Paul Beatty

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Paul Beatty

Paul Beatty (Los Angeles, 9 giugno 1962) è uno scrittore e professore universitario statunitense.

Nel 2016, ha vinto il National Book Critics Circle Award[1][2] e il Man Booker Prize[3][4] per il suo romanzo Lo schiavista (The Sellout): per la prima volta nella storia uno scrittore statunitense è stato premiato col Man Booker Prize.[5]

Infanzia e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Los Angeles nel 1962, Paul Beatty ha ottenuto un Master of Fine Arts in scrittura creativa presso il Brooklyn College e un Master of Arts in psicologia presso l'Università di Boston. Nel 1980 si è diplomato presso la El Camino Real High School a Woodland Hills, California.

Attività da scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 Beatty è stato incoronato primo campione di Poetry Slam del Nuyorican Poets Cafè[6]. Uno dei premi per essersi aggiudicato questa competizione è stato il contratto per un libro, che lo ha portato a pubblicare il suo primo libro di poesie, Big Bank Take Little Bank (1991). A seguire, nel 1994, ha pubblicato un altro libro di poesie, Joker, Joker, Deuce, ed ha fatto diverse apparizioni in televisione su MTV e PBS, mentre recita le sue poesie. Nel 1993 gli è stato assegnato un premio dalla Fuondation of Contemporary Arts.

Il suo primo romanzo, Il Blues del ragazzo bianco (1996), ha ricevuto recensioni positive da Richard Bernstein del New York Times, che lo ha definito "un'esplosione di satira che proviene direttamente dal cuore della vita dei neri americani".[7] Il suo secondo romanzo, Tuff e la sua banda (2000), ha ricevuto commenti positivi dal Time. Nel 2006, Beatty ha curato un'antologia di umorismo afroamericano chiamata Hokum e ha scritto un articolo sul New York Times sullo stesso argomento.[8] Nel 2008 esce il suo terzo romanzo, Slumberland, che parla di un DJ americano a Berlino.[9]

Nel suo romanzo del 2015 Lo Schiavista, Beatty racconta di un contadino urbano che cerca di guidare una rivitalizzazione della schiavitù e della segregazione in un quartiere fittizio di Los Angeles. Elisabeth Donnelly del Guardian lo descrive come "un'opera magistrale che stabilisce Beatty come lo scrittore più divertente d'America"[10], mentre Reni Eddo-Lodge lo ha definito un "turbinio di satira" e ha continuato dicendo: "Tutto ciò che riguarda la trama de Lo schiavista è contraddittorio. Gli espedienti sono abbastanza reali da essere credibili, ma abbastanza surreali da far alzare le sopracciglia"[11]. Per completare il libro Paul Beatty ha impiegato più di cinque anni.[12]

Nel 2015 Lo Schiavista ha vinto il National Book Critics Circle Award[13] [14] e il Man Booker Prize.[15][16] Beatty è diventato il primo scrittore statunitense a vincere il Man Booker Prize, per il quale tutti i romanzi in lingua inglese sono diventati eleggibili nel 2014.[17][18]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Big Bank Take Little Bank, 1991
  • Joker, Joker, Deuce, 1994

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "National Book Critics Circle Announces Award Winners for Publishing Year 2015" Archiviato il 5 novembre 2016 in Internet Archive., March 17, 2016. Retrieved 2016-11-04.
  2. ^ Sandhu, Sukhdev, "Paul Beatty: ‘Slam poetry, TED talks: they’re for short attention spans’", The Guardian, June 24, 2016.
  3. ^ "Sellout Wins 2016 Man Booker Prize". The Man Booker Prize.
  4. ^ Alter, Alexandra, "Paul Beatty Wins Man Booker Prize With ‘The Sellout’", The New York Times, October 25, 2016. Retrieved 2016-10-25.
  5. ^ Masters, Tim, "Man Booker Prize: Paul Beatty becomes first US winner for The Sellout", BBC News, October 26, 2016.
  6. ^ Aptowicz, Cristin O'Keefe (2008), Words in Your Face: A Guided Tour Through Twenty Years of the New York City Poetry Slam. Soft Skull Press, p. 45. ISBN 1-933368-82-9.
  7. ^ (EN) Richard Bernstein, BOOKS OF THE TIMES;Black Poet's First Novel Aims the Jokes Both Ways, in The New York Times, 31 maggio 1996. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  8. ^ (EN) Paul Beatty, Black Humor, in The New York Times, 22 gennaio 2006. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  9. ^ (EN) Patrick Neate, Review: Slumberland by Paul Beatty, in The Guardian, 6 dicembre 2008. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  10. ^ (EN) Elisabeth Donnelly, Paul Beatty on writing, humor and race: 'There are very few books that are funny', in The Guardian, 10 marzo 2015. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  11. ^ (EN) Reni Eddo-Lodge, The Sellout by Paul Beatty review – a whirlwind satire about racial identity, in The Guardian, 11 maggio 2016. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  12. ^ A Swiftian hero, in The Economist. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  13. ^ National Book Critics Circle: National Book Critics Circle Announces Award Winners for Publishing Year 2015 - Critical Mass Blog, su blog.bookcritics.org. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  14. ^ (EN) Sukhdev Sandhu, Paul Beatty: ‘Slam poetry, TED talks: they’re for short attention spans’, in The Guardian, 24 giugno 2016. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  15. ^ The Sellout wins 2016 Man Booker Prize | The Booker Prizes, su thebookerprizes.com. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  16. ^ (EN) Alexandra Alter, Paul Beatty Wins Man Booker Prize With ‘The Sellout’, in The New York Times, 25 ottobre 2016. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  17. ^ (EN) Tim Masters, Beatty is first US author to win Booker, in BBC News, 26 ottobre 2016. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  18. ^ (EN) Charlotte Higgins, Turned down 18 times. Then Paul Beatty won the Booker …, in The Guardian, 26 ottobre 2016. URL consultato il 17 febbraio 2020.

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