Orapollo

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Orapollo (in greco Ὡραπόλλων, Orapollon; Nilopoli, 450 d.C. circa – dopo il 490 d.C.) è stato uno scrittore egiziano, che scrisse un'opera in greco ellenistico, i Hieroglyphiká, un trattato sui geroglifici.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scrittore egiziano, nato a Nilopoli, fu attivo nella seconda metà del secolo V d.C. Non avendo notizie su di lui, i vari editori dell'opera[1] lo indicarono con nomi diversi nelle varie edizioni: Horapollo, Orus Apollo Niliacus; Oro Apolline Niliaco; Horus Apollinus Niliacus; Horos Apollon Neiloos; Oros Apollon Neiloos.
In realtà, sembra fosse un sacerdote pagano che teneva scuola a Menouthis alla fine del V secolo: nipote di un omonimo grammatico alessandrino, si sarebbe convertito dopo un'insurrezione anticristiana[2].

Opera[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera principale fu gli Hieroglyphiká, una 'spiegazione' di quasi 200 segni in chiave simbolico-ermetica, risalente, oggi si pensa, intorno alla fine del sec. IV d.C. e divisa in due libri, il primo dei quali contiene 70 geroglifici, il secondo 119.
La subscriptio dell'opera informa che essa fu inizialmente composta in lingua egizia e in seguito tradotta in greco da un altrimenti sconosciuto Filippo, che avrebbe composto il secondo libro con materiali di varia provenienza[3].
L'opera è alla base della visione caratteristica del periodo rinascimentale intorno alla "scrittura egizia", che in essa vedeva un insieme di simboli con valore ermetico segreto carico di riferimenti, simile ad un rebus e in questo senso risulta autorevole anche se ricca di errate interpretazioni, e forse anche un ulteriore impedimento alla decifrazione della scrittura egizia in senso razionale. Mentre gli studiosi del passato hanno enfatizzato le origini greche dell'opera, ricerche recenti hanno messo in risalto residui di conoscenze genuine ed interpretato il lavoro come un disperato tentativo di un intellettuale egiziano di recuperare un passato ormai sepolto[4]. Comunque gli Hieroglyphica esercitarono una notevole influenza sul simbolismo del Rinascimento ed in modo particolare nell'Hypnerotomachia Poliphili[5] del frate veneziano Francesco Colonna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scoperta nell'isola di Andros nel 1422. Cfr. Orapollo, I geroglifici, Milano, BUR, 1996, p.5.
  2. ^ Suda, s.v.
  3. ^ Orapollo, I geroglifici, Milano, BUR, 1996, pp. 78-79, 158-159.
  4. ^ S. Donadoni, Note sulla composizione degli Hieroglyphiká di Orapollo, in "SIFC", 13 (1936), pp. 293-298.
  5. ^ Venezia, Aldo Manuzio, 1499.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Orapollo, I geroglifici, Milano, BUR, 1996.
  • S. Donadoni, Note sulla composizione degli Hieroglyphiká di Orapollo, in "SIFC", 13 (1936), pp. 293-298.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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