Paganino Paganini

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Paganino Paganini, o De Paganinis (Cigole, metà XV secolo – Cecina, 1538), è stato un tipografo e editore italiano.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Cigole, località posta nella Bassa Bresciana, verso la metà del XV secolo. Era figlio di Gaspare Paganini, presto inurbato e divenuto cittadino bresciano. Tenuto conto che il territorio della Bassa Bresciana ha fornito parecchi addetti alla produzione del libro, gli interessi verso l'editoria e il commercio librario potrebbero trovare in quell'ambiente una ragione di essere. Da Cigole provenivano lo stampatore Giovanni Antonio Bresciano, attivo a Brescia fra il 1508 e il 1529, e i fratelli Damiano e Giacomo Filippo Turlini, il primo dei quali, Damiano, stampatore a Brescia dal 1531, fu capostipite di una dinastia di tipografi attivi sino all'ultimo quarto del Settecento. Dalla vicina Asola, allora podestaria bresciana, provenivano altri importanti produttori e mercanti di libri, come Andrea Torresano, attivo a Venezia e divenuto poi suocero di Aldo Manuzio, e Antonio Blado, importante stampatore a Roma. Paganino si trasferì a Venezia ancora in giovane età; provvisto dal padre di buone risorse economiche tanto da entrare ufficialmente nel campo dell'editoria dal 1483, quando insieme al socio Giorgio Arrivabene, procurava per i tipi di Bernardino Benaglio, la stampa di un messale romano. La società con l'Arrivabene, mantovano e pertanto originario di territori limitrofi, durerà sino al 1488. Sin da subito Paganino si era inserito perfettamente negli ambienti dell'editoria bresciana del momento. Non sappiamo quando, ma in quegli anni egli era in rapporti d'affari a Venezia con il celebre libraio Francesco della Fontana, ossia il tedesco Franz Renner di Heilbrunn, del quale sposerà la figlia Cristina. Se si tiene conto che un'altra figlia del Renner, Isabeta, era andata sposa a Giovanni Bartolomeo da Gabiano, mercante di libri con succursali a Lione, nelle Fiandre e a Londra, si capisce perfettamente la sua posizione nel mondo dell'editoria veneziana e nel commercio librario internazionale.

Tornò indipendente nel 1487, anno in cui stampò e pubblicò il suo primo lavoro autonomo, ovvero una copia del Messale Romano (pubblicato per la prima volta nel 1474). Negli anni che seguirono si dedicò alla stampa di diverse opere riguardanti teologia e giurisprudenza, ma le opere che più lo caratterizzano furono le stampe degli scritti di Fra' Luca Pacioli, tra le quali figurano i celebri Summa de arithmetica (1494) e De Divina Proportione (1509).

Nel 1517 tornò col figlio Alessandro e la moglie nella sua terra d'origine, nel bresciano, dove fondò una propria tipografia all'interno del monastero sull'Isola del Garda e dove pubblicò due nuove opere teologiche che riportano l'indicazione della vicina città di Salò; in seguito si stabilì nella località di Toscolano, attualmente frazione del comune di Toscolano Maderno. Qui continuò la collaborazione col figlio, anch'egli tipografo ed editore, iniziata già nel 1506 e che durò sino al 1525, dedita alla stampa di classici latini e italiani di piccolo formato. Una delle ultime opere principali di Paganino fu il Vergerio (1526).

Nei suoi ultimi anni di vita si trasferì più a monte, nella località di Cecina, anch'essa attualmente frazione di Toscolano Maderno, dove morì nel 1538.

Tra l'agosto del 1537 e l'agosto del 1538 avrebbe pubblicato la prima copia stampata in assoluto del Corano, in caratteri mobili arabi[1]; di fatto si pensava che di essa non fosse rimasta più nessuna copia, ma nel 1987 la studiosa Angela Nuovo scoprì a Venezia, nella biblioteca del convento dei Francescani sull'isola di San Michele, un esemplare del libro, ora custodito nel convento di San Francesco della Vigna.

La vita e le opere di Paganino Paganini e del figlio Alessandro sono oggi raccontate presso il Museo della Carta di Toscolano Maderno, che conserva preziose cinquecentine da essi stampate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ANGELA NUOVO, Il Corano arabo ritrovato (Venezia, Paganino e Alessandro Paganini, tra l’agosto 1537 e l’agosto 1538), «La Bibliofilía», IC (1987), pp. 237-271

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Angela Nuovo, Alessandro Paganino (1509-1538). Padova, Antenore, 1990, passim;
  • Ead., Il Corano arabo ritrovato, in "La Bibliofilia", LXXXIX (1987), pp. 237–271;
  • treccani.it.
  • sapere.it.
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