Sesklo

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Sesklo
frazione
Σέσκλο
Il villaggio neolitico di Sesklo
Il villaggio neolitico di Sesklo
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Tessaglia
Unità periferica Magnesia
Comune Volos
Territorio
Coordinate 39°21′N 22°49′E / 39.35°N 22.816667°E39.35; 22.816667 (Sesklo)Coordinate: 39°21′N 22°49′E / 39.35°N 22.816667°E39.35; 22.816667 (Sesklo)
Altitudine 206 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 385 00
Prefisso 24210
Fuso orario UTC+2
Targa BO
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Sesklo
Sesklo

Sesklo (in greco Σέσκλο) è un villaggio della Grecia appartenente al comune di Aisonia (periferia della Tessaglia).

A seguito della riforma amministrativa detta Programma Callicrate in vigore dal gennaio 2011[1] è ora compreso nel comune di Volos.

Conserva i resti di un villaggio neolitico scoperto alla fine del XIX secolo dall'archeologo greco Christos Tsountas.

Le case, rettangolari e rotonde, consistevano di uno zoccolo di pietra, su cui poggiava l'alzato di frasche e fango.

Le suppellettili domestiche più frequenti sono macine e pestelli, e i resti di ossa di animali mostrano che l'economia di queste genti era agricola con coltivazione di cereali e allevamento di ovini e suini, mentre il ritrovamento di rocchetti e fusaiole attesta che era già largamente praticata la tessitura.

Il villaggio di Sesklo ha dato il nome ad una civiltà che precede immediatamente quella di Dimini, largamente diffusa in Tessaglia e nella Grecia centrale.

Caratteristica della cultura di Sesklo è una ceramica ben cotta, a superficie rossa, dipinta in bianco o a sfondo chiaro con decorazione in rosso. I motivi ornamentali più frequenti sono quelli a fiamma, a scaletta e a scacchiera. Fra gli utensili e le armi in pietra si notano asce, mazze, coltelli, braccialetti di conchiglie o di perline in pietra. Molto diffusi sono anche gli idoletti in ceramica o in pietra, raffiguranti la dea della fecondità, nuda, in atto di sostenersi i seni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Programma Callicrate (PDF), ypes.gr. URL consultato il 13 marzo 2011.