Remberto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Rimberto)
Jump to navigation Jump to search
San Remberto

Arcivescovo

Nascita IX secolo
Morte 11 giugno 888
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 11 giugno

Remberto, o anche Rimbert o Rembert (820 circa – Brema, 11 giugno 888), è stato il primo arcivescovo di Brema in unione personale con Amburgo dall'865 fino alla sua morte; il suo culto come santo è attestato fin dal 900 circa.[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di nobile famiglia fiamminga, fu educato nel monastero di Turnhout. Ricevette la tonsura e l'abito ecclesiastico per volere del vescovo Anscario, che lo scelse come compagno di missione e lo portò con sé in Svezia.[1]

Secondo il desiderio espresso da Anscario sul letto di morte, il popolo e il clero di Brema lo elessero vescovo nonostante fosse ancora solo diacono. L'elezione fu confermata dal re Ludovico: Remberto fu consacrato da Liutberto, arcivescovo di Magonza, e ricevette il pallio da papa Niccolò I.[1]

Risiedette prevalentemente a Brema, dove condusse vita comune insieme al clero nel monastero del duomo.[2]

Remberto potenziò, senza successo, le missioni in Svezia e Danimarca e papa Adriano II lo nominò nunzio apostolico presso i nordici. Durante le scorrerie dei normanni soccorse la popolazione e si dedicò al riscatto dei prigionieri, impegnando allo scopo anche i preziosi arredi sacri; organizzò poi un esercito per respingere i normanni che invadevano la Frisia.[2]

Fu presente al sinodo di Worms dell'868 e nell'873 alla dieta imperiale di Francoforte; mediante un suo rappresentante, partecipò al sinodo di Colonia dell'887.[2]

È autore di una Vita Ansgarii, storicamente attendibile e stilisticamente elegante; delle sue numerose epistole (era in regolare corrispondenza con l'abate Ratramno di Corbie) si è conservata solo una sua lettera a una nipote del vescovo di Padreborn, monaca a Neuenheerse.[2]

Fece erigere una chiesa e un monastero a Bücken e ottenne da Arnolfo alcuni privilegi commerciali e la facoltà di coniare moneta per Brema.[2]

Sofferente di artrite reumatoide, nell'875 scelse il chierico Adalgario come coadiutore. Morì nell'888 e fu sepolto accanto a san Villeado, presso la parete esterna orientale del duomo di Brema.[2]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

A Brema era commemorato il 4 febbraio, anniversario della sua elezione a vescovo e dell'elevazione delle reliquie. Altrove (Amburgo, Ratzeburg) se ne celebrava la festa l'11 giugno, anniversario della morte.[2] Il suo elogio si legge nel Martirologio romano all'11 giugno.[3]

In arte, è solitamente raffigurato in abiti episcopali, con la croce doppia, mentre distribuisce arredi sacri ai poveri o prega per l'esercito su una collina.[2]

È patrono della Frisia.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Otto Scheib, BSS, vol. XI (1968), col. 99.
  2. ^ a b c d e f g h i Otto Scheib, BSS, vol. XI (1968), col. 100.
  3. ^ Martirologio romano (2004), p. 463.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.
  • Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN29670536 · ISNI (EN0000 0001 1023 4845 · LCCN (ENnr90002341 · GND (DE118601040 · BNF (FRcb13169602h (data) · BAV ADV11077887 · CERL cnp00925287