Orazi (pittore)

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ORAZI (che scriveva il suo nome d'arte in maiuscolo, ORAZI) (28 febbraio 190619 gennaio 1979) è stato un pittore francese, appartenente all'École Française[1], membro dell'École de Paris (o nouvelle École de Paris).

A Parigi, egli installò il suo atelier in Boulevard du Montparnasse sin dal 1934.[2] In effetti, Montparnasse aveva sostituito Montmartre come centro artistico ed intellettuale di Parigi ed anche come epicentro della vita culturale dei membri della École de Paris. È documentato che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946-1947, egli si trasferì in un altro atelier - sempre nel quartiere di Montparnasse - che rimase lo stesso sino alla sua morte.

La sua produzione ha seguito un'evoluzione che spinse la sua ricerca dal figurativo all'informale, dall'espressionismo all'astrazione: la sua opera fu sovente caratterizzata  da effetti di materiali in rilievo - Peinture en Relief-, più o meno sporgenti dalla tela e aggettanti rispetto al telaio dei quadri. Egli ritornò alla pittura figurativa, con una serie di paesaggi, nella sua ultima, breve, fase artistica.

ORAZI (pronuncia francese: Orasì) è il nome che egli adottò durante la sua carriera, scritto in genere in lettere maiuscole, specialmente in Francia, per distinguersi da una serie di artisti, anche del medesimo albero familiare, attivi in Francia - sin dal XVII°, XVIII° secolo - e originari del Bolognese e dell'Italia Centrale.[3]

Fu un membro storico del Salon de Mai di Parigi, ove le sue opere furono continuativamente esposte dal 1947 al 1979.

Nel 1952 fu nominato Sociétaire, per la sezione Pittura della ‘Société du Salon d'Automne’, dalla quale dipendeva l'esposizione artistica che, svolgendosi nell'autunno di ogni anno, era stata denominata Salon d'Automne, che allora aveva sede al Grand Palais di Parigi: il noto appuntamento artistico annuale parigino creato nel 1903.

Dal 1934 sino all'anno della morte, nel 1979, egli ha partecipato a una lunga serie di esposizioni, di cui molte furono quelle personali, soprattutto a Parigi ma anche in altre località della Francia, come pure in Europa, Messico e Giappone. Vi sono state anche alcune mostre personali post mortem, dal 1980 al 2006.

Successivamente ad esse, il fotografo e artista statunitense Peter H. Beard riprodusse nel Calendario Pirelli del 2009 quattro sue opere della fase Peinture en Relief : esse sono visibili nella Home Page del sito web dedicato a ORAZI e sono state riprodotte anche dalla rivista russa Europa.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La formazione. La prima fase della carriera artistica.[modifica | modifica wikitesto]

ORAZI seguì studi classici, interessandosi in particolare a storia, filosofia, estetica greca e romana, storia dell'arte, oltre a studiare pianoforte e poi composizione. A partire dalla scuola secondaria si impegnò anche nella pittura e nello studio delle tecniche artistiche. Egli ebbe dunque una formazione approfondita nelle scienze umane e nell'arte, che avrebbe costituito una solida base per le sue successive esperienze artistiche. L'arte e la pittura sarebbero diventate la sua vocazione e la passione della sua vita, come notò la critica d'arte francese Hélène Parmelin nel 1980.[5]

Da giovane egli era costantemente in movimento, alla ricerca di nuove esperienze artistiche.

A Parigi, sin dal 1930, egli partecipò all'intensa vita intellettuale che fece del quartiere di Montparnasse il luogo d'incontro come pure di elaborazione di nuove teorie ed esperienze artistiche.

Verso la fine degli anni 1920 era invece a Venezia, ov'erano presenti artisti famosi quali Filippo de Pisis e Leonardo Dudreville. Egli era bene integrato in quel milieu artistico; Dudreville lo considerava un suo pupillo[6] e, nel 1927, disegnò un suo bellissimo ritratto.[7] Successivamente, quando nel 1934 ORAZI avrebbe esposto con una personale alla ‘Galleria Pesaro', molto reputata a quel tempo, Dudreville scrisse la prefazione al catalogo.[8]

Nel 1934 e nel 1936 ORAZI espose alla Biennale di Venezia[9]; nel 1935 espose alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma (Quadriennale di Roma)[10].

Nel 1937, a Parigi, la 'Galerie de Paris' organizzò per lui una mostra personale.[11] Nel 1937 e 1938 egli espose, sempre a Parigi, al Primo e Secondo Salon des Jeunes Artistes.[12]

Alcuni dipinti del 1936, 1937 e 1941 furono inoltre commissionati dalle fondazioni milanesi Ospedale Maggiore e Trivulzio.[13]

I lavori di quegli anni, sino approssimativamente al 1945-1946, furono essenzialmente ritratti, nature morte, paesaggi, composizioni, che rivelano chiaramente gli elementi distintivi della pittura di ORAZI, caratterizzata non solo dal suo legame con le Avanguardie storiche ma anche con i grandi nomi dell'arte Post-impressionista francese e nella quale un posto predominante era riservato alla ricerca sul colore nella rappresentazione fisica di oggetti e personaggi.[14]

La maturità artistica. La Peinture du Mouvement[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli anni della lotta contro l'occupazione tedesca, subito dopo il periodo della Liberazione, ORAZI fu tra gli artisti del neonato Salon de Mai [15] - nato dall'Associazione fondata nel 1943 (dichiarata alla fine del 1944) come opposzione all'ideologia dell'arte nazista -, le cui mostre annuali divennero un nuovo e importante appuntamento artistico parigino. In tale milieu, già nel 1946, egli strinse con il pittore, litografo e designer Édouard Pignon - anch'egli membro della cerchia artistica della nouvelle Ecole de Paris[16] - un'amicizia profonda, destinata a mantenersi tutta la vita.

Al Salon de Mai ORAZI espose regolarmente i suoi lavori, per oltre tre decenni, dal 1947[17]sino all'anno della sua morte[18]. Nella nota introduttiva al Catalogo dell'esposizione del 1979, dal titolo « La volonté de Continuer » (la volontà di continuare), la scomparsa di ORAZI fu ricordata dal Presidente - Fondatore Gaston Diehl con queste parole: «Tengo a a richiamare il ricordo di coloro che ci hanno recentemente lasciato [...] e in particolare due pittori che furono tanto a lungo nostri fedeli compagni di cammino, ORAZI e BURTIN».[19]

Dalla fine degli anni quaranta ORAZI si fece notare per un suo nuovo stile, che fu chiamato Peinture du Mouvement dal critico d'arte francese Jean-Pierre Pietri[20], dalle colonne del giornale Les Lettres Françaises: era infatti caratterizzato dal lavoro sugli effetti dinamici del corpo umano (e degli animali) in movimento, enfatizzati dalla forza del colore.[21] I dipinti di tale fase si collocano dalla fine del 1947.[22] Essi furono sovente commentati, e anche riprodotti, nelle colonne del giornale di cultura e arte Les Lettres Françaises che godeva di una notevole reputazione: diretto da Claude Morgan, esso era stato fondato negli anni della resistenza da Jacques Decour, fucilato dai tedeschi e la cui memoria restava intensa nella vita intellettuale parigina.

La Peinture du Mouvement fu molto apprezzata dalla critica, a cominciare dai dipinti sulle corride a cavallo, uno dei quali venne esposto al Salon de Mai del 1949. Il giornale Les Lettres Françaises pubblicarono l’articolo «L’oeuvre d’ORAZI exprime la vie» (L'opera di ORAZI esprime la vita). Vi vengono riprodotte due opere della Peinturedu Mouvement, intitolate Corrida e La mort de l’oie. Passaggi dell’articolo sono significativi per inquadrare questo tipo di pittura: «Attraverso una costruzione a base di spirali [...] grazie a una ripartizione razionale dei colori, dinamica o statica a seconda del caso, ORAZI obbliga lo sguardo a seguire sulla tela un cammino di eternità, che è quello della nascita e sviluppo del movimento stesso [...] il movimento è in lui passione [...] il dipinto si muove.».[23]

Altre opere, come la Charge des Carabiniers del 1949 e la Bagarre à la sortie de l'usine del 1950, o la tempera L’enfant blessé - esposta al Salon d'Automne del 1951[24] -, raffiguravano le grandi sollevazioni operaie dell'epoca in Europa.

ORAZI rappresentò anche Roma Città Aperta, il film diretto da Roberto Rossellini considerato il manifesto del Neorealismo cinematografico e che aveva riscosso in Francia uno straordinario successo: una grande composizione, dal titolo Rome Ville Ouverte, che fu esposta al Salon de Mai del 1950.[25] Inoltre, attraverso una tempera di grandi dimensioni dal titolo L'Exode, egli dipinse un lungo convoglio di rifugiati fuggiti dall'invasione nazista: essa fu esposta a Parigi al Salon d'Automne del 1952.[26]

Un'altra serie di opere della Peinture du Mouvement, apprezzate dalla critica del tempo, fu quella dedicata al circo con i suoi personaggi (clown, cavallerizze, atleti, ballerine, accompagnati dai loro animali): tali opere furono esposte al Salon de Mai, dal 1950 al 1952, al Salon d'Automne e alla Biennale de Menton del 1953, come pure alla mostra personale presso la Galerie Marcel Bernheim’ di Parigi, già citata.[27] Fu inoltre acquisita dal Fonds National d'Art Contemporain francese la composizione intitolata La course de taureaux, del 1950, incentrata sullo spettacolo sportivo molto seguito nel Sud della Francia, la “course camarguaise”, in cui uomini affrontano il toro (senza la messa a morte dell'animale).[28]

Appartiene a questa fase artistica anche il gruppo di dipinti, degli anni dal 1949 al 1953, che rappresenta la vita e i lavori della civiltà contadina. In particolare, nella serie chiamata Cycle de la Sardaigne, ORAZI raffigurò abitanti, costumi e tradizioni della Barbagia, ove trascorse alcuni mesi nel 1953: opere rientranti in tale serie furono presentate nel 1954 alla galleria ‘Marcel Bernheim’ di Parigi, come pure al Salon d'Automne del 1954.[29] Quadri sulla Barbagia sono stati recentemente acquisiti dal Comune di Gavoi, con l'intento di musealizzarli.[30]

Sempre nel 1954 il giornale Les Lettres Françaises lo invitava a illustrare una novella di Italo Calvino che era stata allora tradotta in francese.[31]

Infine, in questo periodo ORAZI dipinse una serie di composizioni di grande dimensione che ricostruivano battaglie storiche e i loro personagg. Trattandosi di vaste scenografie, con al loro interno una moltitudine di uomini e cavalli, è possibile osservare che la ricerca alla base della Peinture du Mouvement raggiungesse, con esse, il massimo della sua complessità. Alcune di tali tele furono esposte, principalmente al Salon de Mai del 1955 e 1956, al Salon des Indépendants del 1957, e alla galleria d'arte milanese ‘L’Annunciata’ nel 1959.[32]

I dipinti sul Messico. I paesaggi di Parigi[modifica | modifica wikitesto]

Molto interessato allo studio del paesaggio e della natura nelle sue forme ancora incontaminate, negli anni Cinquanta ORAZI dipinse un gruppo di paesaggi in diverse località della Francia.

Ben presto questa ricerca lo portò in Messico, che costituiva un mondo eccezionalmente attrattivo per intellettuali ed artisti di allora. Vi soggiornò nel 1955 e 1956-1957. Lo scenario naturale, i costumi e le tradizioni della popolazione locale furono i temi che confluirono nella serie di dipinti denominata Peintures sur le Mexique (o anche cycle du Mexique). Essa fu presentata al pubblico a Parigi, alla fine del 1957, con la mostra personale che si tenne alla ‘Galerie Vendôme’; essa ricevette il sostegno culturale dell'ambasciatore del Messico in Francia, Jaime Mario Torres Bodet, personalità politica e culturale del secondo dopoguerra di grande prestigio internazionale.[33] Un'opera di questa serie fu acquistata dal Fonds National d'Art Contemporain francese.[34]

Ritornato in Francia, ORAZI dipinse una serie di vedute di Parigi che era allora sotto l'impatto di vaste demolizioni per la costruzione di grandi immobili e grattacieli, per la creazione di nuovi settori della città, addirittura interi quartieri. I dipinti di questa serie, i Paysages Parisiens, raffigura il mutamento del paesaggio urbano ed è costituita da vedute del quartiere diMontparnasse – allora oggetto di vasti abbattimenti  –, ma soprattutto delle rive della Senna nei nuovi quartieri in costruzione.

Specialmente le immagini delle rive della Senna sono segnate dallamalinconia: in quelle composizioni le alte gru che tagliano il cielo e le macchine scavatrici simboleggiano la nuova Parigi del dopoguerra, in cui la spinta vero la modernità cancella l’antica tradizione urbanistica e i ritmi della vecchia città, mentre le péniches -i barconi con case galleggianti e le chiatte per il  trasporto fluviale-, rappresentano la Parigi storica.

Numerosi paesaggi parigini furono esposti nel 1959 alla galleria d'arte milanese ‘L'Annunciata’; alcuni di loro furono riprodotti nella brochure d'invito alla mostra.[35]

È interessante notare che alcuni dipinti di questo gruppo dimostrano il superamento dell'esperienza figurativa da parte dell'artista e la transizione verso la pittura astratta.

La Peinture en Relief. La Ligne Circulaire e le Têtes-Paysage[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fine degli anni cinquanta ORAZI rivolse il proprio lavoro artistico verso la pittura informale.

Egli espose i suoi dipinti al Salon de Mai del 1960 e 1961.[36] Una serie nutrita di altri quadri fu presentata alla mostra personale organizzata nel 1961 alla galleria parigina ‘Galerie 7’[37] e incontrò l'interesse della critica per la grande sensibilità verso il colore che tali quadri esprimevano.[38]

Nello stesso periodo ORAZI si dedicava a un'ulteriore ricerca, che sarebbe rimasta a lungo al centro della sua creatività -dal 1958 al 1970 circa-. In questa fase artistica egli raccoglieva e utilizzava materiali di diversa origine e tipologia, specialmente naturali, come per esempio sabbie e minuscoli frammenti di roccia, filamenti vegetali e frammenti di tronchi d'albero, con cui creare forme che emergevano dalla superficie della tela e assai di frequente fuoriuscivano dalla struttura dello châssis. La serie di queste opere è stata chiamata Peinture en Relief. Fu un periodo che rivela la grande immaginazione di questo pittore come pure la sua padronanza delle tecniche artistiche.

Alla base di tale esperienza artistica vi era l'esplorazione della natura, delle sue componenti e dei suoi fenomeni (fiori, piante, sabbie, rocce, lave vulcaniche, coste e fondali marini, eruzioni, tempeste, meteoriti pietrificati). In alcune opere che rappresentano busti umani in rilievo l’artista inserisce anche, come soggetti della composizione, insetti amici di quei personaggi, quali una zanzara o una cavalletta.[39]

Il carattere della Peinture en Relief di ORAZI venne messo in evidenza dal critico d'arte francese Jean-Jaques Lévèque in occasione della sua mostra personale del 1966, alla ‘Galerie du Passeur’, a Parigi: «con ORAZI, la cui opera viene presentata dalla Galerie du Passeur [...] si tratta di uno spettacolo. Di uno spettacolo naturale, della vita dei suoli, delle impressionanti forze che strutturano il mondo. Forme annodate, convulsive, improvvisamente s'impadroniscono dello spazio e nel loro slancio irresistibile si dilatano al di là dei limiti imposti dal telaio del quadro.».[40]

Le opere di questo periodo furono inizialmente caratterizzate da un rilievo ancora basso; una di queste fu esposta al Salon de Mai del 1962, che si tenne non soltanto a Parigi ma anche a Tokyo.[41] Successivamente, il rilievo divenne sempre più pronunciato, le forme in rilievo divennero sempre più aggettanti e anche estese oltre ai limiti della tela e dello stesso châssis.[42] Opere con queste caratteristiche furono esposte numerose volte ai Salon de Mai, dal 1963 al 1979, come pure in varie mostre in Francia ed Europa (una delle quali a Skopye, nel 1970), oltre che alla personale del 1966 alla 'Galerie du Passeur' già citata.[43]

Osservando i quadri della Peinture en Relief si nota come l'artista avesse una forte inclinazione a creare forme circolari, sovente annodate, concentriche, oppure sovrapposte. Si tratta di una tendenza che sarebbe diventata centrale nella fase pittorica successiva, propria degli anni 1970-1977, chiamata Ligne Circulaire, nella quale egli abbandondonò i quadri in rilievo ritornando alla pittura su tela.

Nelle opere appartenenti alla Ligne Circulaire viene meno il riferimento agli impressionanti eventi della natura e i dipinti raffigurano invece la dimensione d'armonia dell'universo, la nascita e il movimento dei pianeti, la vastità del firmamento; i colori si ammorbidiscono, sono ricchi e al tempo stesso teneri.[44] In alcuni dipinti ORAZI raffigura inoltre affascinanti rappresentazioni della Madre Terra che abbraccia le sue creature (insetti, uccelli, fiori) o della Luna, la cui faccia seducente si divide a formare diversi tipi di paesaggio stilizzato.

Vi è poi un ulteriore gruppo di dipinti, chiamato Têtes-Paysage, in cui egli crea composizioni che raffigurano misteriose teste umane o di fauni e figure mitologiche (talora accompagnati da benevoli insetti), le cui linee, tutte intrecciate, formano dei paesaggi sia terrestri che celesti. Un esempio di una di queste teste-paesaggio è il dipinto che rappresenta l'eroe di una novella scritta da ORAZI’, pubblicata a Parigi nel 1974. [45] Questo personaggio era già stato rappresentato in un quadro realizzato nella tecnica della Peinture en Relief: esso era stato esposto a Toulon, nel 1973, al Salon International d'Arts Plastiques.[46]

Un insieme di opere del periodo della Ligne Circulaire e delle Têtes-Paysage fu esposto, un anno dopo la morte dell'artista, alla citata mostra personale organizzata a Parigi alla 'Galerie 222'.[47]

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni della sua vita, tra il 1977 e i primi giorni del mese di gennaio 1979, accanto alle opere sui firmamenti della fase della Ligne Circulaire, il paesaggio fu il tema sul quale ORAZI ancora una volta lavorò. La sua salute stava declinando, tanto che alcune tele non poterono essere finite oppure la loro composizione venne solo abbozzata.

Questo piccolo gruppo di dipinti è chiamato Paysages de l'Imaginaire. Sono le ultime opere di ORAZI. Si tratta di rappresentazioni essenziali del paesaggio, illuminato da una luce soffice, quasi egli rivedesse nella propria mente luoghi incontrati un tempo o forse anche dipinti all’inizio della propria carriera. Sono paesaggi costituiti da morbide montagne, da lineari colline ammantate da vegetazione, da fondovalle coltivati ordinatamente. I colori sono delicati ed evocano la generosa ospitalità della Madre Terra verso le creature viventi..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emmanuel Bénézit, Dictionnaire critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs et Graveurs, Nouvelle édition, T. VIII, p. 27, Paris, Librairie Gründ, 1976.
  2. ^ Galerie de Paris, lettera del Direttore Paul de Montaignac a ORAZI, datata Parigi, 11 Luglio 1934 (documento tratto dall'Archivio del pittore).
  3. ^ Emmanuel Bénézit, Dicitionnaire critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs et Graveurs, Paris, Librairie Gründ, 1955, T.VI, p. 436, e Nouvelle édition, 1976, T. VIII, p. 27. Tra tali artisti, diversi furono gli Horatio, Horace, Orazio: pertanto, in talune fonti bibliografiche, articoli a stampa, cataloghi, egli viene menzionato come Horace, oppure Orazio.
  4. ^ Еврора - ВСЯ (Культ), Девушки и Элефанты. Круговорот Прекрасного В Ррироде. Фрагменты Издания Калелдаря Пирелли, Россия, Feb.- Mar. 2009, n.2, pp. 136-140 (articolo di N. Werner, N. Huneke).
  5. ^ Hélène Parmelin, Hommage à ORAZI, brochure d'invito alla mostra individuale post mortem organizzata alla ‘Galerie 222’, 222 rue du Faubourg Saint-Honoré Paris, dal 7 al 29 Febbraio 1980.
  6. ^ Leonardo Dudreville, Mostra del pittore ORAZI, prefazione datata 28 febbraio 1934, Milano, Società Milanese Editrice, 1934, p. 7.
  7. ^ Oggi di proprietà della famiglia dell'artista. L'opera è visibile on line presso: http://www. painter-in-paris.com, Home Page.
  8. ^ Dudreville, cit., 1934, pp. 7-10.
  9. ^ Titoli delle opere: Paulette; Wally; Jeune Femme habillée de Bleu.
  10. ^ Titoli delle opere: Jasmine e Jeune Femme qui repose avec son chat (con sottotitolo Sieste: Siesta). Siesta venne acquistato all'artista dal Governo di allora nello stesso 1935, come si evince da un documento presente nell'Archivio personale dell'Artista; oggi Siesta fa parte delle collezioni del Museo di arte moderna e contemporanea 'Casa Cavazzini' della città di Udine.
  11. ^ ‘Paris-Soir’, sect. Dans les Galeries, L'exposition d'ORAZI, 10 Dicembre 1937, Paris.
  12. ^ Premier Salon des Jeunes Artistes (Palais des Beaux-Arts), Paris, Febbraio-Marzo 1937; Deuxième Salon des Jeunes Artistes (214 Faubourg Saint Honoré), Paris, 20 Giugno-5 Luglio 1938, Liste des Exposants, Invito alla mostra, p. 2.
  13. ^ Quadreria Ospedale Maggiore Cà Granda, Ritratti Antichi, Mondadori Electa, Milano, 1986, cat. n. 664, tav. 735, p. 75. Paolo Biscottini (a cura di), 200 anni di solidarietà milanese nei 100 quadri restaurati da Trivulzio, Martinitt e Stelline, F. Motta Editore, Milano, 1990, p. 71. Il compenso ricevuto, considerevole per l'epoca, suggerisce che egli fosse un artista riconosciuto.
  14. ^ Anne Bony, Les Années 40, Éditions du Regard, Paris, 1985, p. 108. Francesco Negri Arnoldi, ORAZI. Note on the Artist, on line presso il sitop web www.painter-in-paris.com .
  15. ^ Il Salon de Mai fu organizzato inizialmente presso la galleria d'arte ‘Pierre Maurs’ in avenue Matignon e successivamente presso la galleria ‘Arts’ in Faubourg Saint-Honoré; fu infine trasferito presso il Musée de l'Art Moderne de la Ville de Paris (nell'immobile dell'ex Palais des Musées d'Art Moderne, divenuto poi il Palais de Tokyo). Sarebbero seguiti alcuni anni complessi; il LXIVe - e ultimo - Salon de Mai si è svolto nel Maggio 2014. Il Salon de Mai chiuse infatti definitivamente le proprie attività nel 2014: i motivi, con una forte critica della condizione dell'arte ai nostri giorni e la carenza di sensibilità che la circonda, sono richiamati sul sito https://www.salondemai.com/.
  16. ^ Opere di artisti appartenenti alla École de Paris e alla nouvelle École de Paris furono esposti alla mostra The Margulies Collection (20th century paintings of the École de Paris), ‘Towner Art Gallery’, 26 Novembre-18 Dicembre 1960. Alexander e Stella Margulies, furono filantropi e collezionisti di opere d’arte (ivi compreso di ORAZI).
  17. ^ IIIème Salon de Mai, ‘Galerie Arts’, Paris, Catalogue n. 55, ORAZI - Composition, 1947. Quell’anno il Salon de Maiera stato infatti organizzato nei locali della ‘Galerie Arts’ di Parigi, sita al 140 di Fauburg Saint-Honoré.
  18. ^ XXXVe Salon de Mai, Chapiteau de la Ville de Paris (Parvis de la Tour Montparnasse), 1979, Paris. Catalogue: ORAZI - Portrait d'Hélène, n. 109, p. 20. Il quadro venne esposto post mortem e fu consegnato al Salon de Mai dalla moglie dell'artista unitamente a Hélène Parmelin, moglie del pittore Édouard Pignon.
  19. ^ XXXVe Salon de Mai, 1979, Catalogue, p. 3.
  20. ^ Solitamente il critico Pietri firmava i suoi articoli solo con il suo nome: Jean-Pierre.
  21. ^ Jean-Pierre (Pietri), ORAZI et la Peinture du Mouvement, in ‘Les Lettres Françaises’, Année 14, n. 518, 26 Maggio-3 Giugno 1954, p. 9, Paris. L’articolo illustrava la mostra personale di ORAZI alla Galleria parigina ‘Marcel Bernheim’ (inaugurata il 21 Maggio 1954); i quadri menzionati erano: L’Homme à l’Halthère (Atleta al sollevamento pesi), L’Ecuyère (la cavallerizza del circo), La Corrida (corrida a cavallo), La Famille du Clown (la famiglia del clown).
  22. ^ Del 1947 è, per esempio, il dipinto Déposition (Deposizione  del Cristo), elencato nella brochure della mostra personale di ORAZI del 1954, tenutasi alla galleria parigina ‘Marcel Bernheim’.
  23. ^ Jean-Pierre (Pietri), L'œuvre d'ORAZI exprime la vie, ‘Les Lettres Françaises’, Année 9, n. 271, 4 Agosto 1949, p. 7, Paris.
  24. ^ Spéciale Salon d'Automne , ‘Les Lettres Françaises’, Année 11, n. 387, Novembre 1951 (ORAZI, Salle 37, L'enfant blessé: photographie).
  25. ^ Jean-Pierre (Pietri), Salon de Mai , in 'Les Lettres Françaises', Année 10, n. 312, Maggio 1950, p. 7, Paris. Spéciale Salon d'Automne , in 'Les Lettres Françaises', Année 11, n. 387, Novembre 1951 (ORAZI, Salle 37, L'enfant blessé: photographie).
  26. ^ Jean Marcenac, La critique du Salon d'Automne, Salle 36 - Première des trois salles du Nouveau Réalisme, in 'Les Lettres Françaises', 30 Ottobre-6 Novembre 1952, Paris; George Besson, Le Salon d'Automne, in 'Ce Soir', 4 Novembre 1952, p.8, Paris; 'Le Patriote du Sud-Ouest', Triomphe du Réalisme au Salon d'Automne, 11 Novembre 1952, p.10, Paris.
  27. ^ Jean-Pierre (Pietri), Le Salon de Mai. ORAZI – L'écuyère, in ‘Tous Les Arts’ (Hebdomadaire d'Information Artistique), Maggio-Giugno 1952; Jean-Pierre (Pietri), ORAZI et la Peinture du Mouvement (dipinti citati: L'Ecuyère, La Famille du Clown, L'Homme à l'Haltère, La Danseuse), in ‘Les Lettres Françaises’, Année 14, n. 518, 26 Maggio-3 Giugno 1954, p.9, Paris; Jean Rollin, Les chef-d’œuvre du VIIIème Salon de Mai (ORAZI: personnages de cirque autour d’une écuyère), in ‘La Marseillaise’, 17 Maggio 1952, Châteauroux; 'Arts Spectacle', 12-18 Giugno 1953, pp. 7, 11, Paris; 'Arts', ORAZI – Clown, n. 422, 30 Luglio 1953, p. 7; 'Journal de l'Amateur d'Art', Les Expositions – ORAZI, Galerie Marcel Bernheim, 10 Giugno 1954, Paris. Sul Clown, dipinto esposto alla Biennale de Menton del 1953, si concentra il recente studio dell'artista e critico parigino Bernard Collet (pubblicato on line), Étude d’un tableau d’ORAZI de 1953: « Le Clown », Maggio 2016.
  28. ^ Fonds National d'Art Contemporain, Paris: 81 x 130 cm, Inv. 23838 (acquisto all'artista nel 1954).
  29. ^ Salon d'Automne, Grand Palais des Champs Elysées, Berger sarde de Gavoi; Vieille fileuse aveugle d'Ollolaï Sardaigne, Catalogue n. 1025 e n. 1026, p. 89, 1954, Paris. René Lacôte, Amateurs de peinture notez ces noms, in 'Regards', 1 Gennaio 1954, Paris; Les Arts, ORAZI (fotografia: Vieille de Gavoï), 26 Maggio-1 Giugno 1954, Paris; Jean-Pierre (Pietri), ORAZI Peinture (fotografia: Rencontre de Paysans en Sardaigne), in 'Les Lettres Françaises', Année 14, n. 518, 26 Maggio-3 Giugno 1954, p.9, Paris; Pierre Meren, La Sardaigne vue par le peintre ORAZI, in 'L'Humanité', 1 Giugno 1954, Paris (fotografia: La jeune mère avec chèvre); 'Journal de l’Amateur d’Art', Les Expositions. ORAZI - Exposition à la Galerie Marcel Bernheim, 10 Giugno 1954, Paris; 'La Presse', ORAZI - Galerie Marcel Bernheim, 4 Giugno 1954, Tunis.
  30. ^ G. M. Sedda, La barbagia nei quadri di un parigino. Gavoi, Ollolai, Olzai e Oliena nelle vecchie immagini di Orazi', in La Nuova - Provincia di Nuoro, Venerdì 23 Febbraio 2007, p. 28.
  31. ^ Histoire du Soldat qui ramena un canon chez lui. Un conte d'Italo Calvino illustré par ORAZI (traduction par Geneviève Gaubert), in 'Les Lettres Françaises, 5 Agosto 1954, Paris. Nell'Archivio dell'Artista è documentato l'incarico da parte della redazione de Les Lettres Françaises: Y. BENOT a ORAZI, Paris, le 24 juillet 1954.
  32. ^ XIe Salon de Mai, 1955 (ORAZI: Catalogue, Bataille) e XIIe Salon de Mai, 1956 (ORAZI: Catalogue, Etude de Mouvement), Musée de l'Art Moderne, Paris. George Besson, Le Salon de Nulle Part (ORAZI: Bataille), in 'Les Lettres Françaises', 10-16 Maggio 1956, Paris; Georges Boudaille, ORAZI – Mouvements (Bataille), in 'Les Lettres Françaises', 6-12 Giugno 1957, Paris. ‘L’Annunciata’, Galleria d'Arte in Milano, N. S. 43, 21 Febbraio-12 Marzo 1959, Milano.
  33. ^ Galerie Vendôme, ORAZI. Peintures sur le Mexique, 19 Novembre-5 Dicembre 1957, Paris. L'invito alla mostra dice: Son excellence Torres Bodet Ambassadeur du Mexique en France honorera l'exposition de sa présence le Mardi 26 Novembre 1957.
  34. ^ Fonds National d'Art Contemporain, Paris: 65 x 92 cm, Inv. 25661 (acquisto all'artista nel 1957).
  35. ^ André Kedros, ORAZI, Galleria d’Arte L’Annunciata, 21 Febbraio-12 Marzo 1959, Milano.
  36. ^ XVIe Salon de Mai, Musée de l'Art Moderne de la Ville de Paris, 8-29 Maggio 1960, Catalogue n. 139 – Peinture; XVIIe Salon de Mai, 6-28 Maggio 1961, Catalogue n. 131 – Nocturne.
  37. ^ Michel Courtois, ORAZI. Peintures Récentes - Galerie 7, 27 Aprile-12 Maggio 1961, Paris.
  38. ^ 'New York Herald Tribune' (French Edition), sect. Arts, ORAZI (Galerie 7), 26 Aprile 1961, Paris; Denis Chevalier, ORAZI -Galerie 7, in 'Aujoud'hui Art et Architecture', sect. Les Expositions, Maggio 1961; 'Les Beaux Arts', sect. Les Expositions - Bloc Notes, ORAZI - Galerie 7, 9 Giugno 1961, Bruxelles.
  39. ^ Un esempio è il quadro La Sauterelle, esposto al XXIIIèmeSalon de Mai, 29 Avril-21 Mai 1967, Paris.
  40. ^ Jean Lévèque, La passion pour arme: ORAZI - Un spectacle brutal de la nature, in 'La Galerie des Arts', Maggio 1966, p.8.
  41. ^ XVIIIe Salon de Mai, ORAZI - Été, Musée de l'Art Moderne de la Ville de Paris, 6-27 Maggio 1962, Catalogue p. 20; Salon de Mai au Japon, Organisé par ‘The Maïnichi Newspapers’ - sous les auspices de l'Association Française d'Action Artistique, de l'Ambassade de France au Japon, et du Ministère Japonais des Affaires Etrangères, Catalogue n. 54, Settembre 1962, Tokyo.
  42. ^ Georges Boudaille, Jeune, encore jeune, toujours jeune le Salon de Mai – ORAZI. Le Mur Halluciné, in 'Les Lettres Françaises', 13-19 Maggio 1965, Paris; Raoul-Jean Moulin, ORAZI (Fenfotografia Muller), in 'Les Lettres Françaises', 10-16 Marzo 1966, p.32; Georges Boudaille, ORAZI, in 'Les Lettres Françaises', sect. Les Arts, 17-23 Marzo 1966; Jean-Jaques Lévèque, Les expositions de la semaine (ORAZI-Galerie du Passeur) ‘L’Information’, sect. Les Arts, 26 Marzo 1966.
  43. ^ Raoul-Jean Moulin, Hélène Parmelin, ORAZI. Peintures en Relief - Galerie du Passeur, 15 Marzo-15 Aprile 1966.
  44. ^ Bernard Collet, Les entrelacs célestes d’ORAZI. Une peinture philosophique (peinture: Eclat de Couleurs), Maggio 2016, articolo on line sulla pagina Facebook dedicata a ORAZI.
  45. ^ Tale personaggio è riprodotto sulla copertina del libro: Christian Bourgois Éditeur, Stracco, Paris, pp. 140.
  46. ^ Musée de la Ville de Toulon, Salon International d'Arts Plastiques, XXIIIème Festival, 26 Giugno - 31 Agosto 1973, Catalogue, n. 244.
  47. ^ Galerie 222, rue du Faubourg Saint-Honoré, Hommage à ORAZI, 7 Febbraio-29 Febbraio 1980, Paris.

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