Rovine della chiesa di San Paolo

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centro storico di Macao
(EN) Historic Centre of Macao
Ruinas de Sao Paulo.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2005
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Le rovine della chiesa di San Paolo (portoghese: Ruínas de São Paulo, cinese: 大三 巴 牌坊, pinyin: Dasanba Paifang) sono i resti di un complesso eretto nel XVI secolo nell'allora colonia portoghese di Macao, oggi regione della Cina, comprensivo di quelli che erano in origine il collegio di San Paolo e la chiesa della Madre di Dio, detta anche di San Paolo Apostolo. Ciò che oggi rimane è solo la scalinata e l'imponente facciata in stile barocco. Nel 2005 le rovine sono state inserite nell'elenco dei siti patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO, insieme a tutto il centro storico di Macao.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima chiesa fu distrutta da un incendio nel 1601, ma venne prontamente ricostruita tra il 1602 ed il 1637, prendendo come modello la chiesa del Gesù di Roma. Fu progettata dal missionario italiano gesuita Carlo Spinola (1544-1622) e fu costruita impiegando maestranze locali cinesi e operai giapponesi cristiani fuggiti dal Giappone a causa delle persecuzioni.

In seguito i gesuiti aggiunsero al complesso una scuola, per poi venire espulsi da Macao nel 1762. Nel 1835 un tifone ed un incendio distrussero completamente la chiesa e la scuola, lasciando intatta solo la facciata. Le fiamme distrussero anche la biblioteca, che al tempo era una delle più grandi dell'Estremo Oriente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UNESCO, Historic Centre of Macao, whc.unesco.org. URL consultato il 15 settembre 2013.

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