Sirena

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"Una sirena" di John William Waterhouse

Una sirena (inglese: Mermaid / tedesco: Meerjungfrau) è una creatura leggendaria acquatica, con l'aspetto di donna nella parte superiore del corpo e di pesce in quella inferiore, che appare principalmente nel folclore europeo, ma che trova comunque figure affini in altre culture.

Da tener presente che tale sirena del folclore e della letteratura fantasy, a causa di uno slittamento semantico occorso nel Medioevo, si discosta totalmente dalle sirene divine della mitologia e della religione greca, iconograficamente rappresentate con l'aspetto di donna nella parte superiore del corpo e di uccello in quella inferiore, a cui dobbiamo l'origine stesso del termine.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il pescatore e la sirena, di Frederic Leighton, c. 1856–1858
(LA)

« Sirenae sunt marinae puellae quae navigantes pulcherrima forma et canto mulcendo decipiunt et capite usque ad umbilicum sunt corpore virginali et humano generi simillimae; squamos tamen piscium caudas habent, quibus semper in gurgite latent »

(IT)

« Le sirene sono fanciulle marine che ingannano i naviganti con il loro bellissimo aspetto ed allettandoli col canto; e dal capo e fino all'ombelico hanno il corpo di fanciulla e sono in tutto simili alla specie umana; ma hanno squamose code di pesce che celano sempre nei gorghi »

(Liber Monstrorum, I,VI)

Le sirene sono convenzionalmente raffigurate come belle ragazze dai lunghi capelli dorati e fluenti,[1] con una lunga coda di pesce al posto delle gambe. A volte sono associate ad eventi pericolosi come tempeste e annegamenti, mentre in altre tradizioni popolari (o talvolta all'interno della stessa tradizione), sono creature gentili e benevole, che offrono doni o si innamorano di esseri umani.[2]

La sirenomelia, conosciuta anche con il nome di sindrome della sirena, è una rara malformazione congenita nella quale gli arti inferiori sono fusi insieme, assumendo così le sembianze della coda di pesce di una sirena.[3]

Nel XVI secolo, le sirene venivano comunemente raffigurate mentre tenevano in mano uno specchio e un pettine.[4] Secondo le credenze dell'epoca lo specchio era considerato un oggetto magico: era attributo alle donne impure e serviva a contemplare il volto della morte o ad adorare il diavolo.[4]

Spesso le navi antiche avevano sulla prua una polena (figura di legno scolpita) raffigurante una sirena, come se gli uomini di mare volessero scongiurare l'ostilità di queste creature acquatiche, attraverso questo singolare omaggio.[5] A metà del XIX secolo, la sirena divenne la polena più comune[6], venendo usata come talismano contro le tempeste.[6]

In ambito artistico e in araldica, l'equivalente maschile della sirena è il tritone.[7]

Folclore[modifica | modifica wikitesto]

La sedia della St. Senara's Church

In Irlanda è famosa la leggenda di Li Ban, la “sirena santa”.[8] Li Ban, giovane figlia di un Re, si ritrovò trasformata in una sirena immortale, con la coda di salmone, a causa di un'inondazione. Dopo 300 anni dei monaci trovarono la sirena, e la battezzarono secondo il rito cristiano. Uno dei monaci le propose una scelta: vivere per altri 300 anni oppure morire per essere subito beatificata. Li Ban sacrificò la sua immortalità per salire in paradiso.[9][10]

Nella mitologia scozzese Ceasg è una sirena dalla coda di salmone che, se catturata, in cambio della libertà esaudisce tre desideri. Tuttavia chi se ne innamora è destinato a disperdersi nelle profondità marine.[11][12]

Nella St. Senara's Church, chiesa di San Senara del XII secolo, a Zennor Churchtown, Cornovaglia, si trova una delle più note rappresentazioni di una sirena, una scultura lignea in altorilievo, sul lato di una sedia, un simbolo che ha avuto diverse interpretazioni da parte dei fedeli medievali.[13]

In Cornovaglia la figura della sirena venne utilizzata anche per illustrare le due nature di Cristo.[14] Mentre la sirena era umana e pesce, così Gesù poteva essere nello stesso tempo umano e divino, un messaggio che avrebbe colpito gli abitanti di questa regione isolata le cui vite erano intrecciate con il mare.[15] La leggenda locale, La leggenda della sirena di Zennor sostiene che questa figura commemora un evento reale dalla storia parrocchiale, quando il canto di un corista di nome Mathew Trewhella, avrebbe adescato una sirena a giungere a terra dalle profondità del mare. Secondo il racconto ogni domenica essa si sedeva in fondo alla chiesa, incantata dalla sua bella voce. Un giorno, non più contenendo la sua infatuazione, lo portò al piccolo ruscello che scorre ancora attraverso il centro del paese e porta in mare a Cove Pendour nelle vicinanze. Mathew Trewhella non fu mai più visto. Nelle calde serate estive, a piedi nella pittoresca insenatura ora chiamata "Mermaid Cove", si dice che si sentano i due amanti cantare felici insieme, e le loro voci passano ascoltabili attraverso il fragore delle onde che si infrangono.[16]

Una delle leggende legate alla città di Varsavia racconta che molto tempo fa c'erano due sirene, tra loro sorelle, che nuotavano dalla loro casa negli abissi, alle sponde del Mar Baltico. Erano creature veramente molto belle anche se avevano al posto delle gambe la coda di pesce. Una delle due decise di allontanarsi nuotando verso lo stretto di Danimarca e oggi la si può ammirare seduta su uno scoglio all'ingresso del porto di Copenhagen. L'altra nuotò fino alla città costiera di Gdańsk (Danzica) e da lì continuò risalendo il fiume Vistola. Probabilmente proprio ai piedi di quella che oggi è la Città Vecchia c'è il luogo in cui uscì dall'acqua per riposarsi sulla riva sabbiosa e il posto le piacque talmente che decise di stabilirsi. I pescatori che vivevano nella zona ben presto si accorsero che quando pescavano qualcuno agitava le acque del fiume aggrovigliando le reti e liberando i pesci che vi si erano impigliati. Decisero allora di dare la caccia al colpevole e farla finita con questi danneggiamenti una volta per tutte; ma quando sentirono il canto della sirena, se ne innamorarono, rinunciando ai loro propositi. Da quel momento, la sirena ogni sera intratteneva i pescatori con le sue meravigliose canzoni, finché un giorno un ricco mercante, che passeggiava lungo la riva del fiume, posò lo sguardo sull'affascinante creatura. Subito pensò che, se l'avesse catturata, avrebbe potuto guadagnare molto denaro, esibendola alle fiere. Il mercante mise in atto velocemente il suo piano malvagio: con un trucco catturò la sirena, e la rinchiuse in una baracca di legno senza accesso all'acqua. I pianti della bella donna-pesce arrivarono a un giovane bracciante, figlio di un pescatore, che con l'aiuto di un amico una notte riuscì a liberarla. La sirena, riconoscente dell'aiuto ottenuto dagli abitanti della città, promise che, se mai fossero stati in pericolo, lei sarebbe tornata per proteggerli.[17]

Secondo una leggenda veneta Manfredo dei Monticelli era un conte venticinquenne da tempo affetto da una grave malattia. La notte di San Giovanni egli si recò sulle sponde del lago di Lispida per togliersi la vita, ma all'improvviso una ragazza con la coda di pesce emerse dalle acque. Manfredo rimase molto affascinato dalla bella sirena e le raccontò la sua triste storia. Allora la creatura acquatica prese del fango magico e lo spalmò sul corpo di Manfredo, che improvvisamente guarì. I due si innamorarono follemente. Si dice che la notte di San Giovanni dal lago di Lispida si possa ancora udire la voce melodiosa della sirena.[18][19][20]

In Cantabria è famosa la storia della Sirenuca, una sirena che un tempo era umana. Sua madre, stufa di essere disobbedita, le gridò: «Che Dio ti faccia diventare un pesce!», e così la ragazza venne trasformata in una sirena. Da allora la Sirenuca, con il suo canto melodioso, avverte i marinai se sono troppo vicini alle scogliere.[21][22]

In alcuni racconti antichi provenienti dalla Cina, le lacrime delle sirene si trasformano in perle preziose.[23]

Un racconto di origine messicana, narrato nel sud del Texas, parla di una giovane ragazza disubbidiente trasformata in sirena. Si tratta di un racconto usato come strumento educativo, passato di madre in figlia.[24]

Sirene e Tritoni sono figure molto popolari nel folklore filippino, dove sono localmente noti rispettivamente come Sirena e Siyokoy.[25] Dugonghi, tartarughe marine e piccoli cetacei come i delfini, accompagnano solitamente la Sirena filippina.[26]

Mami Wata è una sirena con poteri magici, venerata in molti paesi africani, nei Carabi, in Brasile e anche in Europa. Secondo i suoi adepti, vive in una bellissima città situata nel fondo del mare, ma accettare il suo invito ad abitare la città, significa accettare di abbandonare la propria vita e venire trascinati per sempre negli abissi dell'oceano.[27]

Avvistamenti[modifica | modifica wikitesto]

Opera di John Collier

Nel corso della storia ci sono stati molti presunti avvistamenti di sirene.

Nel 1493 Cristoforo Colombo ha riportato di aver avvistato delle sirene mentre era in mare. Colombo scrisse nel diario di bordo: «non erano così belle come vengono dipinte, anche se in qualche misura hanno un aspetto umano in volto». Annotò inoltre di aver visto creature simili al largo della costa dell'Africa occidentale.[28]

Nel 1614 il capitano John Smith di Jamestown, conosciuto per la breve collaborazione avuta con la nativa americana Pocahontas, riportò di aver visto una sirena al largo della costa del Massachusetts. Smith scrisse che «la parte superiore del suo corpo è perfettamente simile a quello di una donna e stava nuotando con tutta la possibile grazia vicino alla riva». Aveva «grandi occhi un po' troppo rotondi, un naso finemente formato (un po' troppo corto), orecchie ben fatte, un po' lunghe e i suoi lunghi capelli verdi le impartivano un carattere curioso tutt'altro che poco attraente».[28]

Nel 1857 Il The Shipping Gazette riferì che marinai scozzesi avevano individuato una creatura al largo delle coste della Gran Bretagna. John Williamson e John Cameron hanno dichiarato: «Abbiamo visto distintamente un oggetto a circa sei metri di distanza da noi nella forma di una donna, con seno pieno, carnagione scura, volto avvenente e bei capelli cadenti in riccioli sul collo e le spalle. Era circa a metà distanza tra il fondale e la superficie, ci guardava e scuoteva la testa. Il tempo era bello, abbiamo osservato la scena completa per tre o quattro minuti».[28]

Nel 2009 I rapporti provenienti da decine di persone che hanno avvistato sirene hanno stimolato l'amministrazione comunale di Kiryat Yam, vicino a Haifa, che ha deciso di offrire un milione di dollari a chiunque possa dimostrare con foto o filmati che esistano le sirene. «Molte persone ci dicono di essere sicuri di aver visto una sirena e sono tutti indipendenti l'uno dall'altro», ha detto il portavoce del Consiglio Natti Zilberman a Sky News. «La gente dice che sono metà ragazza, metà pesce, che saltano come delfini. Fanno tutti i tipi di mosse e poi scompaiono».[28]

Possibili spiegazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diverse spiegazioni sul mito delle sirene: ad esempio è che i marinai scambiassero la sagoma di una foca monaca per un corpo femminile dalla metà di pesce. Il canto poi, sarebbe stato inventato per spiegare il rumore delle berte maggiori.[senza fonte]

Per quanto riguarda le sirene avvistate da Colombo in America, è possibile che fossero in realtà lamantini o dugonghi.[29]

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sirena (araldica).
Stemma di Varsavia

La figura delle sirena è presente anche in araldica. È sempre rappresentata galleggiante sul mare o su un'onda. In genere, si pettina con una mano mentre si osserva in uno specchio che tiene con l'altra. Se ha un atteggiamento diverso, occorre blasonarlo. È simbolo di eloquenza e di persuasione, poiché aveva la facoltà di persuadere con dolcezza.

Una sirena armata di scudo e spada è lo stemma ufficiale della città di Varsavia.[30]

La sirena come figura simbolica[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione per la fiaba "La Sirenetta"

Secondo il libro di Dorothy Dinnerstein, Mermaid and the Minotaur, queste creature ibride uomo-animale, possono trasmettere i concetti emergenti di antichi esseri umani diversi dagli animali: "La natura umana è contraddittoria, e le nostre differenze di animali terrestri sono misteriose e profonde". Gloria Jean Watkins, bell hooks, cita Dorothy Dinnerstein nel suo libro The Will to Change: Men, Masculinity, and Love, interpretando la figura simbolica della sirena, come archetipo femminile primordiale, calato nella cultura che contrappone uomini e donne. La figura viene vista e rivisitata in chiave psicoanalitica, alla ricerca di una sintesi maschio-femmina nei temi relativi alla cura e all'educazione della prole.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La sirena è frequentemente ripresa in vari ambiti della cultura popolare, specie nel fantasy.

Nell'ambito delle fiabe, assai famosa è La Sirenetta scritta dal danese Hans Christian Andersen e pubblicata la prima volta nel 1837.

Nel 1891 Oscar Wilde pubblica Il pescatore e la sua anima, una fiaba che racconta di un pescatore che si innamora di una sirena che ha pescato.

Nell'opera teatrale del 1904 Peter e Wendy di J. M. Barrie, le sirene vivono sull'isola che non c'è.

Nel 1984 esce il film Splash - Una sirena a Manhattan, diretto da Ron Howard, con protagonisti Tom Hanks e Daryl Hannah.

Nel 1989 esce La Sirenetta, lungometraggio Disney basato sull'omonima fiaba di Andrersen. Il film ha ottenuto ottime recensioni e ha vinto un premio Oscar per la colonna sonora, composta da Alan Menken e Howard Ashman. La versione Disney differisce da quella di Andersen soprattutto per l'aggiunta del lieto fine.

Una famosa statua della Sirenetta è presente a Copenaghen dal 1913. La statua è stata successivamente copiata in 13 località nel mondo, e quasi la metà delle copie si trova in America del Nord.[31][32][33]

Nel film Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare le sirene sono ragazze bellissime con la coda di pesce, che seducono gli uomini, per poi tentare di annegarli.

La figura della sirena appare in molti manga, come ad esempio Mermaid Melody - Principesse sirene o in Monster musume no iru nichijō dove una delle principali protagoniste femminili è una sirena di nome Mero.

Tra le serie TV incentrate sulle sirene si possono ricordare H2O e Mako Mermaids - Vita da tritone.

Nella serie a fumetti Martin Mystère, le sirene sono delle creature prodotte tramite l'ingegneria genetica dagli scienziati di Atlantide assieme ad altre figure che sono entrate nell'immaginario e nel folclore popolare come i Tritoni o i Centauri, con lo scopo di aiutare gli esseri umani. Sopravvissuti ai secoli i loro discendenti vivrebbero nascosti e solo occasionalmente vengono scorti da qualche umano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mermaid, su Oxford Dictionaries, Oxford University Press.
  2. ^ Briggs, Katharine (1976). An Encyclopedia of Fairies. Pantheon Books. pp. 22–23. "Ben-Varrey". ISBN 0-394-40918-3.
  3. ^ Taori KB, Mitra K, Ghonga NP, Gandhi RO, Mammen T, Sahu J, Sirenomelia sequence (mermaid): Report of three cases, in Indian J Radiol Imaging, vol. 12, nº 3, 2002, pp. 399–401.
  4. ^ a b Arquitectura Tardogótica en la Corona de Castilla: trayectorias e intercambios. Ed. Universidad de Cantabria, 2014. ISBN 84-8102-724-3, 9788481027242
  5. ^ Pauline A. Pinckney, American figureheads and their carvers - W. W. Norton, 1940
  6. ^ a b Tony Lewis, Her Effigy in Wood: Figureheads with Feminine Subjects, The Magazine Antiques, 1996
  7. ^ Johannes Fabricius, L'alchimia. L'arte regia nel simbolismo medievale, Edizioni Mediterranee, 1997
  8. ^ Art and Iconography of Saints
  9. ^ James MacKillop, A Dictionary of Celtic Mythology (Oxford: Oxford University Press, 1998), s.v. Lí Ban.
  10. ^ Nagy, Joseph Falaky, Myth in Celtic literatures, Four Courts Press, 2007, p. 41
  11. ^ Carmichael, Alexander. Carmina Gadelica, Vol. I & II: Hymns and Incantations. Forgotten Books. p. 387. ISBN 1-60506-172-7.
  12. ^ MacKenzie, Donald A. (1931). Scottish Folk-Lore and Folk Life — Studies in Race, Culture and Tradition. Blackie. p. 251.
  13. ^ Rita Tregellas Pope, Cornwall & the Isles of Scilly (Landmark Visitors Guide, Hunter Publishing, 2006), p. 127.
  14. ^ Katherine Lee (Rawlings) Jenner, Christian Symbolism, A.C. McClurg & Company, 1910
  15. ^ Brian Murdoch, Cornish Literature, Boydell & Brewer, 1993
  16. ^ The Mermaid of Zennor and other Cornish Mermaids, cornwalls.co.uk.
  17. ^ Letizia Gianni, Polonia: Varsavia, Lublino, Cracovia, Breslavia, Torun, Danzica, i monti Tatra e la Masuria, Touring Editore, 2007
  18. ^ Laura Organte, Il giro di Padova e dintorni in 501 luoghi, Newton Compton Editori
  19. ^ La sirena del lago di Lispida, veneto.eu.
  20. ^ Il lago termale di Lispida a Monticelli | Colli Euganei
  21. ^ Manuel Martín Sánchez, Seres míticos y personajes fantásticos españoles, EDAF, 2002.
  22. ^ La Sirenuca de Castro Urdiales, postureocantabro.com. URL consultato il 27 giugno 2017.
  23. ^ R.A. Donkin, Beyond price : pearl and pearl-fishing : origins to the age of discoveries, Philadelphia, American Philosophical society, 1998, p. 7, ISBN 978-0-87169-224-5.
  24. ^ Rafaela Castro, Chicano Folklore: A Guide to the Folktales, Traditions, Rituals and Religious Practices of Mexican Americans, OUP USA, 2000
  25. ^ Leo James English, Tagalog-English Dictionary, Congregation of the Most Holy Redeemer, Manila, National Book Store, ISBN 971-91055-0-X
  26. ^ Mga Engkanto, A Bestiary of Filipino Fairies, 2003.
  27. ^ Nel nome di Mami Wata, sirena del vodu
  28. ^ a b c d Le Sirene esistono. Citazioni da Colombo, Shakespeare, Plino il Vecchio e altri
  29. ^ http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2014/12/02/news/lamantini_o_sirene_-2391306/
  30. ^ The Story of Syrenka - Symbol of Warsaw, In Your Pocket.
  31. ^ Timothy Aeppel, In a Mermaid Statue, Danes Find Something Rotten in State of Michigan, in The Wall Street Journal, Dow Jones & co, 27 luglio 2009. URL consultato il 19 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2009).
  32. ^ The Little Mermaid – Downtown Public Art Circuit tour, The City of Calgary. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  33. ^ Mermaids of Earth, Philip Jepsen. URL consultato il 6 maggio 2013.

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