Osteria del Gambero Rosso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Osteria del Gambero Rosso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Località Pescia
Indirizzo via San Gennaro 2
Coordinate 43°53′59.79″N 10°39′08.28″E / 43.899941°N 10.652301°E43.899941; 10.652301Coordinate: 43°53′59.79″N 10°39′08.28″E / 43.899941°N 10.652301°E43.899941; 10.652301
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1961 - 1963
Inaugurazione 1963
Realizzazione
Architetto Giovanni Michelucci

L'Osteria del Gambero Rosso è un edificio per uso alberghiero situato in via San Gennaro 2 a Pescia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'inaugurazione del parco di Pinocchio, il sindaco di Pescia Rolando Anzillotti annunciò un ulteriore ambizioso progetto consistente nella realizzazione di un museo-biblioteca, ove raccogliere le varie edizioni del Pinocchio e le pubblicazioni tematicamente affini, e della creazione dell'Osteria del Gambero Rosso, ingresso ufficiale al parco con bar, ristorante e albergo.

Del progetto del museo fu incaricata Anne Marie Mahieu De Luigi (che nel 1959 consegnò un progetto, rimasto irrealizzato, di cui presso la Fondazione Collodi sono conservati alcuni disegni schematici), mentre per l'Osteria venne incaricato Giovanni Michelucci. Questi redasse un primo progetto nell'agosto del 1958, preceduto da una ampia serie di schizzi di studio (anch'essi datati 1958 e conservati presso il Centro Michelucci a Pistoia). Nel 1959 il sindaco ridefinì il progetto generale, prevedendo anche un ampliamento del parco e Michelucci rivide il progetto (insieme con Alessandro Giuntoli, titolare dell'impresa di costruzioni Sfels) che venne ripresentato l'anno seguente, comprendendo una seconda volumetria contigua, mai realizzata, destinata ad accogliere autonomamente l'albergo e riservando all'Osteria del Gambero Rosso la sola funzione di bar-ristorante. I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1961.

L'Osteria fu inaugurata nella primavera del 1963.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Ubicata in prossimità della riva del torrente Pescia di Collodi, fra la strada e il boschetto di lecci che circonda la piazzetta dei Mosaici, l'Osteria costituisce, insieme con il più recente fabbricato del "Laboratorio delle parole e delle figure" progettato dall'architetto Carlo Anzillotti con il coordinamento di Giovanni Michelucci, una sorta di "propilei" del parco di Pinocchio.

L'inclinazione particolare della copertura, costituita da due falde di diversa ampiezza, e le piccole, ma ripetute articolazioni volumetriche, con piccoli corpi in aggetto, zone di penombra determinate dai portici e dalle logge, concorrono a definire una singolare rivisitazione del modello formale della casa colonica toscana suggerendo una volontà di mimesi con gli edifici preesistenti limitrofi, oggi sostanzialmente alterati da banali manutenzioni, e con il panorama agrario più in generale. Verso la piazzola d'ingresso si presenta come una massiccia volumetria incisa da piccole aperture asimmetriche, mentre il fronte opposto è scavato da un portico con sovrastante loggia e da più ampie finestrature così da costituire un filtro più fluido verso l'ambiente naturale. Da questo lato è possibile infatti intravedere il torrente e, in alto sulla collina, il borgo antico concluso in basso dalla Villa Garzoni con il suo scenografico parco.

Negli schizzi del 1958, conservati presso il centro Michelucci di Pistoia, prevale un decorativismo calligrafico in cui il tema dell'albero si trasforma ora in arabesco[1], ora in elemento strutturale o addirittura trave reticolare[2] per dare progressivamente corpo a quei pilastri ramificati a ventaglio che caratterizzano il progetto realizzato e che diverranno, forse proprio a partire da questo progetto, un tema costante nella ricerca architettonica michelucciana.

Fortuna critica[modifica | modifica wikitesto]

A fronte di un sostanziale successo di pubblico del parco (tale da consentire, nel 1986, la realizzazione del museo-laboratorio, su progetto dell'arch. Carlo Anzillotti), l'Osteria del Gambero Rosso è stata lungamente trascurata anche dagli stessi studi sull'opera michelucciana, forse perché la sua realizzazione cade nell'arco cronologico del grande cantiere della Chiesa dell'Autostrada del Sole, su cui era già concentrata l'attenzione della critica. Occorre attendere la relativa scheda curata da Cristina Buscioni nel catalogo della mostra La città di Michelucci, alla basilica di Fiesole nel 1976, per interrompere questa sostanziale dimenticanza, mentre nel catalogo dell'opera michelucciana, curato da Belluzzi e Conforti nel 1986, viene messo in risalto non solo che in questo edificio debuttino alcune delle "sigle" che si ritrovano in gran parte dei progetti successivi di Michelucci, ma anche come «...le forme lenticolari e gli spigoli arrotondati non sono riconducibili al versante organico-espressionista e si apparentano piuttosto ad una tendenza calligrafica - tarda ramificazione del Neoliberty - diffusa in area fiorentina negli anni Sessanta e avvertibile in alcuni disegni di Michelucci»[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ cfr. dis. n.703, 704 e 706, schedatura Centro Michelucci, Pistoia.
  2. ^ cfr. dis. n. 700, 701, 702, 705 e 853, schedatura Centro Michelucci, Pistoia.
  3. ^ Belluzzi e Conforti 1986, p. 139

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Insegna
  • Ultimata l'Osteria del Gambero Rosso, in Scena Illustrata, 1963.
  • AA.VV., Omaggio a Pinocchio, Quaderni della fondazione nazionale Carlo Collodi, n. 1, 1967.
  • E. Godoli (a cura di), La città di Michelucci, cat. della mostra, basilica di Sant'Alessandro, Fiesole, 30 aprile-30 maggio 1976.
  • B. Sacchi (a cura di), L. Quaroni, S. Di Pasquale, Landucci G., Giovanni Michelucci. La pazienza delle stagioni, Firenze 1980.
  • A. Belluzzi e C. Conforti, Giovanni Michelucci. Catalogo delle opere, Milano 1986 (2ª ed. 1996).
  • Marco Dezzi Bardeschi (a cura di), Giovanni Michelucci - un viaggio lungo un secolo: disegni di architettura, catalogo della mostra, Parigi, Centre Georges Pompidou, 27 ottobre 1987-4 gennaio 1988, Firenze, Palazzo Vecchio, 5 marzo-17 aprile 1988, Firenze 1988.
  • A. Suppressa (a cura di), Itinerari di architettura moderna. Pistoia, Pescia, Montecatini, Firenze, 1990.
  • G. Guarisco (a cura di), Marco Dezzi Bardeschi, Giovanni Michelucci (1891-1990), il progetto continuo, collana A-letheia 3, catalogo della mostra Giovanni Michelucci: il viaggio di Ulisse, Sala mostre della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, 24 marzo-9 aprile 1992, Firenze 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]