Augusto Jandolo

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Roma - Via Margutta

Augusto Jandolo (Roma, 25 maggio 1873Roma, 11 gennaio 1952) è stato un antiquario, poeta e scrittore italiano. Poeta romanesco, romanista, scrisse romanzi, saggi e commedie in dialetto e in lingua.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Roma: monumento a Trilussa in Trastevere

Dopo una giovanile esperienza di attore nella compagnia di Eleonora Duse, si dedicò professionalmente all'antiquariato. Fece parte del "Gruppo dei Romanisti" insieme con Trilussa, Cesare Pascarella, Ettore Petrolini, Ceccarius ed altri e ne ospitò, dal 1933, le riunioni mensili nel suo studio a Palazzetto Patrizi in Via Margutta [1]. Alcuni suoi scritti apparvero nella Strenna dei Romanisti di cui Jandolo fu redattore sin dal primo numero nel 1940. Promosse, inoltre, un'associazione in favore del teatro romanesco [2].

Oltre all'attività letteraria, Jandolo diresse tre film: Brescia leonessa d'Italia (1915), Altri tempi altri eroi (1916), Susanna e i vecchioni (1916) [2].

Lo scrittore C. W. Ceram (pseudonimo di Kurt Wilhelm Marek) nel suo libro più noto Civiltà sepolte[3] riferisce una eccezionale esperienza dell'antiquario nel campo dell'archeologia etrusca. Ceram riferisce come da ragazzo Augusto Jandolo aiutò il padre nell’apertura di un sarcofago etrusco. Dopo aver rimosso con una certa fatica il coperchio, Jandolo racconta di aver visto qualcosa che non avrebbe più dimenticato. Vide il corpo di un giovane guerriero in armatura (con elmo, asta, scudo e gambali) adagiato in fondo al sarcofago, precisando che non vide lo scheletro, ma il suo corpo come se fosse stato appena composto nella tomba. Però come racconta in seguito: Fu la visione di un attimo. Tutto parve dissolversi al chiarore delle torce. L’elmo ruzzolò a destra, lo scudo circolare s’appiattí sul pettorale della corazza, i gambali presero posto uno a destra, l’altro a sinistra. A contatto dell’aria il corpo, intatto per secoli, si era polverizzato. C’era nell’aria, e intorno alle fiaccole sfavillanti, come un alone d’oro[4]

Alla sua memoria è stata intitolata una via del rione Trastevere [5], adiacente al ristorante La Cisterna, ove si svolsero, a partire dal 1929, le prime riunioni dei Romanisti [6] [7] [8].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Li busti ar Pincio : 50 sonetti romaneschi, Roma, Walter Modes Editore, 1907
  • La Merca : quindici sonetti, Spoleto, Claudio Argentieri, 19..
  • Er pastore innamorato, Roma, Tipografia Editrice Italia, 1932
  • Misticanza, Roma, Franco Campitelli Editore, 1933
  • Cento poesie vecchie e nuove, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1939
  • Torri del Lazio : trentotto liriche con illustrazioni originali dei pittori: Arcioni, Balla ..., Milano, Casa Editrice Ceschina, 1941

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Il pievano : bozzetto drammatico in un atto, Roma, Tipografia Lorenzo Filippucci, 1903
  • Roma se sveja : dramma in 3 atti, Roma, Walter Modes, 1915
  • Meo Patacca : commedia eroicomica in versi, Roma, Edizione della casa d'arte Bragaglia, 1921
  • Ghetanaccio : scene popolari della Roma papale, Roma, Casa Editrice "Roma", 1923
  • Gioacchino Belli : tre momenti della vita del poeta, Roma, F.lli Palombi, 1937

Romanzi, saggi e memorialistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Le memorie di un antiquario, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1935
  • Il segreto della piramide : romanzo storico del tempo dei Cenci, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1939
  • Cesare Pascarella : il mistero della sua casa : gli aneddoti : i disegni inediti, Collana dei Romanisti, Roma, Aristide Staderini, 1940
  • Via Margutta, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1940
  • Tra la storia e la vita : Visioni sceneggiate, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1942
  • Nojantri, Collana dei Romanisti, Roma, Aristide Staderini, 1945
  • Antiquaria, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1947
  • Aneddotica : seguito alle "Memorie di un antiquario" e ad "Antiquaria", Milano, Casa Editrice Ceschina, 1949
  • Studi e modelli di via Margutta : (1870-1950), Milano, Casa Editrice Ceschina, 1953

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Al numero civico 53 della via, ove era situato lo studio-negozio di Jandolo, a cura di un gruppo di Romanisti, è posta una targa commemorativa. Vedi articolo de la Repubblica del 9 maggio 1997, p. 2 della sezione Cronaca di Roma.
  2. ^ a b Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani. Vedi Bibliografia.
  3. ^ C. W. Ceram Civiltà sepolte. Il romanzo dell’archeologia, Einaudi, 1968, pp. 23-24.
  4. ^ Augusto Jandolo, Le memorie di un antiquario, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1935.
  5. ^ Istituzione del 19/07/1960. Sistema informativo toponomastica di Roma Capitale.
  6. ^ L'iniziale denominazione del gruppo era, appunto, "amici (o romani) della Cisterna".
  7. ^ Vedi: Viale dei Romanisti, dal sito S. Maria Regina Mundi, Padri carmelitani della provincia italiana, Sezione cultura.
  8. ^ Vedi: Presentazione Strenna dei Romanisti 2011. Prefazione. Sito morelli.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Patrizia Bartoli Amici, «JANDOLO, Augusto», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 62, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]