Raoul Wallenberg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raoul Wallenberg in una fototessera

Raoul Gustav Wallenberg (Lidingö, 4 agosto 1912URSS , scomparso da Budapest il 17 gennaio 1945, 17 luglio 1947 - data di morte presunta) è stato un diplomatico e filantropo svedese, attivo durante la seconda guerra mondiale. Il suo nome è inserito fra quelli dei Giusti tra le nazioni.

Il memoriale dei giusti nel cortile della sinagoga di Budapest dove appare, primo nella lista, il nome di Raoul Wallenberg.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Raoul Wallenberg era un esponente della dinastia imprenditoriale svedese dei Wallenberg. Fu inviato a Budapest in Ungheria in missione diplomatica e iniziò ben presto a prendersi carico, per conto del War Refugee Board americano, della difficile condizione degli Ebrei nell'Ungheria occupata dalle forze naziste.

Consegnò a molti Ebrei dei certificati con bandiera svedese e stemma della corona svedese : le persone che portavano con sé questi cosiddetti "passaporti Wallenberg" erano al sicuro dai nazisti e non venivano deportate nei campi di concentramento.

Wallenberg istituì anche cucine da campo, ospedali, orfanotrofi e scuole per gli Ebrei ungheresi superstiti, istituì una "zona sicura" comprendente 31 case ed ostelli speciali che ospitavano circa 33.000 persone.

Negli ultimi giorni di guerra sventò il piano nazista di far esplodere due ghetti, salvando così circa 100.000 persone.

Raoul Wallenberg fu imprigionato dalle truppe sovietiche nel 1945 e di lui non si seppe più nulla. In seguito l'Unione Sovietica dichiarò che morì nel palazzo della Lubjanka nel 1947.

Secondo il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal ci sono prove certe della sua esistenza in vita dopo tale data come detenuto in un ospedale psichiatrico in URSS a seguito di un suo sciopero della fame (come citato in un capitolo a lui dedicato del libro "Giustizia, non vendetta").

Il 17 ottobre 1989 l'URSS ha riconosciuto l'arresto di Wallenberg come un «tragico errore», restituendo tutti gli effetti personali del diplomatico svedese alla sorella invitata appositamente a Mosca. L'URSS aveva nelle settimane precedenti invitato i cittadini sovietici attraverso la TV a fornire informazioni utili per risolvere l'enigma Wallenberg. In ogni caso, sulla base del referto dell'epoca stilato da un medico morto nel 1953, fu confermata la morte per attacco cardiaco nel luglio 1947 e dichiarato che il corpo di Raoul Wallenberg fu cremato e sotterrato in una fossa comune presso il monastero Donskoj di Mosca. La sorella continuò a sperare che Wallenberg fosse vivo all'insaputa delle autorità sovietiche.

Nel 2001 si chiuse l'inchiesta di una commissione russo-svedese. Da parte svedese restò il dubbio che Wallenberg visse prigioniero molti anni dopo il 1947, mentre da parte russa si ritenne che probabilmente lo svedese fu fucilato per essersi rifiutato di collaborare col KGB e perché la Svezia non fu interessata a uno scambio di prigionieri. La Svezia chiese comunque scusa ai familiari di Wallenberg per non aver mai preso in considerazione le richieste effettivamente ricevute da Mosca per uno scambio di prigionieri.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Medaglia di Giusto tra le Nazioni (Israele)[1]
— 1963
Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Congresso (Stati Uniti)
«In riconoscimento dei suoi successi e delle azioni eroiche durante l'Olocausto.»
— 26 luglio 2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Berger, Susanne, 'Stuck In Neutral: The Reasons Behind Sweden's Passivity In The Raoul Wallenberg Case, 2005
  • Domenico Vecchioni: "Raoul Wallenberg, l'uomo che salvò 100.000 ebrei". Prefazione di Giovanni Spadolini. Eura Press, Milano, 1994. Ristampato in copia anastatica nell'agosto del 2012, per i tipi della GBeditoria, Roma, in occasione del centenaraio della nascita di Raoul Wallenberg.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN94679520 · ISNI: (EN0000 0001 1452 3281 · LCCN: (ENn79125870 · GND: (DE118628747 · BNF: (FRcb12008873s (data) · NLA: (EN36507138
  1. ^ [1]