Santino Caramella

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Santino Caramella (Genova, 22 giugno 1902Palermo, 26 gennaio 1972) è stato un filosofo e storico della filosofia italiano.

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Genovese di nascita, ancora al liceo (1919), cominciò a collaborare con Piero Gobetti, il quale gli affidò la trattazione della filosofia su Energie Nove. Dal 1921, dopo un primo contatto con Piero Gobetti e La Rivoluzione liberale, su segnalazione di questi, entrò in collaborazione con il pedagogista siciliano Giuseppe Lombardo Radice, da cui apprese le dottrine del neoidealismo di Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Dopo la laurea in Filosofia a Genova nel 1923, insegnò negli istituti superiori e conseguì la libera docenza, ma per le sue idee antifasciste fu arrestato nel 1928 e rinchiuso prima nelle carceri di Marassi a Genova, e poi fu trasferito a San Vittore a Milano; fu scarcerato il 6 luglio dello stesso anno, ma nel 1929 venne sospeso dall'insegnamento e dalla libera docenza. Ottenne, per intercessione di Croce, l'incarico di filosofia e storia della filosofia e di pedagogia presso l'Università di Messina e, nel 1933, vinse la cattedra di pedagogia nell'Università di Catania; negli anni 1935-1950 insegnò filosofia teoretica sempre a Catania. Nel 1939 secondo Ruggero Zangrandi prese parte ai convegni organizzati dalla Scuola di mistica fascista[1]

Dal 1950 fino alla morte (1972) si trasferì all'Università di Palermo, ereditando la cattedra che era stata di Giovanni Gentile. Il suo allievo principale, che ne cura il lascito, è Francesco Armetta, docente alla Pontifica Facoltà Teologica di Sicilia.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

La sua vasta cultura, gli permise di vedere la continuità del pensiero classico e cristiano e, nell'ambito del pensiero moderno, l'unità delle opposte dialettiche nella legge vivente dello spirito e nel dinamismo della natura e della storia. Fu apprezzato storico della filosofia, della pedagogia e delle scienze.

La sua filosofia si può definire un neoidealismo crociano e gentiliano, ma reinterpretatto alla luce dello spiritualismo cristiano. Il suo pensiero "supera" lo storicismo e la dottrina crociana degli opposti e dei distinti, e si esprime nell'interpretazione della pratica come eticità storica.[2].

La religione e la teosofia rappresentano la possibilità di un pensiero spirituale più attento da un lato alla concretezza dell'uomo e dall'altro all'ineffabilità di Dio. La religione, anziché risolversi nella filosofia, colloca il proprio progresso in intima unità con il progresso della filosofia stessa: da un lato è esclusa la riduzione della religione ad atteggiamento pratico; dall'altro, le è conferita una distinta funzione teoretica.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Problemi e sistemi della filosofia, Messina, 1930.
  • Religione, teosofia e filosofia, (1931).
  • Breve storia della pedagogia, Messina, 1932.
  • La logica moderna e le scienze fisico-matematiche, Roma, 1936.
  • La filosofia di Plotino e il neoplatonismo, Catania, 1940.
  • Ideologia, 1942.
  • Metafisica, filosofia dell'esperienza, 1945.
  • Metalogica, filosofia dell'esperienza, Catania, 1946.
  • Autocritica, in: Filosofi italiani contemporanei, a cura di M.F. Sciacca, Milano, 1946, pp. 225-233.
  • L'Enciclopedia di Hegel, Padova, 1947.
  • La filosofia dello Stato nel Risorgimento, Napoli, 1947.
  • Introduzione a Kant, Palermo, 1956.
  • La pedagogia tedesca in Italia, Roma, 1964.
  • Conoscenza e metafisica, Palermo, 1966.
  • La mia prospettiva etica, Palermo, 1966.
  • Santino Caramella-Benedetto Croce. Carteggio (1919-1947), a cura di Francesco Armetta, OCLC 40766667

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ruggero Zangrandi, p. 387.
  2. ^ l'Enciclopedia, de La Biblioteca di Repubblica, UTET-DeAgostini, 2003, Torino

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruggero Zangrandi, Il lungo viaggio attraverso il fascismo, Feltrinelli, Milano, 1962
  • M.F. Sciacca, Profilo di Santino Caramella, in «Annali della Facoltà di Magistero della Università di Palermo», 1971-72, pp. 5-15.
  • A. Guzzo, Santino Caramella, in «Filosofia», XXIII (1972), pp. 165-167.
  • M. F. Sciacca, Il pensiero di Santino Caramella, in «Atti dell'Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo», XXXII (1971 -73), n. 2, pp. 11-24.
  • P. Piovani, La dialettica del vero e del certo nella "metafisica vichiana" di Santino Caramella, in Miscellanea di scritti filosofici in memoria di Santino Caramella, Palermo 1974, pp. 251 -262.
  • M. A. Raschini, Commemorazione del prof. Santino Caramella, in «Giornale di metafisica», XXIX (1974), pp. 465-472.
  • V. Mathieu, Filosofia contemporanea, Firenze 1978, pp. 8-10.
  • P. Prini, La ontologia storico-dialettica di Santino Caramella, in «Theorein», VIII (1979), pp. I-II.
  • L. Pareyson, Inizi e caratteri del pensiero di Santino Caramella, in «Giornale di metafisica», n. s., I (1979), pp. 305-330.
  • M. Corselli, La vita dello spirito nella filosofia di Santino Caramella, in «Labor», XXI (1980), pp. 157-163.
  • G.M. Sciacca, Santino Caramella, filosofo, pedagogista, educatore, in «Pegaso. Annali della Facoltà di Magistero della Università di Palermo», 1983-84, pp. 9-22.
  • F. Armetta, Santino Caramella. La verità in dialogo, SEI, Torino, 1995.
  • F. Armetta, Il carteggio tra Caramella e Lombardo Radice (1919-1935). Idealismo e riforma della scuola, Sciascia Editore, Palermo, 2001.

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