Talassogeno

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In astronomia, un talassogeno (in inglese, thalassogen) è una sostanza in grado di formare oceani planetari.[1] Le sostanze talassogene non sono necessariamente adatte alla vita; tuttavia, la maggior parte dell'interesse per questa categoria di sostanze si registra nell'ambito dell'astrobiologia, nella ricerca e nello studio di possibili forme di vita extraterrestre.[2]

Il termine è stato coniato nel 1970 dal biochimico e scrittore statunitense Isaac Asimov nel suo saggio The Thalassogens, successivamente pubblicato all'interno della sua raccolta The Left Hand of the Electron, nel 1972.[3][4]

Alcune caratteristiche che i talassogeni devono possedere sono la relativa abbondanza, la stabilità chimica all'interno del proprio ambiente e l'essere allo stato liquido nelle condizioni presenti su alcuni pianeti. Alla luce di queste considerazioni, l'astronomo Robert A. Freitas ha elaborato la seguente tabella:[1]

Possibile talassogeno Punto di fusione (K) Punto di ebollizione (K) Intervallo di liquidità (K) Temperatura critica (K) Pressione critica (atm)
Elio 0.95 (a 26 atm) 4.55 3.6 5.3 2.26
Idrogeno 14.0 20.6 6.6 33.2 12.8
Neon 24.5 27.2 2.7 44.4 26.9
Ossigeno 54.8 90.2 35.4 154.7 50.1
Azoto 63.3 77.4 14.1 126 33.5
Monossido di carbonio 68.2 83.2 15.0 133.6 35.5
Metano 90.7 111.7 21.0 191 45.8
Solfuro di carbonio 162.4 319.5 157.1 546.2 78
Acido solfidrico 187.7 212.5 24.8 373.5 89
Ammoniaca 195.4 239.8 44.4 405.5 112.5
Anidride solforosa 200.5 263.2 62.7 430.3 77.7
Anidride carbonica 216.6 (a 5.2 atm) 304.3 (a 72.8 atm) (< 87.7) 304.3 72.8
Cianogeno 245.2 252.2 7.0 399.7
Acido cianidrico 259.8 298.8 39.0 456.6 48.9
Diossido di azoto 262.0 294.4 32.4 430.9 100
Acqua 273.1 373.1 100.0 647.2 217.7
Zolfo 386.0 717.8 331.8 1311 116

Temperatura e pressione critica rappresentano il punto dove non vi è più distinzione tra gas e liquido, un possibile limite per lo sviluppo della vita, nonostante il tema della vita all'interno dei fluidi supercritici sia stato trattato nella scienza [2] e nella letteratura, come nel romanzo di Hal Clement Close to Critical.

In seguito, altri studiosi hanno proposto altre sostanze come possibili talassogeni, come l'acido solforico, l'etano e soluzioni di acqua e ammoniaca.[5] La scoperta della possibile presenza di oceani sotto la superficie di lune, per esempio Europa, ha inoltre ampliato la gamma dei possibili ambienti in cui un talassogeno può formare oceani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Robert A. Freitas Jr., Xenology: An Introduction to the Scientific Study of Extraterrestrial Life, Intelligence, and Civilization, 1ª ed., Sacramento, Xenology Research Institute, 1979.
  2. ^ a b (EN) Committee on the Limits of Organic Life in Planetary Systems, Committee on the Origins and Evolution of Life, National Research Council, The Limits of Organic Life in Planetary Systems, National Academies Press, 2007.
  3. ^ (EN) Isaac Asimov, The Thalassogens, in Edward L. Ferman (a cura di), The Magazine of Fantasy and Science Fiction, Mercury Press, Inc., Dicembre 1970.
  4. ^ (EN) Isaac Asimov, The Left Hand of the Electron, Doubleday, 1972, ISBN 0-385-04345-7.
  5. ^ (EN) William Bains, Many chemistries could be used to build living systems, in Astrobiology, vol. 4, n. 2, Giugno 2004, pp. 137–67, Bibcode:2004AsBio...4..137B, DOI:10.1089/153110704323175124, PMID 15253836.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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