Romolo Bacchini

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Romolo Bacchini negli anni '20

Romolo Bacchini, accreditato anche come Bachini (Roma, 13 settembre 1873Roma, 27 marzo 1938), è stato un regista, musicista, pittore e poeta dialettale italiano, attivo all'epoca del cinema muto.

Il cinema[modifica | modifica sorgente]

La lavorazione del cartone animato "Le avventure di Pinocchio".

Fu uno dei pionieri del cinema muto italiano. Regista di oltre cinquanta film, interpretò anche il ruolo di attore in alcune pellicole. Nel 1909 si trasferì a Napoli dove la neonata casa cinematografica Vesuvio Films gli affidò la direzione artistica delle sue produzioni. Nel capoluogo campano diresse molti dei suoi film, tra i quali spicca il cortometraggio storico Corradino di Svevia (L'ultimo degli Hohenstaufen), uno dei primi film italiani ad essere ambientato nel medioevo[1].

Tornato a Roma, continuò a svolgere l'attività di regista, realizzando diverse decine di film. Alcune pellicole sono andate perdute mentre altre sono state recuperate e restaurate, come nel caso de La leggenda dell'edelweiss della quale sono state ritrovate le bobine e la sceneggiatura originale dai ricercatori del MICS (Museo internazionale del cinema e dello spettacolo) nel 1988.

Nel 1936 diresse come art director per la CAIR (Cartoni Animati Italiani Roma) il film d'animazione Le avventure di Pinocchio che si ritiene essere il primo lungometraggio animato dedicato al protagonista del celebre romanzo di Carlo Collodi[2].

Filmografia completa[modifica | modifica sorgente]

Film diretti[modifica | modifica sorgente]

Regista e interprete del film "Lo Spettro Vendicatore" (1914).
Seduto e con il cappello a cilindro nel film "Lo Spettro Vendicatore" (1914).
La locandina del film "La Portatrice di Pane" (1911).

Direttore della fotografia[modifica | modifica sorgente]

Film interpretati[modifica | modifica sorgente]

La musica[modifica | modifica sorgente]

Volantino pubblicitario dell'operetta "L'incognita dell'oasi" (1920 ca.).

Diplomatosi in composizione e direzione d'orchestra al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, fu compositore (annovera parecchie opere liriche), direttore e concertatore d'orchestra.[3] Ha scritto numerose musiche d'accompagnamento per film ed è stato il primo musicista nella storia del cinema ad aver composto, nel 1905, una musica realizzata appositamente per accompagnare un film, "La Malia dell'oro" del regista Filoteo Alberini.[4][5][6][7]. A quell'epoca, non essendo stato ancora adottato il sonoro sincronizzato alle immagini, le musiche venivano eseguite direttamente dall'orchestra in sala di proiezione.

Elenco opere musicali (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Opere dirette[modifica | modifica sorgente]

La poesia[modifica | modifica sorgente]

Amico e coetaneo del poeta e scrittore Augusto Jandolo, con lui fece parte del "Gruppo dei Romanisti" assieme agli altri intellettuali e artisti che, al tempo dei fasti del Caffé Greco, animavano i salotti culturali della capitale. Fu autore di diversi componimenti poetici, rivelandosi particolarmente incline a poesie, versi e sonetti in dialetto romanesco. Nel 1929 compose "Er Natale de Roma"[8][9], un poema in quartine e versi sciolti in vernacolo romanesco, dedicato alla nascita della città di Roma e illustrato dal pittore-ceramista Romeo Berardi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vito Attolini, Immagini del Medioevo nel cinema, Edizioni Dedalo srl, 1993.
  2. ^ Roberto Chiti, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano. I film, Volume 1, Gremese Editore, 2005.
  3. ^ Alberto De Angelis, L'Italia musicale d'oggi: Dizionario dei musicisti, Ausonia, 1918.
  4. ^ Pasquale Iaccio, Cinema e storia: percorsi, immagini, testimonianze, Liguori Editore Srl, 2000.
  5. ^ Mario Verdone, Drammaturgia e arte totale: l'avanguardia internazionale : autori, teorie, opere, Rubbettino Editore, 2005.
  6. ^ Guido Aristarco, Il cinema fascista: il prima e il dopo, Edizioni Dedalo, 1996.
  7. ^ Elena Mosconi, L'impressione del film. Contributi per una storia culturale del cinema italiano 1895-1945, Casa Editrice Vita e Pensiero, 2006.
  8. ^ Marcello Teodonio, Il classico nella letteratura romanesca del Novecento: miti, modelli, memoria, Fondazione Marco Besso, 2001.
  9. ^ Giulio Vaccaro, Un libbro va, uno viè: bibliografia della letteratura romanesca dal 1870 al Duemila, Aracne, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]