Pardalotus

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Pardalotus
Pardalotus punctatus 1838.jpg
P. punctatus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Passeri
Infraordine Corvida
Superfamiglia Meliphagoidea
Famiglia Pardalotidae
Strickland, 1842
Genere Pardalotus
Vieillot, 1816
Specie

Pardalotus Vieillot, 1816 è un genere di uccelli passeriformi, l'unico ascritto alla famiglia Pardalotidae Strickland, 1842[1].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome scientifico del genere, Pardalotus, deriva dal greco παρδαλωτος (pardalōtos, "maculato come un leopardo"), in riferimento alla livrea di molte specie.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli di piccole dimensioni (8,5–12 cm), dall'aspetto robusto e paffuto, muniti di grossa testa con becco corto e forte di forma conica, ali appuntite, zampe corte e forti e coda corta e squadrata.

Il piumaggio presenta differenze fra le varie specie, mantenendosi generalmente di colore giallo su faccia e petto, nonché su codione e sottocoda, e bianco sul ventre, mentre la calotta è nera (fa eccezione il pardaloto tasmaniano, che manca di questa caratteristica) e l'area dorsale è più scura, grigia o nerastra. Tutte le specie presentano sopracciglio chiaro (giallo o bianco) su mascherina scura, mentre sulle ali le singole penne presentano una macchia nera sulla punta, a dare un effeto maculato all'area che frutta a questi uccelli il nome comune ed il nome scientifico.
Il dimorfismo sessuale è in genere ben evidente, con le femmine dalla colorazione più sobria.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli diurni che vivono in coppie, spesso associandosi a stormi misti con altre specie[2]: si nutrono principalmente di insetti reperiti cercando fra il fogliame e di manna: i pardaloti sono particolarmente adattati a nutrirsi delle larve degli psillidi, ricoperte di melata, per ottenere le quali competono con gli aggressivi melifagidi, passando il 5% della propria giornata ad evitare gli attacchi di questi uccelli al fine di difendere le proprie fonti di cibo[3].

Questi uccelli, caso raro fra i passeriformi, nidificano in lunghi tunnel orizzontali scavati nel terreno: monogami, ambedue i genitori collaborano in tutte le fasi dell'evento riproduttivo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia è endemica dell'Australia, della quale tre specie abitano ampie porzioni, mentre una (il pardaloto dalle quaranta macchie) popola piccole aree della Tasmania: tutti i pardaloti sono legati all'eucalipto, popolando un po' tutte le formazioni a predominanza di queste piante, dalle foreste primarie al mallee cespuglioso.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

In alto P. rubricatus
Al centro e in basso P. striatus.

La famiglia è monotipica, constando di un singolo genere al quale vengono ascritte quattro specie[1]:

Famiglia Pardalotidae

La sistematica del genere è stata piuttosto travagliata: inizialmente ascritti ai Pipridae, in base a criteri fenetici (aspetto massiccio, pattern della colorazione, riduzione della decima remigante primaria), le quattro specie sono state in seguito spostate fra i Dicaeidae, ma le analisi a livello molecolare hanno rivelato una parentela piuttosto stretta con i Dasyornithidae e soprattutto con gli Acanthizidae, dei quali rappresenterebbero un clade basale[4]. Alcuni autori proporrebbero l'accorpamento delle due famiglie (, col nome Pardalotidae che avrebbe la precedenza secondo il principio di priorità[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Pardalotidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 22 febbraio 2018.
  2. ^ Bell, H. L., Composition and Seasonality of Mixed-Species Feeding Flocks of Insectivorous Birds in the Australian Capital Territory, in Emu, vol. 80, nº 4, 1980, p. 227–232, DOI:10.1071/MU9800227.
  3. ^ Woinarski, J. C. Z., Small birds, Lerp-feeding and the problem of Honeyeaters, in Emu, vol. 84, nº 3, 1984, p. 137–141, DOI:10.1071/MU9840137.
  4. ^ a b (EN) John H. Boyd III, Pardalotidae: Gerygones and allies, su jboyd.net. URL consultato il 21 febbraio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pardalotus, in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
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