Pianella (calzatura)

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Pianella è un termine generico utilizzato per indicare diversi tipi di calzature con zeppa diffuse in Europa tra il XIV secolo e il XVII secolo[1]. Ad oggi, il termine è passato ad indicare un tipo di pantofola che lascia scoperto il piede alla caviglia[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pianelle rosse con zeppa rappresentate nel dipinto Due dame veneziane di Vittore Carpaccio

La pianella è considerata un'evoluzione dello zoccolo che in diverse forme e varianti fu indossato fino all'inizio dell'età moderna, prima che si diffondesse il costume di vestire scarpe in cuoio o pelle che rivestono completamente il piede.

La pianella a suola alta (di sughero o di legno, talvolta ricoperta in tessuto o altri materiali) fu indossata in diverse varianti in molti paesi europei e da diversi ceti sociali. In alcuni momenti storici la suola arrivò a uno spessore fino ai cinquanta centimetri, come nei modelli veneziani conservati al Museo Correr di Venezia. A seconda dell'altezza e del modello, essa segnalava l'appartenenza a una classe o a un gruppo sociale: la pianella fu infatti indossata tanto dalle donne dell'aristocrazia, quanto dalle popolane e dalle prostitute.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Riello e Peter McNeil (a cura di), Scarpe. Dal sandalo antico alla calzatura d'alta moda, Costabissara, Angelo Colla, 2007, p. 55, ISBN 978-88-89527-14-6.
  2. ^ Pianella. Vocabolario on line Treccani, su treccani.it. URL consultato il 3 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Riello e Peter McNeil (a cura di), Scarpe. Dal sandalo antico alla calzatura d'alta moda, Costabissara, Angelo Colla, 2007, ISBN 978-88-89527-14-6.

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