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Sirena

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(LA)

« Sirenae sunt marinae puellae quae navigantes pulcherrima forma et canto mulcendo decipiunt et capite usque ad umbilicum sunt corpore virginali et humano generi simillimae; squamos tamen piscium caudas habent, quibus semper in gurgite latent »

(IT)

« Le sirene sono fanciulle marine che ingannano i naviganti con il loro bellissimo aspetto ed allettandoli col canto; e dal capo e fino all'ombelico hanno il corpo di fanciulla e sono in tutto simili alla specie umana; ma hanno squamose code di pesce che celano sempre nei gorghi »

(Liber Monstrorum, I,VI)
"Una sirena" di John William Waterhouse

Una sirena (inglese: Mermaid / tedesco: Meerjungfrau) è una creatura acquatica immaginaria, con l'aspetto di donna nella parte superiore del corpo e di pesce in quella inferiore, che appare nel folclore di molte culture del mondo, tra cui Medio Oriente, Europa, Africa e Asia.

Non bisogna confondere le sirene del folclore mondiale, trattate in questa voce, con le sirene della religione greca.

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Sirene (tela di Cesare Viazzi, 1901)
Sirena che suona.

Ci sono molte tipologie di sirene, ma la maggior parte sono descritte come ragazze di straordinaria bellezza, con una lunga coda di pesce al posto delle gambe e dotate di un voce melodiosa, che utilizzano per cantare. Nell'iconografia spesso sono rappresentate con strumenti musicali o sedute sugli scogli.

Le sirene a volte sono associate ad eventi pericolosi come tempeste e annegamenti, mentre in altre tradizioni popolari (o talvolta all'interno della stessa tradizione), sono creature molto gentili e dolci, che offrono doni o si innamorano di esseri umani.

Nel XVI secolo, l'atteggiamento più comune delle sirene era tenere uno specchio in mano e un pettine[1]. Secondo le credenze dell'epoca lo specchio era considerato un oggetto magico: era attributo alle donne impure e serviva a contemplare il volto della morte o ad adorare il diavolo[1].

Spesso le navi antiche avevano sulla prua una polena (figura di legno scolpita) raffigurante una sirena, come se gli uomini di mare volessero scongiurare l'ostilità di queste creature acquatiche, attraverso questo singolare omaggio[2].

L'equivalente maschile della sirena è il tritone, chiamato anche "sirenetto", in modo vezzeggiativo.

Folclore[modifica | modifica wikitesto]

Culture antiche[modifica | modifica wikitesto]

Sul verso di una moneta di Demetrius III Eucaerus, la raffigurazione di Atargatis, velata, dal corpo di pesce, fiancheggiata da steli d'orzo, che porta in mano un fiore

I primi racconti noti sulle sirene sono apparsi in Assiria, circa 1000 a.C.. La dea Atargatis, comunemente conosciuta ai greci con il nome Derketo, era innamorata di un semplice mortale (un pecoraio), ma lo uccise involontariamente. Vergognandosi dell'omicidio commesso, saltò in un lago e si trasformò in una sirena[3]: donna nella parte superiore del corpo e pesce nella parte inferiore. Tuttavia le prime rappresentazioni di Atargatis la dipingono come un pesce dotato di testa umana e braccia.

Lo scrittore Luciano di Samosata in De Dea Syria descrive l'aspetto della dea Derketo:

« È donna per metà della sua lunghezza; ma l'altra metà, dalle cosce ai piedi, si dilunga in una coda di pesce »
(Luciano di Samosata, De Dea Syria Parte 2, Capitolo 14)

Una popolare leggenda greca narra che Tessalonica di Macedonia, sorellastra di Alessandro Magno, si sia tramutata in una sirena dopo essere morta[4][5]. Secondo la leggenda la sirena vive nelle acque del Mar Egeo e pone sempre una domanda ai marinai sulle navi di passaggio: «È vivo il re Alessandro?» (in greco: "Ζει ο Βασιλεύς Αλέξανδρος;"). La risposta corretta, che i marinai devono dare è: «Egli vive, regna e conquista il mondo» (in greco: "Ζει και βασιλεύει και τον κόσμον κυριεύει"). Se i marinai danno la risposta corretta, la sirena calma le acque, ma se danno un'altra risposta, si arrabbia e provoca una terribile tempesta.

La raccolta di novelle orientali Le mille e una notte, costituita a partire dal X secolo, comprende diverse storie che caratterizzano il "popolo del mare"[6]. Nel racconto "Abdullah il pescatore e Abdullah il sireno", il pescatore Abdullah acquisisce la capacità di respirare sott'acqua e scopre una società subacquea che viene ritratta come un riflesso rovesciato della società della terra ferma. La società subacquea segue una forma di comunismo primitivo in cui non esistono concetti come denaro e vestiti. In "Le avventure di Bulukiya" il protagonista per cercare l'erba dell'immortalità si ritova e esplorare i mari, dove trova il regno delle sirene.

Isole Britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Il pescatore e la sirena, di Frederic Leighton, c. 1856–1858

In Irlanda è famosa la leggenda di Li Ban, la “sirena santa”[7]. I cristiani la definivano così e ne rappresentavano l'immagine nelle loro chiese. Li Ban, giovane figlia di un Re, si ritrovò trasformata in una sirena immortale, a causa di un'inondazione. Dopo 300 anni dei preti trovarono la sirena, e la battezzarono secondo il rito cristiano. Uno dei preti le propose una scelta: vivere per altri 300 anni oppure morire per essere subito beatificata. Li Ban sacrificò la sua immortalità per salire in paradiso[8][9].

Nella mitologia scozzese Ceasg è una sirena dalla coda di salmone che, se catturata, in cambio della libertà esaudisce tre desideri. Tuttavia chi se ne innamora è destinato a disperdersi nelle profondità marine[10][11].

La sedia della St. Senara's Church

Nella St. Senara's Church, chiesa di San Senara del XII secolo, a Zennor Churchtown, Cornovaglia, si trova una delle più note rappresentazioni di una sirena, una scultura lignea in altorilievo, sul lato di una sedia, un simbolo che ha avuto diverse interpretazioni da parte dei fedeli medievali.

Prima dell'era cristiana, le sirene sono state uno dei simboli di divinità del mare e dell'amore. In una mano tenevano una mela cotogna e nell'altra un pettine. Più tardi la mela cotogna è stata cambiata in uno specchio, simbolo di vanità e di mancanza di cuore per i cristiani medievali come simbolo di lussuria e un monito contro i peccati della carne. Ma localmente, appunto in Cornovaglia, aveva anche un'altra interpretazione più ispiratrice tra le comunità marinare, dove è stata utilizzata anche per illustrare le due nature di Cristo. Mentre la sirena era umana e pesce, così Cristo poteva essere nello stesso tempo umano e divino, un messaggio che avrebbe colpito gli abitanti di questa regione isolata le cui vite erano intrecciate con il mare. La leggenda locale, La leggenda della sirena di Zennor sostiene che questa figura commemora un evento reale dalla storia parrocchiale, quando il canto di un corista di nome Matteo Trewhella, avrebbe adescato una sirena a giungere a terra dalle profondità del mare. Secondo il racconto ogni domenica essa si sedeva in fondo alla chiesa, incantata dalla sua bella voce. Un giorno, non più contenendo la sua infatuazione, lo portò al piccolo ruscello che scorre ancora attraverso il centro del paese e porta in mare a Cove Pendour nelle vicinanze. Matteo Trewhella non fu mai più visto. Nelle calde serate estive, a piedi nella pittoresca insenatura ora chiamata "Mermaid Cove", si dice che si sentano i due amanti cantare felici insieme, e le loro voci passano ascoltabili attraverso il fragore delle onde che si infrangono.

Europa occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Melusina raffigurata con la coda di pesce, in un dipinto ottocentesco di Julius Hubner.
Melusina con specchio e pettine

Una dolce sirenetta del folclore europeo è Melusina, protagonista di delicate e suggestive leggende medievali. È rappresentata con la coda di pesce, ma anche con la coda di serpente, a seconda della versione della leggenda. Talvolta le code pesciformi di Melusina sono due, e in questo caso ella si guadagna il titolo di "Sirena dalla coda doppia"[12] o "Sirena bicaudata".

In araldica la Melusina è rappresentata in un tino da bagno, mentre la sirena nel mare ondoso.

In Italia si racconta della sirena Murgen, che si nasconde in una conchiglia gigante, ed esce dalle acque la notte tra il 24-25 gennaio per predire il futuro.

Di fronte a Lecce si dice che si trovi il castello sottomarino della regina delle sirene, il cui immenso giardino è coltivato dai marinai annegati.

In Cantabria è famosa la storia della "Sirenuca", una sirena che una volta era umana. Sua madre, stufa di essere disobbedita, le gridò: «Che Dio ti faccia diventare un pesce!», e così la ragazza venne trasformata in una sirena. Da allora la Sirenuca, con il suo canto melodioso, avverte i marinai se sono troppo vicini alle scogliere[13][14].

Europa orientale[modifica | modifica wikitesto]

Sirena e tritone in un'illustrazione russa

Le Rusalki sono la controparte slava delle sirene. Spesso erano metà donne e metà pesci, proprio come le sirene delle mitologie classiche. In generale venivano associate all'acqua e alla primavera, potevano influire sulla fecondità delle donne, sui raccolti, sulla pesca, curare malattie, ma anche causare la morte. Le Rusalki erano le anime di giovani donne suicide, morte per annegamento o uccise nei pressi di laghi e fiumi, spesso dai loro amanti o dalle loro madri. Tornavano poi a infestare il luogo in cui erano perite, ma non avevano un carattere malvagio. Se la loro morte veniva vendicata, potevano trovare finalmente la pace e scomparivano. Ma potevano diventare Rusalki anche donne che di notte si imbattevano in un corteo di queste creature leggendarie. In questo caso non potevano più tornare a casa e il mattino dopo la loro famiglia trovava una ghirlanda di fiori nei pressi della casa.

Nel folclore slavo (in particolare quello polacco e ucraino), si è mantenuta fino ad oggi l'usanza di festeggiare le Rusalki all'inizio della primavera con canti e corone di fiori gettate nell'acqua di fiumi e laghi.

Asia[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni racconti antichi provenienti dalla Cina, le lacrime delle sirene si trasformano in perle preziose[15]. Le sirene possono anche tessere un materiale pregiato che non è solo leggero, ma anche bellissimo e trasparente. A causa di questo, i pescatori hanno sempre voluto catturale. In altre leggende cinesi, chi cerca di catturare le sirene è malvisto.

Le ningyo (人魚? lett. pesce-umano, sirena) sono sirene del Giappone. Anticamente, erano descritte con un torso da donna, una bocca di scimmia, denti da pesce, una coda anch'essa da pesce ricoperta di scaglie dorate ed una dolce voce simile al suono di un flauto od al canto di una rondine. Catturare una ningyo porta tempeste e sfortuna, infatti i pescatori avvertono gli altri pescatori di rigettare immediatamente questa creatura negli oceani qualora venisse pescata. Si dice anche che quando una ningyo si arena sulle spiagge, provoca guerre e calamità in quei luoghi[16].

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Mami Wata è una sirena con poteri magici, venerata in molti paesi africani, nei Carabi, in Brasile e anche in Europa. Secondo i suoi adepti, vive in una bellissima città situata nel fondo del mare, ma accettare il suo invito ad abitare la città, significa accettare di abbandonare la propria vita e venire trascinati per sempre negli abissi dell'oceano[17]

Avvistamenti[modifica | modifica wikitesto]

Opera di John Collier

Nel corso della storia ci sono stati molti presunti avvistamenti di sirene.

Nel 1493 Cristoforo Colombo ha riportato di aver avvistato delle sirene mentre era in mare. Colombo scrisse nel diario di bordo: «non erano così belle come vengono dipinte, anche se in qualche misura hanno un aspetto umano in volto». Annotò inoltre di aver visto creature simili al largo della costa dell'Africa occidentale.[18]

Nel 1614 il capitano John Smith, conosciuto per la breve collaborazione avuta con la nativa americana Pocahontas, riportò di aver visto una sirena al largo della costa del Massachusetts. Smith scrisse che «la parte superiore del suo corpo è perfettamente simile a quello di una donna e stava nuotando con tutta la possibile grazia vicino alla riva». Aveva «grandi occhi un po' troppo rotondi, un naso finemente formato (un po' troppo corto), orecchie ben fatte, un po' lunghe e i suoi lunghi capelli verdi le impartivano un carattere curioso tutt'altro che poco attraente».[18]

Nel 1857 Il The Shipping Gazette riferì che marinai scozzesi avevano individuato una creatura al largo delle coste della Gran Bretagna. John Williamson e John Cameron hanno dichiarato: «Abbiamo visto distintamente un oggetto a circa sei metri di distanza da noi nella forma di una donna, con seno pieno, carnagione scura, volto avvenente e bei capelli cadenti in riccioli sul collo e le spalle. Era circa a metà distanza tra il fondale e la superficie, ci guardava e scuoteva la testa. Il tempo era bello, abbiamo osservato la scena completa per tre o quattro minuti».[18]

Nel 2009 I rapporti provenienti da decine di persone che hanno avvistato sirene hanno stimolato l'amministrazione comunale di Kiryat Yam, vicino a Haifa, che ha deciso di offrire un milione di dollari a chiunque possa dimostrare con foto o filmati che esistano le sirene. «Molte persone ci dicono di essere sicuri di aver visto una sirena e sono tutti indipendenti l'uno dall'altro», ha detto il portavoce del Consiglio Natti Zilberman a Sky News. «La gente dice che sono metà ragazza, metà pesce, che saltano come delfini. Fanno tutti i tipi di mosse e poi scompaiono».[18]

Problema della sirena[modifica | modifica wikitesto]

Sirena che gioca, 1886, di Arnold Böcklin

Il problema della sirena è un paradosso – a volte citato in letteratura[19][20], in psicologia o in altri contesti in genere scherzosi[21][22][23][24] – sull'impossibilità di avere rapporti sessuali tra un essere umano ed una sirena. Benché infatti le sirene siano spesso dipinte come attraenti e affascinanti donne (almeno nella loro parte fisicamente umana) e benché presentandosi sempre nude accrescano ulteriormente il potere seducente della loro bellezza, accettando l'anatomia tramandata in tutti i miti delle sirene, esse sono prive di organo riproduttivo femminile e quindi inadatte a soddisfare il desiderio che creano in chi le vede. Per estensione il problema è un paradosso che si ripete tutte le volte che una creatura mitica o di fantasia genera curiosità o interesse sessuale per alcune sue caratteristiche secondarie, ma manca della possibilità di una compatibilità con gli esseri umani normali. Se la sirena è, come pare, un pesce al di sotto della vita, teoricamente essa si riprodurrà come fa gran parte dei pesci ovvero con inseminazione esterna che prevede che il maschio della sua specie sparga il suo sperma sulle uova da essa deposte. Paradossale allora parrebbe la presenza di un ombelico e di un seno sulle sirene che non avrebbero motivazioni evolutive e pratiche nell'atto delle riproduzione.
In alcuni casi il paradosso è sciolto dal suggerimento che le sirene abbiano un apparato riproduttivo simile a quello dei delfini (mammiferi, come gli esseri umani) e questo farebbe pensare che anche le sirene appartengano a questa classe tassonomica di animali.
La femmina del delfino ha una apertura sotto la vita che contiene sia l'ano che la vagina, questo premetterebbe teoricamente un rapporto completo tra uomini e sirene.

Altra teoria è che le sirene siano solite trasformarsi in forma umana, specificatamente la coda di pesce si trasformerebbe, se asciugata, in due gambe che, se bagnate, tornerebbero ad essere una coda di pesce. Questa è la versione scelta per il film Splash - Una sirena a Manhattan e per la nota serie televisiva H2O, in cui le protagoniste oltre ad avere una coda che compare solo al contatto con l'acqua possiedono anche la capacità di manipolarla facendola congelare, evaporare, trasformandola in gelatina o controllarla.

Ad ogni modo è bene ricordare che, trattandosi di un antico mito, le spiegazioni di carattere scientifico non sono da prendersi in considerazione.

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Varsavia.

La figura delle sirena è presente anche in araldica. È sempre rappresentata galleggiante sul mare o su un'onda. In genere, si pettina con una mano mentre si osserva in uno specchio che tiene con l'altra. Se ha un atteggiamento diverso, occorre blasonarlo. È simbolo di eloquenza e di persuasione, poiché aveva la facoltà di persuadere con dolcezza.

Una sirena armata di scudo e spada è lo stemma ufficiale della città di Varsavia[25].

La sirena come figura simbolica[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione per la fiaba "La Sirenetta"

Secondo il libro di Dorothy Dinnerstein, Mermaid and the Minotaur, queste creature ibride uomo-animale, possono trasmettere i concetti emergenti di antichi esseri umani diversi dagli animali: "La natura umana è contraddittoria, e le nostre differenze di animali terrestri sono misteriose e profonde". Gloria Jean Watkins, bell hooks, cita Dorothy Dinnerstein nel suo libro The Will to Change: Men, Masculinity, and Love, interpretando la figura simbolica della sirena, come archetipo femminile primordiale, calato nella cultura che contrappone uomini e donne. La figura viene vista e rivisitata in chiave psicoanalitica, alla ricerca di una sintesi maschio-femmina nei temi relativi alla cura e all'educazione della prole.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La sirena è frequentemente ripresa in vari ambiti della cultura popolare, specie nel fantasy.

Nell'ambito delle fiabe, assai famosa è La Sirenetta scritta dal danese Hans Christian Andersen e pubblicata la prima volta nel 1837.

Nel 1891 Oscar Wilde pubblica Il pescatore e la sua anima, una fiaba che racconta di un pescatore che si innamora di una sirena che ha pescato.

Nell' opera teatrale del 1904 Peter e Wendy di J. M. Barrie, le sirene vivono sull'isola che non c'è.

Nel 1984 esce il film Splash - Una sirena a Manhattan, diretto da Ron Howard, con protagonisti Tom Hanks e Daryl Hannah.

Nel 1989 esce La Sirenetta, lungometraggio Disney basato sull'omonima fiaba di Andrersen. Il film ha ottenuto ottime recensioni e ha vinto un premio Oscar per la colonna sonora, che comprende canzoni di Alan Menken e Howard Ashman. La versione Disney differisce da quella di Andersen soprattutto per l'aggiunta del lieto fine.

Una famosa statua della Sirenetta è presente a Copenhagen dal 1913. La statua è stata successivamente copiata in 13 località nel mondo. Quasi la metà delle copie si trova in America del Nord.[26][27][28]

Nel film Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare le sirene seducono gli uomini e poi tentano di annegarli. La sirena di nome Serena, interpretata dall'attrice Àstrid Bergès-Frisbey, è un personaggio importante per la trama del film.

La figura della sirena appare in molti manga, come ad esempio Mermaid Melody - Principesse sirene o in Monster musume no iru nichijō dove una delle principali protagoniste femminili è una sirena di nome Mero.

Tra le serie TV incentrate sulle sirene si possono ricordare H2O e Mako Mermaids - Vita da tritone

Termini correlati[modifica | modifica wikitesto]

Sirenia[modifica | modifica wikitesto]

"Mermaid" (1911), di John Reinhard Weguelin

I Sirenii sono un ordine di mammiferi acquatici erbivori, che vivono in ambienti marini costieri o in acque dolci della zona tropicale. In alcuni casi i marinai li scambiarono per le sirene della mitologia.

Sirenomelia[modifica | modifica wikitesto]

La sirenomelia, conosciuta anche con il nome di sindrome della sirena, è una malformazione congenita con la quale gli arti inferiori sono fusi insieme, assumendo le sembianze della coda di una sirena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Arquitectura Tardogótica en la Corona de Castilla: trayectorias e intercambios - Ed. Universidad de Cantabria, 2014 - ISBN 84-8102-724-3, 9788481027242
  2. ^ Pauline A. Pinckney, American figureheads and their carvers - W. W. Norton, 1940
  3. ^ http://www.seathos.org/atargatis-the-first-mermaid/
  4. ^ Folktales from Greece - Pagina 96 - ISBN 1-56308-908-4
  5. ^ Mermaids and Ikons: A Greek Summer di Gwendolyn MacEwen - pagina 73 - ISBN 978-0-88784-062-3
  6. ^ Irwin, Robert (2003). One Thousand and One Nights: A Companion. Tauris Parke Paperbacks. ISBN 1-86064-983-1.
  7. ^ SAINT LI BAN of IRELAND - Princess, Survivor, Mermaid
  8. ^ James MacKillop, A Dictionary of Celtic Mythology (Oxford: Oxford University Press, 1998), s.v. Lí Ban.
  9. ^ Nagy, Joseph Falaky, Myth in Celtic literatures, Four Courts Press, 2007, p. 41
  10. ^ Carmichael, Alexander. Carmina Gadelica, Vol. I & II: Hymns and Incantations. Forgotten Books. p. 387. ISBN 1-60506-172-7.
  11. ^ MacKenzie, Donald A. (1931). Scottish Folk-Lore and Folk Life — Studies in Race, Culture and Tradition. Blackie. p. 251.
  12. ^ IL RITORNO DI MELUSINA, LA SIRENA CON LA CODA DOPPIA
  13. ^ http://www.slideshare.net/pedrovillate/mitologa-cantabra/
  14. ^ https://marcopolito56.wordpress.com/leyendas/la-sirenuca-de-castro/
  15. ^ R.A. Donkin, Beyond price : pearl and pearl-fishing : origins to the age of discoveries, Philadelphia, American Philosophical society, 1998, p. 7, ISBN 978-0-87169-224-5.
  16. ^ http://www.buta-connection.net/films/ponyo_culture.php
  17. ^ http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/Mami_Wata.shtml
  18. ^ a b c d Le Sirene esistono. Citazioni da Colombo, Shakespeare, Plino il Vecchio e altri
  19. ^ Racconto Amore ittico di Fredric Brown (Fish Story, 1961)
  20. ^ Overview of Critical Interpretations of The Little Mermaid
  21. ^ How To Have Sex With a Mermaid
  22. ^ Il dilemma della sirena - Sesso e biologia
  23. ^ «Ho sognato che facevo l'amore con una sirena, ma non ricordo come», citazione di Roberto Gervaso
  24. ^ Episodio Profondo Sud di Futurama.
  25. ^ http://www.ucl.ac.uk/atlas/polish/mywarsaw/warsaw10.html
  26. ^ Timothy Aeppel, In a Mermaid Statue, Danes Find Something Rotten in State of Michigan, in The Wall Street Journal, Dow Jones & co, 27 luglio 2009. URL consultato il 19 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2009).
  27. ^ The Little Mermaid – Downtown Public Art Circuit tour, The City of Calgary. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  28. ^ Mermaids of Earth, Philip Jepsen. URL consultato il 6 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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