Pomacentridae
I pomacentridi (Pomacentridae Bonaparte, 1832) sono una famiglia di pesci ossei marini appartenenti all'ordine Blenniiformes.[1]
Comprendono oltre 300 specie note come pesci damigella, diverse specie sono conosciute come damigelle e castagnole; a questa famiglia appartengono anche i pesci sergente e i pesci pagliaccio.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome scientifico "pomacentride" deriva dal greco (Poma -opercolo e centron -spina) e descrive appunto l'opercolo branchiale munito di spine che caratterizza questa famiglia.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]I pomacentridi sono diffusi in tutti i mari tropicali e subtropicali, fino alle acque temperate calde.[2] sono quasi tutti marini, con poche specie che popolano le acque salmastre.[3] Sono strettamente costieri.[4]

Nel Mediterraneo è presente una sola specie, la castagnola Chromis chromis, molto comune nelle acque costiere. Il suo habitat preferito sono i fondali rocciosi e le praterie di Posidonia oceanica a bassa profondità, dove forma banchi sparsi che stazionano a mezz'acqua. Si incontra frequentemente anche nei porti e lungo le scogliere frangiflutti.[5]

Nelle acque calde delle regioni tropicali, dove sono molto diffusi ed estremamente comuni, i pomacentridi sono tra i più tipici abitatori delle barriere coralline, dove sono sempre numerosi come numero di individui e come varietà di specie, come quelle appartenenti ai generi Abudefduf, Chromis, Pycnochromis, Dascyllus, Pomacentrus, Neopomacentrus, Dischistodus, Amblyglyphidodon, Neoglyphidodon, Plectroglyphidodon, Chrysiptera, Amphiprion.[6]

Molte specie sono strettamente associate proprio ai coralli della barriera, e nuotano sempre nei pressi delle loro ramificazioni, dove si rifugiano immediatamente appena percepiscono un potenziale pericolo. I pesci pagliaccio (genere Amphiprion), comuni nelle barriere coralline tropicali del Mar Rosso e dell'Indo-Pacifico, sono noti per vivere sempre tra i tentacoli di diverse specie di attinie o anemoni di mare, al cui veleno sono immuni e con i quali instaurano un'associazione di simbiosi mutualistica molto stretta, che porta vantaggi sia il pesce sia all'attinia.[7]
Descrizione
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I pomacentridi sono pesci marini di piccola taglia, la lunghezza massima è di circa 35 cm.[3] Hanno in genere un corpo con profilo alto e compresso lateralmente, talvolta di forma quasi discoidale, di dimensioni relativamente piccole. La testa è piccola, la bocca solitamente minuta. I denti sono piccolissimi, caniniformi o incisiviformi; denti sono distribuiti anche nella faringe. La linea laterale è incompleta e termina all'altezza della fine della pinna dorsale, sono tuttavia presenti dei pori sensoriali sul peduncolo caudale. È presente una sola narice su ogni lato della testa. La loro caratteristica comune è quella di avere un opercolo branchiale munito di spine e dentellature, questi aspetti sono importanti per la determinazione dei generi. Le scaglie sono abbastanza grandi. La pinna dorsale è unica e nella parte anteriore è composta di raggi spiniformi robusti. La pinna anale ha 2 (raramente 3) raggi spinosi. La pinna caudale è spesso bilobata, biforcuta, ma talvolta è arrotondata.[2][3][4][7]
Le colorazioni delle livree sono spesso vivaci e sgargianti, sono molto variabili a seconda della specie e della fase del ciclo biologico, ma spesso sono nelle tonalità del blu, del giallo, del verde o del grigio-marrone. Le livree più caratteristiche sono sicuramente quelle dei pesci pagliaccio (genere Amphiprion), di solito sui toni del giallo, dell'arancione, del rosso scuro o del marrone, con una, due o tre bande chiare, bianche o bianco-azzurre, spesso bordate di nero.[3]
Ecologia
[modifica | modifica wikitesto]I pomacentridi sono una componente molto importante della fauna ittica degli ecosistemi marini costieri, in particolare nelle acque calde delle regioni tropicali, dove sono molto comuni e diverse specie instaurano rapporti di simbiosi con altri organismi delle barriere coralline, in particolare con diverse specie di antozoi bentonici come coralli e anemoni di mare.


Molte specie di piccoli pomacentridi dei mari tropicali, come le castagnole del genere Chromis e le damigelle del genere Dascyllus, vivono associate ai coralli ramificati delle barriere coralline, in particolare i coralli dei generi Acropora e Pocillopora. Questi pesci si muovono nella colonna d’acqua sopra i coralli per predare i piccoli organismi dello zooplancton (principalmente crostacei copepodi) che vagano in sospensione nell’acqua; al minimo disturbo e alla minima minaccia, che può essere un predatore o semplicemente un subacqueo che muove l’acqua, si riparano immediatamente tra le ramificazioni dei coralli. Questi pesci svolgono tutto il ciclo biologico nei pressi dei coralli, si alimentano sopra di essi, e quando si riparano tra i coralli rilasciano le loro feci e urine ai coralli, lasciando quindi nutrienti e fertilizzanti utili al corallo. L'interazione consiste quindi di protezione (per i pesci) in cambio di nutrienti (per i coralli). Quindi la simbiosi è di carattere mutualistico in quanto entrambe le specie coinvolte dall'interazione sono avvantaggiate.[8]
In realtà le interazioni positive tra i coralli e i pomacentridi a loro associati sono diverse come sottolineato in uno studio recente: i pomacentridi associati ai coralli forniscono diversi benefici tra cui la rimozione dei sedimenti, la difesa dei coralli dai loro predatori, il miglioramento del flusso d’acqua e dell’ossigenazione, il riciclo dei nutrienti, la rimozione delle alghe e la riduzione di malattie e parassiti. Questi servizi sostengono la salute dei coralli migliorandone la crescita, riducendo lo stress e aumentando la resilienza ai disturbi.[9]
Per quanto riguarda i pomacentridi, la simbiosi più nota è sicuramente quella tra i pesci pagliaccio (genere Amphiprion) e le attinie o anemoni di mare, nelle barriere coralline tropicali del Mar Rosso e dell’Indo-Pacifico. I pesci pagliaccio vivono in simbiosi mutualistica obbligata con 10 specie di anemoni di mare dei generi Heteractis, Radianthus, Stichodactyla, Entacmaea e Cryptodendrum.


Il principale beneficio per i pesci pagliaccio è la protezione dai predatori: grazie al particolare muco cutaneo che ricopre la loro pelle, simile per composizione chimica al muco dei tentacoli dell'anemone stesso, possono vivere tra i tentacoli urticanti dell’anemone senza subire l’azione delle nematocisti, che sono velenose e molto pericolose per altri pesci delle medesime dimensioni. L’anemone costituisce quindi per il pesce pagliaccio un rifugio sicuro in cui vivere e riprodursi.[6]
Anche l’anemone di mare trae numerosi benefici dall'associazione con i pesci pagliaccio. I pesci pagliaccio difendono attivamente l’ospite da predatori come i pesci farfalla, favorendo una maggiore crescita dell'anemone di mare.[10] I pesci pagliaccio possono inoltre trasferire all’anemone residui di cibo e, attraverso le escrezioni, fornire azoto utilizzabile come nutriente dall’ospite e dalle sue microalghe simbionti (zooxantelle).[11][12] Questo apporto di nutrienti può favorire anche il recupero dopo fenomeni di sbiancamento.[13] Infine, i movimenti dei pesci tra i tentacoli aumentano la circolazione dell’acqua, migliorando ossigenazione e metabolismo dell’anemone.[14]
La simbiosi offre quindi al pesce protezione, rifugio, possibilità di riproduzione e talvolta cibo, mentre l’anemone beneficia della difesa dai predatori, dell’apporto di nutrienti, del sostegno alle zooxantelle e di una migliore ossigenazione.
Comportamento
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Alcune specie sono estremamente aggressive e territoriali.[7] Le castagnole e i pesci pagliaccio sono pesci molto aggressivi e determinati nella difesa del territorio, indipendentemente dalle dimensioni degli eventuali intrusi.
Per la loro abitudine a coltivare i territori, dove facilitano la crescita delle alghe di cui si alimentano, alcune damigelle e castagnole vengono anche definite coltivatori.
Alimentazione
[modifica | modifica wikitesto]L'alimentazione è varia e comprende specie erbivore come molti Abudefduf, Plectroglyphidodon e Stegastes, onnivore come Chrysiptera e Pomacentrus e planctofaghe come Chromis, Dascyllus e molti altri.[7]
Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Le uova sono bentoniche, vengono deposte sul fondo dalla femmina e vengono fecondate, sorvegliate, difese e prese in cura dal maschio.[4] Nei pomacentridi il maschio ripulisce un'area di roccia nuda o di corallo morto, e poi richiama la femmina a deporvi le uova (a volte con richiami sonori udibili anche dai subacquei, come il trillo della damigella Dascyllus trimaculatus). Il maschio si prende cura delle uova ossigenandole attraverso il movimento delle pinne pettorali e trasmettendo loro sostanze antibiotiche presenti nella sua saliva attraverso il mouthing, ossia la pratica secondo cui il maschio tocca le uova con le proprie labbra. Molte femmine possono deporre nel nido di un maschio di successo, che dovrà difendere molte uova dai predatori. Nel pesce sergente maggiore (Abudefduf vaigiensis) più maschi si associano per nidificare in un'area ristretta, che attira di solito grandi quantità di predatori delle uova (come labridi e pesci farfalla) pronti ad approfittare della minima distrazione per infilarsi in massa tra il genitore e il suo nido e rubare le uova.[6]

I pesci pagliaccio (genere Amphiprion) sono ermafroditi proterandrici. Tutti gli individui nascono maschi, all'interno del gruppo (che può essere fino a 12 individui che coesistono in uno stesso anemone) l'individuo adulto più grande svolge il ruolo di femmina dominante, il secondo individuo del gruppo per dimensioni è l'unico maschio sessualmente maturo, che con la femmina dominante forma la coppia di riproduttori. Gli altri individui sono tutti maschi immaturi. Alla morte della femmina il maschio dominante cambia sesso e matura, assumendo il ruolo della femmina, mentre tutto il resto dei maschi immaturi slitta avanti di un posto nella gerarchia, con il più grande tra loro che matura in maschio maturo riproduttore e diventa disponibile per la riproduzione con la nuova femmina dominante.[15]
Tassonomia
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I pomacentridi comprendono oltre 300 specie, classificate nelle seguenti sottofamiglie e generi:
- Pomacentrinae Bonaparte, 1831
- Abudefduf Forsskål, 1775
- Amblyglyphidodon Bleeker, 1877
- Amblypomacentrus Bleeker, 1877
- Cheiloprion Day, 1877
- Chrysiptera Swainson, 1839
- Dischistodus Gill, 1863
- Hemiglyphidodon Bleeker, 1852
- Hypsypops Gill, 1861
- Mecaenichthys Ogilby, 1885
- Microspathodon Günther, 1862
- Neoglyphidodon Allen, 1991
- Neopomacentrus Allen, 1975
- Nexilosus Tschudi, 1846
- Parma Günther, 1862
- Plectroglyphidodon Fowler & Ball, 1924
- Pomacentrus Bloch, 1787
- Pomachromis Allen & Randall, 1974
- Pristotis Rüppell, 1838
- Similiparma Hensley, 1986
- Stegastes Jenyns, 1840
- Teixeirichthys Rutter, 1897
- Lepidozyginae Allen, 1975
- Lepidozygus Günther, 1862
- Chrominae Allen, 1975
- Acanthochromis Bleeker, 1855
- Altrichthys Allen, 1999
- Chromis Cuvier, 1814
- Azurina Jordan & McGregor, 1898
- Dascyllus Cuvier, 1829
- Amphiprioninae Tang, 2001
- Amphiprion Bloch & Schneider, 1801
Acquariofilia
[modifica | modifica wikitesto]Sono tra i pesci marini tropicali più facili da allevare e riprodurre negli acquari domestici, l'unico problema è la fortissima territorialità di molte specie.[7]
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Boyer M., Atlante di flora e fauna del reef. Ecologia e biodiversità delle barriere coralline, Il Castello, 2011, ISBN 9788865201817.
- Ferrari A. e Ferrari A., Barriere Coralline, Mondadori, 2004, ISBN 9788804451570.
- Rossi G., Le scogliere coralline. Biologia ed ecologia degli ecosistemi delle scogliere coralline, Reef Check Italia Onlus, 2012, ISBN 9788890678301.
- Zanna B. e Moica D., Meraviglie dei Tropici, Gribaudo, 2006, ISBN 8879061887.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Pomacentridae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 2 dicembre 2014.
- 1 2
- Tortonese E. Ambienti e pesci dei mari tropicali, Calderini, 1983
- 1 2 3 4 (EN) FAMILY Details for Pomacentridae - Damselfishes, su fishbase.us. URL consultato il 13 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2025).
- 1 2 3
- Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.
- ↑ Louisy, 2006, p. 159
- 1 2 3 Massimo Boyer, Atlante di flora e fauna del reef. Ecologia e biodiversità delle barriere coralline, Il Castello, 2011, ISBN 9788865201817.
- 1 2 3 4 5
- R. Myers E. Lieske, Collins Pocket Guide: Coral Reef Fishes - Indo-Pacific and Caribbean, Harper Collins Publishers, 1996, ISBN 0-00-219974-2.
- ↑ Sally J. Holbrook, Andrew J. Brooks, Russell J. Schmitt, Hannah L. Stewart, Effects of sheltering fish on growth of their host corals, in Marine Biology, vol. 155, 10 Settembre 2008, p. 521–530, DOI:10.1007/s00227-008-1051-7.
- ↑ Adrian C. Stier, Tory J. Chase e Craig W. Osenberg, Fish services to corals: a review of how coral-associated fishes benefit corals, in Coral Reefs, vol. 44, 825–834, 2 Aprile 2025, DOI:10.1007/s00338-025-02647-4.
- ↑ Daphne Fautin, Jane A. Westfall, Paulyn Cartwrigh, Marymegan Daly, C. R. Wyttenbach, Coelenterate Biology 2003: Trends in Research on Cnidaria and Ctenophora, in Hydrobiologia, vol. 530/531, 2004, pp. 513-520, DOI:10.1007/978-1-4020-2762-8.
- ↑ Yuya Kobayashi, Yuki Kondo, Masanori Kohda, Satoshi Awata, Active provisioning of food to host sea anemones by anemonefish, in Scientific Reports, vol. 15, 2025, DOI:10.1038/s41598-025-85767-9.
- ↑ Modi Roopin, Raymond Henry e Nanette Chadwick, Nutrient transfer in a marine mutualism: Patterns of ammonia excretion by anemonefish and uptake by giant sea anemones, in Marine Biology, vol. 154, 2008, pp. 547-556, DOI:10.1007/s00227-008-0948-5.
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- ↑ (EN) Hans Fricke e Simone Fricke, Monogamy and sex change by aggressive dominance in coral reef fish, in Nature, vol. 266, n. 5605, 1977-04, pp. 830-832, DOI:10.1038/266830a0. URL consultato il 17 giugno 2024.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pomacentridae
Wikispecies contiene informazioni su Pomacentridae
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) damselfish, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Pomacentridae, su Catalogue of Life.
- (EN) Pomacentridae, su Fossilworks.org.
- (EN) Pomacentridae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Pomacentridae, su WoRMS.
- (EN) ITIS Standard Report Page: Pomacentridae, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 09/03/2010.
- Molte schede di Pomacentridi con foto, in italiano, su edge-of-reef.com. URL consultato il 17 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2006).
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 1598 · LCCN (EN) sh85104746 · BNF (FR) cb12320409k (data) · J9U (EN, HE) 987007563140105171 |
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