Santuario nuragico di Santa Vittoria

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Santuario nuragico di Santa Vittoria
Megawal77.png
Pianta del sito
CiviltàCiviltà nuragica
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneSerri-Stemma.pngSerri
Altitudine606 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie30 000 
Scavi
Date scavi1909 (Antonio Taramelli)
1990 (Maria Gabriella Puddu)
Mappa di localizzazione

Coordinate: 39°42′42″N 9°06′10″E / 39.711667°N 9.102778°E39.711667; 9.102778

Il santuario nuragico di Santa Vittoria è un sito archeologico che si trova nel comune di Serri, in Sardegna. Il nome si riferisce alla chiesetta in stile romanico (1) che sorge a pochi metri dal tempio nuragico, costruita sopra un luogo di culto romano.

Serri , Santuario Nuragico Santa Vittoria. 2.JPG

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'area scavata del sito si estende per circa tre ettari nella giara locale, ed è composto da alcuni gruppi di edifici: i templi, con la capanna del sacerdote (8) e gli edifici annessi; il recinto delle feste; il recinto con i pilastri betilici, il santuario si estendeva in origine per circa 20 metri[1].

Tempio a pozzo

Il tempio a pozzo (13) è il luogo più importante di tutto il santuario, tale da essere riconosciuto per primo e subito oggetto di scavi. Venne costruito con la tecnica ciclopica, la medesima utilizzata per i nuraghi, ma al contrario di questi con pietre molto curate e non sbozzate. Nell'atrio del tempio veniva praticata l'ordalia: consisteva nel bagnare gli occhi dell'imputato con l'acqua del pozzo, e nel caso fosse divenuto cieco sarebbe stato dichiarato colpevole (si suppone che la sentenza finale fosse già decisa dal capovillaggio, che mischiava l'acqua rituale con alcune sostanze urticanti). Nell'antichità il tempio era coperto, e la facciata doveva essere simile a un altro tempio a pozzo, il cosiddetto Su Tempiesu di Orune, del quale è rimasta la facciata addossata alla roccia. Il recinto delle feste era il luogo dove i pellegrini festeggiavano la divinità locale, con festeggiamenti che richiamavano le genti vicine e avevano luogo per alcuni giorni.

Si suppone che nell'edificio principale del villaggio si riunissero in assemblee federali i clan più potenti dei sardi nuragici abitanti la Sardegna centrale, per consacrare alleanze o per decidere guerre. Le strutture comuni erano organizzate in modo da far convivere la festa religiosa e quella civile, il mercato con l'assemblea politica. Era presente il tempio a pozzo della fonte sacra, fornita di atrio e con fossa per i sacrifici, con uno spazio per esporre gli ex voto, scala con soffitto gradonato e la tipica camera - dove si raccoglieva l'acqua - provvista di falsa cupola con foro centrale. Non mancavano le protomi taurine sul prospetto e, intorno, betili e cippi. Vi era pure un sacello rettangolare con sagrestia per le offerte al o agli dei[2]

I giochi e gli affari si svolgevano in una vasta corte ellittica con porticati e vani rotondi per il soggiorno dei partecipanti e con i posti riservati ai rivenditori di merci, ai pastori e ai contadini. Nelle vicinanze vi era un ambiente circolare con alcune capanne. Il primo serviva per le assemblee, nelle seconde abitavano gli addetti alla custodia, alla manutenzione dei luoghi e gli amministratori dei beni del tempio.

Scavi[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu scavata a più riprese dall'archeologo Antonio Taramelli tra il 1909 e il 1929 e, negli anni '90, da Maria Gabriella Puddu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2013-277.pdf
  2. ^ Vedi Raimondo Zucca:Il Santuario nuragico di Santa Vittoria a Serri. Copia archiviata (PDF), su sardegnacultura.it. URL consultato il 27 march 2009 (archiviato dall'url originale il 28 september 2006).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Taramelli, Il tempio nuragico ed i monumenti primitivi di S. Vittoria di Serri (Cagliari), in Monumenti Antichi dei Lincei, XXIII, 1914, coll. 313-436, figg. 1-119, tavv. I-VIII;
  • Antonio Taramelli., Nuove ricerche nel santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri, in Monumenti Antichi dei Lincei, XXXIV, 1931, coll. 5-122, figg. 1-67, tavv. I-III;
  • Giovanni Lilliu, La civiltà dei Sardi: dal Neolitico all'età dei nuraghi, Torino, ERI Rai, 1980, p. 240 ss., figg. 43-47, p. 320, fig. 66;
  • Giovanni Lilliu, L'oltretomba e gli dei", in Nur: la misteriosa civiltà dei Sardi, a cura di D. Sanna, Milano, Cariplo, 1980, p. 110 ss., 116 ss., figg. 91-93, p. 134;
  • Ercole Contu, L'architettura nuragica, in Ichnussa. La Sardegna dalle origini all'età classica, Milano, Scheiwiller, 1981, pp. 99, 103 ss., tav, VII, b-c, p. 105 ss., pp. 115, 117, 122, 128 ss., figg. 121-124, 126-128, 141;
  • Lilliu, Serri. Loc. Santa Vittoria, in I Sardi: la Sardegna dal Paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 230–233;
  • Raimondo Zucca, Il santuario nuragico di S. Vittoria di Serri, collana Sardegna archeologica. Guide e Itinerari, Sassari, Carlo Delfino, 1988;
  • Maria Graziella Puddu, Recenti sondaggi di scavo a Santa Vittoria di Serri, in La Sardegna nel Mediterraneo tra il Bronzo medio ed il Bronzo recente (XVI-XIII sec. a.C.). Atti del III Convegno di Studi "Un millennio di relazioni fra la Sardegna ed i paesi del Mediterraneo"(Selargius-Cagliari, 27-30 novembre 1986), Cagliari, Amministrazione provinciale-Assessorato alla Cultura, 1987, pp. 145–156.

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