Quinto Ascione

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Quinto Ascione
19 giugno 1919 – 28 agosto 1942
Nato aCervia
Morto aJagodnij
Cause della morteCaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaArma di fanteria
CorpoBersaglieri
Unità6º Reggimento bersaglieri
Anni di servizio1941-1942
GradoSoldato
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Russia
BattaglieSeconda battaglia difensiva del Don
Decorazionivedi qui
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Quinto Ascione (Cervia, 19 giugno 1919Jagodnij, 28 agosto 1942) è stato un militare italiano. Bersagliere del 6º Reggimento, cadde in combattimento durante la Prima battaglia difensiva del Don e fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Cervia (Ravenna) il 19 giugno 1919.[1] Diplomatosi nel 1937 presso l'Istituto Magistrale «Carducci» di Forlimpopoli, si iscrisse alla facoltà di Magistero all'Università di Urbino.[1] Dopo essersi avviato alla carriera di insegnante e di educatore religioso, nel 1938 divenne il primo presidente della neocostituita Associazione Giovanile “Pier Giorgio Trassati” (Azione Cattolica)[2] della sua città natale.[1] Nel 1941 non usufruì del rinvio scolastico, e venne richiamato sotto le armi, assegnato al 6º Reggimento bersaglieri di stanza a Bologna.[1] Tale unità era reduce dalla campagna jugoslava, e si stava preparando a partire per il fronte orientale in seno al Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR) al comando del generale Giovanni Messe.[1] Dopo un periodo di addestramento partì per la Russia dove raggiunse il suo Reggimento, inquadrato nella 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta", era già impegnato nelle operazioni belliche.[1] Il 13 agosto, durante un combattimento contro le truppe sovietiche sulle rive del Don[1] soccorse il capitano Aurelio Bernabè,[3] appartenente ad un'altra compagnia, rimasto gravemente ferito all'addome, trasportandolo da solo ad riparo sicuro dove poté essere medicato ed avviato nelle retrovie. Per questa azione fu insignito della Croce di guerra al valor militare.[3]

Il 28 agosto, nel corso di attacco nemico, si lanciava al contrattacco e rimasto ferito rifiutava le cure continuando a lanciare le sue bombe a mano finché cadde colpito mortalmente da una raffica di mitra al petto.[3] Nel mese di novembre l'Università di Urbino gli conferì la laurea in lettere honoris causa alla memoria.[3] Decorato inizialmente con la Medaglia d'argento al valor militare, essa fu tramutata in Medaglia d'oro con Decreto Presidenziale nel 1965. La sua salma ritornò in Patria il 9 marzo 1993.[3]

Il 20 settembre 1984 il Comune di Cervia pose una lapide in suo ricordo sulla facciata della sua casa natale, mentre il Comune di Roma gli ha dedicato una via nel Municipio XV.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Studente universitario, volontario di guerra, prestava la sua opera coraggiosa, nelle imprese più audaci e nelle più ardite situazioni, infondendo con l’esempio fiducia, tenacia ed ardimento nei compagni nell’impari lotta contro un nemico preponderante per numero e mezzi. Già distintosi per aver salvato da sicura morte il comandante gravemente ferito di altro reparto, mentre il nemico stava per penetrare nelle linee, primo fra i primi contrassaltava l’avversario. Ferito, rifiutava ogni soccorso e ritto sullo spalto lanciava le ultime bombe sull’avversario incalzante, veniva colpito al petto da una raffica di mitragliatrice. Morente trovava ancora la forza di incitare i compagni alla resistenza. Magnifico esempio di semplice e consapevole eroismo. Jagodnij (fonte russo), 28 agosto 1942
— Decreto Presidenziale 10 dicembre 1964[4]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Bersagliere addetto ad un comando di battaglione, già distintosi per coraggio e ardimento in difficili imprese, durante un violento combattimento e quando il nemico stava già per penetrare nelle nostre linee, primo fra i primi contrassaltava l’avversario al grido di “Savoia !”. Ferito rifiutava ogni soccorso e mentre ritto sugli spalti della trincea, lanciava le ultime bombe sull’avversario incalzante, una raffica di mitragliatrice lo colpiva al petto. Nello spasimo delle ferite, morente, trovava ancora la forza di incitare i compagni alla resistenza. Jagodnij (fronte Russo), 26 agosto 1942
— Decreto Luogotenenziale 10 aprile 1945[5]
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Studente universitario volontario di guerra, dava costante prova di grande entusiasmo. Visto cadere gravemente ferito il comandante di altra compagnia, si portava in suo soccorso riuscendo a trarlo a salvamento in luogo defilato dal fuoco nemico. Bobrowsckij - Fronte russo, 13 agosto 1942

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Il Nastro Azzurro n.1, gennaio-febbraio 2008, p. 9
  2. ^ Mario Barnabè, Quinto Ascione presidente di Azione Cattolica e bersagliere medaglia d'oro al valor militare, in:' "Il nuovo Diario Messaggero", 10 agosto 2013, p. 50.
  3. ^ a b c d e Il Nastro Azzurro n.1, gennaio-febbraio 2008, p. 10
  4. ^ Registrato alla Corte dei conti il 26 gennaio 1965, registro 6 Esercito, foglio 276.
  5. ^ Bollettino Ufficiale 1945, dispensa 17, pagina 1544 registrato alla Corte dei conti il 15 maggio 1945, registro 6 guerra, foglio 240.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • La vicenda Barnabè-Ascione: storie incrociate di due Eroici-Bersaglieri, in Il Nastro Azzurro, nº 1, Parma, Istituto del Nastro Azzurro, gennaio-febbraio 2008, pp. 8-11.
  • Mario Barnabè, Mio padre nella seconda guerra mondiale, in UNUCI, 9/10, Roma, Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Itali, novembre-dicembre 2011, p. 11.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]