2002, pagine 63-101.

Il poema e il suo doppio, di Anahí Mallol, “Tamara Kamenszain. Lumaca dentro l'attesa”, Editoriale Simurg, Buenos Aires, 2003, pagine 89-102.

La storia di Bruria. Memoria, autobiografia e tradizione ebrea in Tamara Kamenszain e Ana María Shua, di Denise Leone, Editoriale Simurg, Buenos Aires, 2007

Tra la lettera e la parola. Saggi di psicoanalisi e letteratura, di Nora Sigal, “Tamara Kamenszain, un passo più in là del vuoto vuoto”, Corporazione Culturale Orogenia, Quito, 2006 pag. 27-36.

Gli apprendimenti dell'esilio di Carlo Pereda, “L'esilio come limite”, Secolo XXI, Messico, 2008. p. 85-95.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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