Petunia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Come leggere il tassoboxProgetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Petunia
Una surfinia
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superasteridi
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi
(clade) Lamiidi
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Sottofamiglia Petunioideae
Genere Petunia
Juss., 1803
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Genere Petunia
Specie

Petunia Juss., 1803 è un genere di piante dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Solanacee[1], originarie dell'America Meridionale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Petunia sp.
Petunia sp.

Comprende specie annuali o perenni, alte fino a 1 metro, con molti ibridi e cultivar, anche a forma nana, a fiori imbutiformi doppi o semplici, con generose e prolungate fioriture dalla primavera ai primi geli, in una gamma vastissima di colori dal bianco candido, al rosa, al rosso, al viola più o meno scuro e al rosso-mattone, con corolle increspate e arricciate; tra le specie più conosciute ricordiamo P. axillaris e P. integrifolia da cui sono derivati molti ibridi e cultivar dal portamento vario (nane, compatte, decombenti, etc.).

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere comprende le seguenti specie:[1]

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni il genere Petunia ha conosciuto un notevole successo commerciale, soprattutto grazie agli ibridi a portamento ricadente che hanno invaso il mercato guadagnando una notevole fetta di mercato nell'ambito dei fiori da balcone[2]. In Italia, e in molti altri paesi europei, l'ibrido più conosciuto è la Surfinia, varietà ricadente propagata a mezzo talea (la pianta è sterile, ovvero produce semi non utilizzabili) di cui esistono molte versioni anche a fiori doppi e mignon.[3] Negli Stati Uniti invece sono maggiormente diffusi diversi ibridi ricadenti propagati via seme, il più conosciuto dei quali è la Petunia Wave.[senza fonte]

Vengono coltivate in giardino a portamento eretto. Le petunie si possono anche coltivare in vaso profondo sui terrazzi, sia le forme erette che ricadenti.[4]

Piante facili da coltivare, richiedono una buona esposizione al sole o mezzo-sole, con terreno sciolto e permeabile, abbastanza fertile, privo di ristagno idrico; dopo una copiosa fioritura è da prevedere una drastica potatura dei fusti alla base, per favorire il ricaccio di nuovi steli fioriferi.[5]

La moltiplicazione avviene con la semina invernale sotto vetro e successivo trapianto dopo la fine del periodo freddo, o seminando in pieno campo in primavera nelle zone fredde o in autunno nelle regioni con inverni miti.[senza fonte]

Le varietà pregiate, non riproducibili per seme, vengono moltiplicate agamicamente per mezzo di talee fatte svernare sotto vetro.[senza fonte]

Delle petunie sono velenose tutte le parti della pianta[6].

Citazioni letterarie[modifica | modifica wikitesto]

La petunia è uno dei fiori maggiormente citati nei "Racconti" della celebre scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, Nuova Edizione Oscar Mondadori, 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Petunia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 3/4/2024.
  2. ^ Elena Tibiletti, Petunie, nel 2020 sono tutte nuove, su Passione in verde, 1º aprile 2020. URL consultato il 16 settembre 2020.
  3. ^ Surfinia: Consigli, Coltivazione e Cura, su L'eden di Fiori e Piante, 9 marzo 2018. URL consultato il 16 settembre 2020.
  4. ^ La felice petunia, su trafioriepiante.it. URL consultato il 16 settembre 2020.
  5. ^ Petunia: Consigli, Coltivazione e Cura, su L'eden di Fiori e Piante, 13 settembre 2020. URL consultato il 16 settembre 2020.
  6. ^ Petunia coltivazione, su Casa e Giardino, 16 dicembre 2018. URL consultato il 16 dicembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 35031 · LCCN (ENsh85100497 · BNF (FRcb12363667v (data) · J9U (ENHE987007538716905171
  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica