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Paroikoi

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I paroikoi (in greco πάροικοι significa vicini), all'interno dell'impero bizantino, erano i cosiddetti contadini dipendenti, nell'ambito del sistema della pronoia, ai quali lo Stato o un signore affidava, tramite affittanze, la lavorazione dei propri possedimenti terrieri, in cambio di prestazioni, tasse e servizi.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, nel IV secolo, il termine indicava solo un dipendente fornitore di manodopera. In seguito identificò i contadini dei terreni di diretta proprietà dello stato (δηνοσιακοὶ πάροικοι - demosiakoi paroikoi) o quelli dei territori ceduti dallo stato a un signore (πάροικοι). Quest'ultimo sistema, secondo cui il terreno era affidato in amministrazione temporanea a personaggi potenti, in cambio di servizi ricevuti, era detto pronoia e aveva una durata definita, solitamente vitalizia, senza diritto all'alienazione né alla trasmissione agli eredi[1]. Nella situazione giuridica sancita dalla pronoia, i parokoi erano tenuti a pagare le tasse al pronoetes e non più allo stato. La condizione dei contadini era sostanzialmente simile in entrambi i casi: la dipendenza da un privato poteva essere una condizione migliore, o peggiore, a seconda delle condizioni individuali del signore[1]. Analoghe differenze potevano pertanto esistere anche tra contadini dipendenti da diversi signori[1].

I paroikoi venivano distinti in varie categorie (zeugaratoi, voidatoi, aktèmônes o pèzoi) a seconda della loro ricchezza e quindi del carico fiscale che erano in grado di sostenere.[2]

Differenze con i servi della gleba[modifica | modifica wikitesto]

Questo sistema viene a volte accostato al feudalesimo occidentale, sebbene vi siano evidenti differenze: l'affidatario agisce in rapporto con il forte sistema di sovranità statale dell'impero bizantino, a cui fa invece da contraltare il diverso status, peraltro di tipo contrattuale (rapporti tra suzerain e vassallo) della feudalità occidentale; diverso è anche il rapporto tra parokoi e affidatari, non assimilabile alla servitù della gleba, difettandovi, in particolare, il giuramento di fedeltà. Inoltre, lo status di paroikos, almeno fino al 1079, non era ereditario.[2]

Ruolo dei paroikoi nell'esercito bizantino[modifica | modifica wikitesto]

La pronoia ebbe un particolare sviluppo sotto la dinastia dei Comneni, quando l'istituto assunse un carattere militare che vincolava l'assegnatario delle terre a prestare personale servizio nell'esercito bizantino[1] Questo sistema di coscrizione si sommava al reclutamento delle truppe mercenarie straniere, contribuendo a garantire l'ossatura della potenza militare bizantina[1]. Si ritiene spesso che il signore, oltre agli obblighi personali, fosse tenuto a garantire la coscrizione di un certo numero di soldati, a seconda del valore dei beni ricevuti[1]. Ostrogorsky, ad esempio, ha dedotto che i paroikoi fossero tenuti a seguire il loro signore (forse anche agli ordini diretti, in una sorta di «esercito privato») nelle campagne militari in cui egli era tenuto a prestare servizio in favore dell'impero[3]. In funzione di questo obbligo, il carico delle tasse in capo ai parioikoi sarebbe stato attenuato.[3][4] Tuttavia entrambe le deduzioni, basate su documentazione indiretta, potrebbero avere un debole fondamento[4]. Questo potrebbe lasciare spazio all'ipotesi di un generico inquadramento di paroikoi nella fanteria imperiale, scollegato dall'obbligo del signore di garantire la coscrizione dei propri contadini dipendenti[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f The Cambridge Economic History of Europe from the Decline of the Roman Empire, p. 226
  2. ^ a b La Civiltà bizantina dal XII al XV secolo, pag. 400
  3. ^ a b Georg Alexandrovič Ostrogorsky, Storia dell' impero bizantino, Einaudi, 2005, p. 337 e segg.
  4. ^ a b c The Late Byzantine Army, pagg. 227-229

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]