Paolo Angelini

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Paolo Fiore Angelini.jpg

Paolo "Fiore" Angelini (Rimini, 17 febbraio 1966[1]) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano di cinema narrativo e documentari. Attualmente è professore a contratto presso l'Università di Bologna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Debutta nel 1991 con un film collettivo, Link Prate TV, dedicato all'omonima televisione amatoriale, un fenomeno che aveva avuto luogo tra le case occupate del quartiere Pratello di Bologna durante gli anni novanta[2]. Nel 1996 Angelini scrive il soggetto, la sceneggiatura e cura la regia del cortometraggio SK Rock Cafè, che verrà presentato in concorso al Festival di Venezia (nella categoria Giovani Leoni)[3] e al Festival international du court métrage de Clermont-Ferrand. Sempre nello stesso anno firma poi la regia de La rivoluzione non è più quella, per la produzione di Gianluca Arcopinto.

Nel 2001 realizza Paris, Dabar, partire da una sceneggiatura intitolata La strada senza luna scritta a quattro mani con Maurizio Braucci, sceneggiatore di Gomorra e Reality, e che doveva narrare le tragiche vicende di un transessuale nel quartiere "Pratello" di Bologna[3], luogo già esplorato in Link Prate TV:

«Il film racconta una strada e i personaggi che la percorrono e la vivono quotidianamente. Una strada storicamente popolare più o meno nel cuore di una città: in ogni centro urbano esiste un posto del genere, una specie di frontiera anarchica che resiste senza fare barricate, vissuta da persone all’apparenza singolari ma che di fatto stanno lì come chiunque altrove. La gara alcolica è stata un’idea per raccontarli, un pretesto che ha messo tutti d’accordo. Così ho deciso di fare il film.»

(Paolo Angelini[4])

«[...] il Pratello era un posto popolare, però era anche obliquo, nel senso che qualcuno diceva "Non ci vado in Pratello, ho paura!". E quindi starci dentro significava stare dall'altra parte della paura [...]. Avendo vissuto lì conoscevo tanta gente, frequentavo il bar che allora era un bar di vecchi, di matti, perché c'era il manicomio, avanzi di galera, c'era di tutto insomma... Era anche la via delle prostitute e dopo dei trans... Insomma il Pratello era un posto meraviglioso e quindi avevo deciso di farci un film.»

(Paolo Angelini, 2014[5])

Il film verrà premiato come migliore film al NIFF[6] e alla Triennale di Milano[7]. Verrà inoltre proiettato fuori concorso alla Biennale di Venezia[8].

Nel 2003 Paolo Angelini diviene insegnante presso l'Università di Bologna, inizialmente presso il corso di laurea in DAMS e poi, successivamente, presso il CITEM, dove tuttora presiede la cattedra di Elementi di regia audiovisiva ed Elementi di sceneggiatura[9]:

«Per me [l'insegnamento] è una cosa importante, perché molti miei studenti diventano miei collaboratori. Ad esempio il mio aiuto regista è stato un mio studente. Mi piace insegnare, ovviamente è quello che so fare, poi insegnare regia e sceneggiatura significa lavorare su queste cose. C'è una teoria importante per quanto riguarda la scrittura e la regia, ma la teoria più importante è la continua riflessione su quello che fai. Io non sono un intellettuale, nel senso che non so spiegare tante cose, ma so cosa è il mio lavoro e cerco di trasmetterlo ai miei studenti. È nell'interazione, nel rapporto che tu crei con gli studenti... Io imparo anche. È facendo delle cose che tu rifletti e l'università per me, in qualche modo, è la mia scuola, cioè sono io che apprendo trasmettendo un sapere.»

(Paolo Angelini, 2014[10])

Dopo avere firmato, nel 2006, la produzione di A chi tanto, a chi niente, per la regia di Michele Vietri, sarà proprio il contatto con i suoi studenti a ricondurlo dietro la macchina da presa. Nel 2012 Angelini ritorna infatti sul set, con Quelli del DAMS, progetto a metà tra il documentario e la fiction, che racconta l'intreccio delle vite di sei studenti. L'idea per il racconto è sviluppata a partire dall'effettiva esperienza di alcuni studenti di Angelini, che vennero invitati a fare da giuria al Bellaria Film Festival[11]. Il film venne presentato il 3 Giugno al festival di Bellaria, presso il quale il regista assieme ai suoi studenti farà parte della giuria[12], e il 12 Giugno al Biografilm Festival di Bologna.

Nel 2013 realizza il corto Appunti per un film su Isotta Zerri, la signora dei cappelli. , ricostruzione della vita della modista bolognese , che ha collaborato con Chanel e Dior facendo la storia del cappello d'alta moda dagli anni 30 agli anni 80.

Durante il 2014 realizza il film GERMANO SARTELLI. La forma delle cose - Conversazioni sul grande artista imolese. Il film viene proiettato come evento di Artefiera gennaio 2016 alla Cineteca di Bologna, come evento speciale al Teatro Comunale di Imola, terra di nascita dell'artista, e partecipa alla Triennale di Milano nel maggio 2016.

Nel 2015 partecipa alla realizzazione di Le radici dei sogni - L'Emilia Romagna tra cinema e paesaggio, documentario di Francesca Zerbetto e Dario Zanasi che studia il rapporto tra l'Emilia-Romagna e la poetica attraverso le esperienze di alcuni autori del cinema italiano[13].

Durante il 2015 gira Ho conosciuto Magnus, ritratto dell'autore di fumetti Roberto Raviola. Il film è parte di un progetto più ampio, promosso da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che comprende la mostra dal titolo Magnus e l'altrove. Favole Oriente, Leggende a cura di Luca Baldazzi e Michele Masini[14], allestita presso la sede della Fondazione, e il libro, Magnus prima di Magnus. Gli anni dell'apprendistato di un maestro del fumetto di Luca Baldazzi[15]. La copia lavoro working progress viene presentata il 22 novembre 2015 al Festival BilBOlBul.

Il film completato nel 2016 è presentato in concorso al festival Biografilm[16].

Nel 2016 dirige ER Connection, documentario, prodotto da Kronos film sulle infiltrazioni criminali nel Reggiano e lungo la Riviera adriatica, da Rimini a Gabicce; un coro di voci e volti coinvolti a vario titolo in inchieste di mafia che testimoniano la complessità del fenomeno e il suo radicamento sul territorio. Il film rientra nel progetto di ricerca “Segnali di mafia” coordinato da Marco Santoro, docente di sociologia all’Università di Bologna. Per la sua realizzazione, Angelini si avvale del supporto di Marco Santoro e Marco Solaroli autori della ricerca e con i quali firma la sceneggiatura.

Durante il 2016 inizia a girare il film lungometraggio Opera Mundi, Rigoletto Experientia. Le riprese dall’interno del Teatro Comunale di Bologna proseguiranno poi a Comacchio, Ravenna, Roma, Siracusa, Catania, Palermo, Trapani, Berlino, Parigi e Londra e si concludono alla fine del 2017. Il film mette in scena la rappresentazione: inizia con una citazione di Nicholas Ray: Sopravviviamo grazie a quello che riveliamo di noi stessi. Dall’allestimento del Rigoletto di Giuseppe Verdi, poi … il palcoscenico si dilata fino ad abbracciare il mondo contemporaneo, in una riflessione che percorre il tempo dello spirito, il divino, la follia. La città stessa diviene una composizione di tanti luoghi dell'anima e della memoria[17]. Dopo una lunga gestazione il film è mostrato per la prima volta al pubblico, in versione non definitiva, nel febbraio 2020 all’European Film Market Berlin. Si conclude con la versione definitiva nella primavera 2020.

Nel 2020 scrive e dirige il documentario Il Codice Bologna 1980-2020. Un docufilm tra i meandri della strage di Bologna e i suoi responsabili''[18]. Tra le azioni intraprese dall’associazione dei familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, volte a scoprire la verità e a ottenere giustizia, determinante fu quella di creare un rudimentale software, un archivio e una mappa per orientarsi nel materiale processuale. In seguito, a partire dal 2008, l’associazione contribuirà in maniera determinante alla digitalizzazione di tutti i materiali processuali. Un lungo lavoro concluso nel 2019, ma che già a partire dal 2017 permetterà alla polizia giudiziaria di avviare nuove indagini. Il film è presentato il 2 agosto 2020 in Piazza Maggiore a Bologna in occasione del 40º anniversario della strage.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regia e sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Angelini - registi - filmografie - Filmitalia
  2. ^ Fabio Melelli, Francesco Rondolini, Bologna. Il cinema sotto i portici, Perugia, Morlacchi Editore, 2014, p. 171 - 172
  3. ^ a b Fabio Melelli, Francesco Rondolini, Op. Cit., p. 173
  4. ^ http://www.ilcorto.it/pdf/PaoloAngelini.pdf
  5. ^ Fabio Melelli, Francesco Rondolini, Op. Cit., p. 172
  6. ^ Corriere della Sera - «Paris Dabar» è il miglior, su www.corriere.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  7. ^ Paolo "Fiore" Angelini - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  8. ^ Le osterie del Pratello vivono in «Paris Dabar» - l'Unità.it, su cerca.unita.it. URL consultato il 29 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2016).
  9. ^ UniboRubrica - Università di Bologna, su www.unibo.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  10. ^ Fabio Melelli p. 177"
  11. ^ Quelli del DAMS Angelini torna al cinema e racconta i suoi studenti - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  12. ^ BELLARIA FILM FESTIVAL 31 maggio-03 giugno 2012 - Bellaria Igea Marina, su www.bellariaigeamarina.org. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  13. ^ Le Radici dei Sogni. L'Emilia-Romagna tra Cinema e Paesaggio (2015), di Francesca Zerbetto, Dario Zanasi - CinemaItaliano.info, su CinemaItaliano.info. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  14. ^ D-sign.it, Magnus e l'altrove. Favole, Oriente, Leggende - Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, su fondazionedelmonte.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  15. ^ ALESSANDRO EDITORE: MAGNUS PRIMA DI MAGNUS 0 - MAGNUS PRIMA DI MAGNUS, su www.alessandroeditore.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  16. ^ Biografilm Festival | International Celebration of Lives, su www.biografilm.it. URL consultato il 19 novembre 2020.
  17. ^ Opera Mundi (2020) | FilmTV.it. URL consultato il 19 novembre 2020.
  18. ^ Un docufilm tra i meandri della strage di Bologna e i suoi responsabili, su Globalist. URL consultato il 19 novembre 2020.
  19. ^ Dr. F2Gi, S.K. RO CAFÉ, 6 aprile 2013. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  20. ^ Episodi di Distretto di Polizia (ottava stagione)
  21. ^ Fabio Melelli, Francesco Rondolini, Op. Cit., p. 171