Omnia vincit amor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il celebre dipinto, vedi Amor vincit omnia (Caravaggio).
Rappresentazione di Virgilio (Monnus-Mosaic, Rheinisches Landesmuseum Treviri)

Omnia vincit amor et nos cedamus amori (lett. "L'amore vince tutto, e noi cediamo all'amore") è una locuzione latina di Publio Virgilio Marone (Bucoliche X, 69).[1]

Nel citare questo verso è diffuso anche l'uso della sintassi Amor vincit omnia, ricalcata sulla costruzione della frase in italiano. È invece errata grammaticalmente la lezione Amore vincit omnia.

Nella decima egloga, in seguito a una delusione amorosa, Gaio Cornelio Gallo professa la sua decisione di abbandonare la poesia elegiaca per quella pastorale ma infine è costretto a riconoscere la supremazia dell'amore che non conosce ostacoli e al cui potere ci si deve sottomettere.

Una citazione di questa frase si trova nel Prologo generale dei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer in cui la madre priora porta un ciondolo d'oro su cui si trova incisa questa frase. La locuzione è inoltre citata nei Racconti di Edgar Allan Poe.

L'espressione è spesso citata per indicare l'importanza dell'amore come valore e sentimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omnia vincit amor, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 25 giugno 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Lingua latina Portale Lingua latina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lingua latina