Santa Guglielma

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Santa Guglielma o Guglielmina o Guglielma la Boema o Guglielma d'Ungheria[1] è un personaggio storico oggetto di particolare venerazione a Brunate e a Morbegno.

La storia che di lei si tramanda[2] vuole che essa, figlia (o sorella)[3] di un re d'Inghilterra, sposasse nel 798 Teodo, re d'Ungheria di. Costui partì per la Terra Santa lasciando al fratello l'incarico di provvedere al regno ed alla sposa. Ma questi cercò di sedurre la cognata che lo respinse. Per vendicarsi egli l'accusò di infedeltà. Giudicata e condannata a morte, Guglielmina riuscì ad evadere e, sotto mentite spoglie, finì per ritrovarsi alla corte del re di Francia. Anche qui un cortigiano se ne invaghì e cercò di sedurla ma, venendone respinto, la accusò di infanticidio, per cui di nuovo la poveretta venne condannata alla pena capitale. Nuovamente liberata, passò in Italia dove decise di rinchiudersi in un convento, a Brunate, in cui condusse vita austera ed esemplare, acquisendo fama di santità e di taumaturgia. Raggiunto da queste notizie, il re suo sposo venne da lei a chiederle perdono e la ricondusse alle sue terre dove trascorse in pace i suoi ultimi giorni[4].

Questa santa coincide con elevata probabilità con la controversa figura di Guglielma la Boema (morta intorno al 1281 e sepolta in odore di santità a Chiaravalle), i cui seguaci hanno dato luogo a una vera e propria setta eretica, quella dei "guglielmiti". Nel 1300 si svolse a Milano un processo contro i seguaci di Guglielma, terminato con la condanna al rogo dei maggiori esponenti del movimento, tra cui suor Maifreda da Pirovano e Andrea Saramita; nella stessa occasione, le spoglie di Guglielma furono riesumate e a loro volta bruciate sul rogo. La venerazione a Guglielma è sopravvissuta per secoli a Brunate, dove al personaggio storico di Guglielma la Boema sono stati sovrapposti nuovi racconti e leggende per far perdere la memoria dell'eresia cui il personaggio storico aveva dato luogo; la sua chiesa veniva spesso visitata dalle donne che avevano partorito perché si riteneva che la santa favorisse la produzione di latte per i neonati[5]. Un monastero venne fondato a Brunate da certe sorelle Pedraglio di Como verso il 1350, nel luogo dove si ritiene sia vissuta la santa[6].

Nella chiesa di Brunate esiste tuttora un affresco, risalente alla seconda metà del XV secolo, raffigurante Santa Guglielma con due devoti inginocchiati ai suoi piedi, di cui la monaca potrebbe essere la Beata Maddalena Albrici (probabile committente dell'affresco stesso). Questo affresco doveva far parte di un ciclo più ampio, come ricorda don Pietro Monti nel 1842:[7]

« Nel 1826 i fabbricieri di questa chiesa fecero demolire il muro unito a quello dove è la sullodata immagine e vi vidi altre molte figure prima coperte da uno strato di smalto solo in parte guaste che formavano seguito alla pittura tuttora esistente, storiavano i fatti di Guglielma (...) Fu un peccato che vent'anni sono i fabbricieri abbiano fatto coprire di smalto quelle vecchie pitture del secolo XV. Si credette nel 1826 che in quello stato non si dovessero più conservare. »

Una Relazione della sua vita, scritta da Andrea Ferrari, fu stampata in Como nell'anno 1642. La poetessa Antonia Pulci (1452-1501), moglie di Bernardo Pulci, scrisse una sacra rappresentazione ispirata a questa vicenda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anna Pullia – Dávid Falvay La sacra rappresentazione fiorentina di santa Guglielma, regina d’Ungheria Italogramma, vol - 20012
  2. ^ La versione che qui si riporta è descritta in particolare da Caffi (1842): 110-111.
  3. ^ Così Amoretti (1806): 222.
  4. ^ Secondo altre versioni, invece Guglielmina sarebbe morta a Brunate (Amoretti 1806: 222).
  5. ^ Amoretti (1806: 222).
  6. ^ Ibidem.
  7. ^ Da una lettera del curato di Brunate, don Pietro Monti, datata 11 ottobre 1842 e riportata in Caffi (1842: 110).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marina Benedetti, Io non sono Dio. Guglielma di Milano e i Figli dello Spirito Santo. Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 2004.
  • Carlo Amoretti, Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano, Milano, Scorza, 1806.
  • Michele Caffi, Dell'abbazia di Chiaravalle in Lombardia: illustrazione storico-monumentale-epigrafica, Milano, G. Gnocchi, 1842.
  • Antonia Pulci, La rapresentatione di sancta Guglielma, Firenze, Antonio Miscomini, ca. 1490-1495.
    • Riedizioni: in A. D' Ancona, Sacre rappresentazioni dei secoli XIV, XV, e XVI,, Firenze, Le Monnier 1872 (3: 199-234).
    • In L. Banfi, Sacre rappresentazioni del '400, Torino, UTET, 1963, p. 533-577.
    • In: G. Ponte, Sacre rappresentazioni fiorentine del Quattrocento, Milano, Marzorati, 1974, pp. 69-98.
  • Axel Gabriel Wallensköld, Le conte de la femme chaste convoitée par son beaufrère: étude de littérature comparée, ex Officina typographica Societatis litterariæ fennicæ, 1907.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]