Museo internazionale del cinema e dello spettacolo

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Museo internazionale del cinema e dello spettacolo

o MICS

Interno del museo nel 2000
Interno del museo nel 2000
Tipo Cinematografico, spettacolo, fotografico
Data fondazione 1959
Fondatori José Pantieri
Indirizzo Via Portuense 101, Roma
Sito pagina dedicata al museo

Il Museo internazionale del cinema e dello spettacolo o MICS era un museo di Roma. Si trovava in via Portuense 101, nel quartiere Gianicolense, all'interno del vecchio Pastificio Costa, già luogo delle riprese di alcune sequenze di Ladri di biciclette.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il museo è stato fondato nel 1959 mediante iniziativa di José Pantieri. Inizialmente si trovava nell'ex cinema Moderno di Piazza della Repubblica a Roma, per poi essere trasferito diversi anni dopo, nella sede di via Portuense.[1] nel secondo piano dell'ex Pastificio Costa, edificio di proprietà del Comune di Roma ed usato negli anni del dopoguerra per varie tipologie d'uso, come deposito del Banco pegni , come magazzino dell' Ufficio oggetti smarriti, deposito di materiale scolastico per le scuole della capitale, come archivio della rivista mensile Capitolium, edita dal Comune di Roma.

Con la demolizione del Pastificio Costa nel 2002, il Museo scompare per essere acquisito provvisoriamente, causa malattia del fondatore e proprietario unico Josè Pantieri, dalla Sovrintendenza dei beni culturali di Roma, con la collocazione nei magazzini di tutto il materiale oggettistico, mentre tutte le pellicole, sia mute che sonore, sono state consegnate in deposito alla Cineteca del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Riguardo alle pellicole della Cineteca Nazionale, dopo aver ricevuto il fondo pellicole, ancora di proprietà di Josè Pantieri e dei due figli eredi unici, hanno iniziato ad usarle per varie manifestazioni, ma solo per il frammento del film di Murnau "Marizza" Marizza, detta la signora dei contrabbandieri, che in tutto il mondo sapevano che lo aveva Pantieri, hanno duvuto, 3 anni fa, a presentarlo restaurato alle Giornate del cinema muto di Pordenone Le giornate del cinema muto - Pordenone Silent Film Festival, citando la provenienza dall'archivio del M.I.C.S. [1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Cinepresa francese a manovella circa 1920
Il manichino Genoveffa usato dal pittore Anselmo Ballester come modello per la realizzazione dei suoi manifesti, ex museo MICS di Roma 1999
Macchina della Rossi di Milano, appartenuta ad Elvira Notari per titolazione e riprese in truka cinematografiche circa 1915 forse unico esemplare esistente
Registratore a bobine Grunding bidirezionale del 1955

La sede espositiva aveva un'area di 1500 m².[2]

Tra i materiali esposti vi si trovavano[1]:

  • manifesti e locandine cinematografiche,
  • cineprese,
  • proiettori,
  • lanterne magiche,
  • costumi di scena,
  • un brevetto di cento anni fa di Filoteo Alberini,
  • dei vestiti di Francesca Bertini, Lyda Borelli e Ugo Tognazzi.
  • L'esposimetro Weston di Vittorio Storaro usato durante le riprese di Apocalypse Now.
  • la cineteca consta di pellicole originali tra cui una in cui appare Trilussa e 5000 film rari d'epoca di Buster Keaton,
  • una fototeca con due milioni di foto di Charlie Chaplin spazianti da un periodo che va dal 1850 in poi.
  • Il fondo della regista napoletana Elvira Notari composto da centinaia di pezzi, tra cui cineprese, fotocamere, una rara macchina titolatrice e per riprese in truka, fotografie, attrezzature per lo sviluppo delle pellicole, materiale per la colorazione dei fotogrammi.
  • Nastroteca di circa 600 nastri magnetici del musicista Mario Migliardi.
  • Una vasta raccolta du registratori magnetici a nastro dal 1950.
  • Discografia di materiale diverso su vinile.
  • Una raccolta di apparecchiature appartenute al cineoperatore Ventimiglia.
  • Scenografie provenienti da stabilimenti cinematografici e teatrali.
  • Inoltre il museo consta di una biblioteca cinetelevisiva Mack Sennet che edita pubblicazioni inerenti al cinema e lo spettacolo, di una videoteca, di un'emeroteca e di un laboratorio di restauro per le immagini.[1]

Cinema muto[modifica | modifica sorgente]

  • Cappello originale di Bartolomeo Pagano detto “Maciste” (utilizzato in alcuni film muti)
  • Vestito originale di Francesca Bertini
  • Vestito originale di Lyda Borelli
  • Tagliacarte in avorio di Alberto Fassini (Produttore della Cines)
  • Manichino “Genoveffa” utilizza­to da Federico ed Anselmo Ballester per i loro manifesti
  • Vestito originale di Gima Montes e tessere originali d’epoca
  • Guanti, cravatta “a farfalla”, pipa in avorio di Renato Visca
  • Pugnale usato dall’attore Amleto Novelli nel film “Il corsaro” (1923)
  • Brevetti ed esperimenti di pellicole di Filoteo Alberini (1895 ecc.)
  • Cinepresa originale (con corredi) “DEBRIE L” di Giovanni Vitrotti
  • Cinepresa 35 mm originale “AMBROSIO” no 6 (anni dieci)
  • Pigiama, sciarpa e bocchino in avorio utilizzato da Alberto Capozzi
  • Mirino ottico, orologio, penna, bastone da montagna, sceneggiature ecc. di Abel Gance
  • Disegni originali di Onorato
  • Passaporto, carteggi originali di Lucio D'Ambra
  • Tessere originali d’epoca e varie curiosità di Giuseppe Caracciolo
  • Sceneggiature di Romolo Bacchini e scritti d’epoca autografi
  • L’unico film dove appare il grande poeta romano Trilussa rischia di scomparire per sempre, perché la pellicola, girata al Pincio di Roma, all'inizio degli anni '30, che fu realizzata su di un supporto facilmente deteriorabile, ha bisogno di essere immediatamente restaurata e ristampata.

Cinema sonoro[modifica | modifica sorgente]

Teatro e musica[modifica | modifica sorgente]

  • Primo disco inciso da Vittorio Gassman (1943) e parrucca usata per “Kean” (1954)
  • Fioretto utilizzato da Gigi Proietti per "Cirano di Bergerac”
  • Partitura musicale originale di Lorenzo Perosi (anni quaranta)
  • Occhiali utilizzati da Gianrico Tedeschi
  • Oggetti personali di Diego Fabbri (occhiali, vangelo, penna ecc.)
  • “Postiches” e copioni teatrali di Loris Gizzi
  • Copioni teatrali di Romolo Bacchini
  • Copioni teatrali di Lucio D'Ambra e scritti autografi
  • Cappotto utilizzato da Gino Cervi nel 1936 durante la rappresentazione di “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Paola Staccioli, Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo in I musei nascosti di Roma - Alla scoperta dei tesori dimenticati della città, Roma Newton Compton, pagg. 46-47. ISBN 88-8183-417-0
  2. ^ M.I.C.S. Museo internazionale del cinema e dello spettacolo

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Su Nuova pagina [2]
  • Josè Pantieri la storia del museo 1ª parte [3]
  • Josè Pantieri la storia del museo 2ª parte [4]
  • Josè Pantieri la storia del museo 3ª parte [5]
  • Josè Pantieri la storia del museo 4ª parte [6]