Stefano Catucci

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Stefano Catucci (Roma, 1963) è un filosofo italiano docente di Estetica all'Università di Roma "La Sapienza" presso la Facoltà di Architettura..

Autore di opere sul pensiero tedesco, in particolare sull'eredità della fenomenologia di Husserl, e francese d'inizio del XX secolo ha scritto fra l'altro una Introduzione a Foucault (ed. Laterza, 2001) e uno studio sull'immaginario filosofico della Grande Guerra imperniato attorno alla figura del giovane György Lukács ("Per una filosofia povera", Bollati Boringhieri 2003).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal lavoro in Facoltà di Architettura, iniziato alla fine degli anni Novanta presso l'Università di Camerino (sede di Ascoli Piceno), è derivata l'esigenza di svolgere con gli strumenti classici dell'estetica filosofica riflessioni sull'attualità e sull'immaginazione del futuro: questioni affrontate nel volume del 2013 Imparare dalla Luna: «L'esplorazione della Luna raccontata tramite i linguaggi dell'arte, della filosofia e del gioco a partire dalla proposta della Nasa di tutelare i siti storici degli allunaggi come tesori dell'umanità: i primi parchi archeologici della presenza umana fuori dalla Terra. È questa la sfida di Imparare dalla Luna» [1]

Ha fondato con Felice Cimatti, Massimo De Carolis e Paolo Virno la rivista Forme di vita.

Dal 1989 collabora con Rai Radio Tre ed è stato, con Michele dall'Ongaro, tra i fondatori dei Concerti del Quirinale [2]. Collabora con il quotidiano Il manifesto.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La filosofia critica di Husserl, Milano, Guerini & Associati, 1995
  • Beethoven Opera Omnia. Le Opere. Fabbri Classica 1996
  • Bach e la musica barocca, Roma, La Biblioteca, 1997
  • Introduzione a Foucault, Bari-Roma, Laterza, 2000
  • La storia della musica, Roma, La Biblioteca, 2001
  • Spazi e maschere, Roma, (a cura di, con Umberto Cao), Meltemi Editore, 2001
  • Per una filosofia povera, Torino, Bollati Boringhieri, 2003
  • Imparare dalla Luna, Macerata, Quodlibet, 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN34613663 · ISNI (EN0000 0000 7990 175X · SBN IT\ICCU\RAVV\070302 · LCCN (ENno96032218 · GND (DE121067572 · BNF (FRcb135021695 (data) · WorldCat Identities (ENno96-032218