Scipione Capece

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De principiis rerum, 1751

Scipione Capece (Napoli, 1480Napoli, 9 dicembre 1551) è stato un giurista e poeta italiano. Esperto giurista, fu professore universitario di diritto a Napoli.[1]

Nel 1535 pubblicò i commentari su Virgilio di Tiberio Claudio Donato; inoltre compose due poemi didattici: De divo Joanne Baptista, De Principiis rerum. In quest'ultimo, imitava Lucrezio, ma con una teoria opposta (antimaterialistica).[1] Le principali edizioni delle sue opere furono quella di Napoli del 1584 e quella di Venezia del 1754.

Sospettato di eresia (come riferito da Giulio Basalù all'Inquisizione veneziana il 21 maggio 1555) e di sedizione contro il vicerè Toledo, subì la destituzione e la soppressione dell'Accademia Pontaniana di cui ospitava le riunioni. Si rifugiò quindi presso il principe di Salerno, Ferrante Sanseverino.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giovanni Parenti, CAPECE, Scipione, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 18, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1975.
  2. ^ Il pensiero di Giordano Bruno nel suo svolgimento storico.

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