Ingegneria inversa

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L'ingegneria inversa (spesso si usa il termine retro ingegneria) consiste nell'analisi dettagliata del funzionamento,progettazione e sviluppo di un oggetto (dispositivo, componente elettrico, meccanismo, software, ecc.) al fine di produrre un nuovo dispositivo o programma che abbia un funzionamento analogo, magari migliorando o aumentando l'efficienza dello stesso, senza in realtà copiare niente dall'originale; inoltre, si può tentare di realizzare un secondo oggetto in grado di interfacciarsi con il primo[1].

Processo classico[modifica | modifica wikitesto]

In molti casi il processo produttivo di un oggetto inizia con la creazione manuale di una scultura realizzata da un artista o da un designer con materiali come legno, creta o speciali plastiche. Il prototipo viene modellato in modo tale da conferirgli specifiche caratteristiche funzionali ed estetiche; spesso però, viene poi cambiato durante il ciclo produttivo. Nel caso di superfici a geometria libera, i cambiamenti alle parti originali del progetto sono molto difficili da effettuare, spesso non possono essere neppure analizzati o descritti in rapporto al disegno originale. Appare chiara, quindi, l'utilità di una tecnica finalizzata alla creazione, in modo automatico ed in tempi brevi, del modello CAD dell'oggetto fisico da realizzare. Il compito dell'ingegneria inversa è proprio quello di soddisfare questa esigenza. Partendo da un prototipo, o da un oggetto che si vuole ricostruire, o da parti specifiche delle quali si vogliono effettuare particolari analisi, mediante il processo di reverse engineering, il relativo modello CAD. Questo viene utilizzato per effettuare agevolmente la modifica di parti esistenti, lo sviluppo di nuove parti, l'analisi dimensionale e dare il via al processo produttivo (CAM process).

Significato e scopi della reingegnerizzazione inversa:

  1. digitalizzazione della superficie
  2. editing e filtraggio dei dati di misura
  3. segmentazione e creazione dei modelli matematici
  4. creazione dei modelli CAD

L'ingegneria inversa in informatica[modifica | modifica wikitesto]

L'ingegneria inversa in informatica è, per definizione, "il processo di analisi di un sistema software esistente, eseguito al fine di crearne una rappresentazione ad alto livello di astrazione."

In senso stretto, l'attività di ingegneria inversa consiste nella comprensione del funzionamento e della realizzazione di un dispositivo fisico o virtuale al fine di produrre il nuovo dispositivo. Il termine reingegnerizzazione, invece, comprende, oltre all'analisi, anche il ridisegno.

Per affrontare seriamente la retro ingegneria in ambito software sono essenziali conoscenze di Assembly, programmazione e logica.

In genere le pratiche di ingegneria inversa vengono utilizzate quando una casa sviluppatrice mantiene un codice proprietario per i suoi prodotti. A quel punto il retro ingegnere analizza i programmi e cerca di capirne il funzionamento senza avere a disposizione un codice sorgente. Alternativamente, l'ingegneria inversa ha anche il fine di ampliare le funzionalità di dispositivi e/o applicativi oltre quelle originali. Eloquente, a tal proposito, il caso dei lettori Mp3[2] nonché quello dei titoli videoludici ai quali è stata aggiunta la funzionalità multigiocatore, originariamente non prevista.

L'ingegneria inversa è anche usata dalle forze armate al fine di copiare la tecnologia di altre nazioni, spesso in congiunzione a operazioni di spionaggio militare. È stata ampiamente impiegata durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda.

Altri scopi dell'ingegneria inversa comprendono: verifiche di vulnerabilità, rimozione di protezione da copia, l'aggiramento di restrizioni d'accesso (spesso presenti nei prodotti d'elettronica di consumo) e la personalizzazione di sistemi integrati.

Stato legislativo dell'ingegneria inversa[modifica | modifica wikitesto]

La retro ingegneria informatica, applicata cioè a sistemi software o hardware con scopi di interoperabilità, per esempio al fine di supportare formati di file o periferiche hardware non documentati, è prevalentemente ritenuta legale, sebbene i detentori spesso facciano valere aggressivamente i loro brevetti. Tuttavia, poiché nell'Unione europea la legge per i brevetti software non è mai stata approvata, si applica la legge del diritto penale informatico locale. Nel caso specifico italiano, la reingegnerizzazione a scopo di interoperabilità con altri sistemi (e solo a questo scopo) è un atto pienamente lecito ai sensi dell'art. 64 della legge 633 del 22 aprile 1941, come modificata dall'art. 5 del D. Lgs. 518/1992, sia in senso "leggero" (qualora egli compia tali atti durante operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmissione o memorizzazione del programma che egli ha il diritto di eseguire) che in senso di decompilazione vera e propria, ma solo al fine di permettere l'interoperabilità del software con altri programmi. L'accezione di software è estesa per analogia a concetti informatici quali il formato di un file o la struttura interna di un protocollo.

L'ingegneria inversa in architettura[modifica | modifica wikitesto]

In questi ultimi anni alcuni architetti di fama internazionale, come Frank Owen Gehry, si avvalgono di questa tecnica per poter progettare al meglio le loro architetture. Queste opere sono costituite principalmente da superfici libere, di difficile gestione da parte di programmi CAD tradizionali. Infatti la progettazione di tali edifici comincia da un modello tridimensionale reale, come un plastico o addirittura una vera e propria scultura che poi verrà scansionata con uno scanner 3D per digitalizzare tali forme e poi gestiti da software di modellazione 3D. Questa procedura è afferente al mondo CAE (Computer Aided Engineering), che attraverso sofisticati sistemi di scansione, permette di acquisire i dati di superficie di topologie anche complesse di prototipi artigianali e di restituirli sotto forma di modelli di superfici all'interno dell'ambiente di lavoro digitale. Particolarmente usata nel mondo informatico della Motion Capture.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cos'è il reverse engineering?
  2. ^ Che differenza esiste tra Cracking e Reverse Engineering

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C.K. Song and S.W. Kim, Reverse Engineering: Autonomus Digitization of Free-Formed Surfaces on a CNC Coordinate Measuring Machine. Int. J. Mach. Tools Manufact, Vol. 37 (7), 1041-1051, 1997.
  • Bruce Lindsey, Gehry digitale, Resistenza materiale/Costruzione digitale, Universale di architettura n.108 a cura di A. Saggio, Testo & Immagine, Torino, 2002.
  • Francesco De Luca, Marco Nardini, “Dietro le quinte. Tecniche d’avanguardia nella progettazione contemporanea.”, Universale di architettura 135 a cura di A. Saggio, Testo & Immagine

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