Oddone III (vescovo)

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Oddone III
vescovo della Chiesa cattolica
Oddone III.jpg
BishopCoA PioM.svg
Incarichi ricoperti Vescovo di Asti
Consacrato vescovo 1080
Deceduto 1098

Oddone III o Ottone (... – 1098) fu vescovo di Asti tra il 1080 ed il 1098 e conte di Asti dal 1091 al 1095.

Filoimperiale e partigiano dell'antipapa Clemente III, salì alla sedia di Asti succedendo al vescovo Ingone, in un particolare momento della storia cittadina.

I contrasti con Adelaide di Susa[modifica | modifica wikitesto]

La città da alcuni anni era in balia della contessa Adelaide di Susa che, protettrice interessata della Chiesa, cercò prepotentemente di impossessarsi del potere civile della città, imponendo il vescovo Ingone.

Oddone fu un avversario tenace della contessa, e con l'aiuto degli astigiani e dell'imperatore Enrico IV lottò duramente contro di lei per reimpossessarsi dei terreni della diocesi di Asti.

In questo periodo le notizie sono molto scarse e frammentarie. Bordone, ipotizza che il vescovo, Oddone, giunse fino al punto di attaccare il castello di Annone, baluardo arduinico in terra astigiana.

Nel 1089 le due parti giunsero ad una tregua in cui il vescovo cedendo i suoi territori più distanti (la contea di Bredulo), riottenne quelli limitrofi (l'abazia di San Dalmazzo, la pieve di Levadigi e la selva di Banale).
Ma nel 1091 la debole tregua cadde e la contessa incendiò per la seconda volta Asti (la prima era avvenuta nel 1070, al rifiuto da parte degli astigiani dell'imposizione del vescovo Ingone) e se ne impadronì, ma nello stesso anno morì senza lasciare successori diretti.

La nomina a Vescovo-Conte[modifica | modifica wikitesto]

Il vescovo Oddone, a questo punto, beneficiando dei dissidi tra i discendenti di Adelaide, ottenne da Enrico IV, il formale riconoscimento della carica di Vescovo-Conte.

Ma la carica che sulla carta dava al vescovo ampi poteri sulla città era ormai solamente teorica.

Infatti, il vuoto di potere venutosi a creare nell'ultimo secolo, aveva fatto sì che si sviluppasse una nobiltà astigiana molto potente.

La stessa nobiltà che aveva aiutato il vescovo durante la lotta contro la contessa Adelaide pretendeva ora una larga autonomia municipale.

Infatti, nel 1095, i cives di Asti, rappresentati da dieci consoli, ricevettero "in beneficio" il castello di Annone, fino allora di proprietà vescovile, a sancire la nascita della Repubblica di Asti.[1]

I diplomi imperiali[modifica | modifica wikitesto]

Tre furono i diplomi concessi da Enrico IV al vescovo Oddone:

  • 25 aprile 1093, l'imperatore concedeva la chiesa ed il castello di Carassone
  • 1093, l'imperatore concedeva alla Chiesa di Asti, metà del castello di Lavezzole, metà della selva di Blésia, la terza parte della corte di Lavezzole, la corte di Ceresole del Bosco e l'abazia di San Dalmazzo di Pedona
  • 1094 circa, l'imperatore cedeva il comitato che era stato precedentemente della contessa Adelaide[2]
Predecessore Conte di Asti Successore Corona de conde.svg
Uberto 1091-1095 fine della contea
Predecessore Vescovo di Asti Successore Capitolo di Asti.PNG
Ingone 1080-1098 Landolfo di Vergiate

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bordone Renato, Città e territorio nell'alto medioevo. La società astigiana dal dominio dei Franchi all'affermazione comunale.Biblioteca Storica Subalpina, Torino 1980
  2. ^ Lodovico Vergano, Storia di Asti, parte I, 1951, Asti. Questo terzo diploma è considerato largamente rimanipolato negli anni, ma si crede veritiero nella sostanza , cioè nel passaggio di potere dalla contessa Adelaide al vescovo Oddone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Assandria G., Il libro verde della Chiesa di Asti.
  • Pietro Giovanni Boatteri,Serie cronologica-storica de'Vescovi della Chiesa d'Asti, Asti 1807
  • Bianco A., Asti Medievale, Ed CRA 1960
  • Bordone R., Città e territorio nell'alto medioevo. La società astigiana dal dominio dei Franchi all'affermazione comunale.Biblioteca Storica Subalpina, Torino 1980
  • Bosio Gaspare, Storia della Chiesa di Asti, Asti 1894
  • Cipolla Carlo, Appunti per la storia di Asti, 1891
  • De Canis G.S., Proposta per una lettura della corografia astigiana ,C.R.A 1977
  • Lorenzo Gentile Storia della Chiesa di Asti, Asti 1934
  • Ferro, Arleri, Campassi, Antichi Cronisti Astesi, ed. dell'Orso 1990 ISBN 88-7649-061-2
  • Gabiani Nicola, Asti nei principali suoi ricordi storici vol 1, 2,3. Tip.Vinassa 1927-1934
  • Gabotto F., Le più antiche carte dell'archivio capitolare di Asti (Corpus Chart. Italiae XIX). Pinerolo Chiantore-Mascarelli 1904
  • Gorrini G., Il comune astigiano e la sua storiografia . Firenze Ademollo & c. 1884
  • Grassi S., Storia della Città di Asti vol I ,II. Atesa ed. 1987
  • Sella Q., Codex Astensis, Roma tip. dei Lincei 1887
  • Ughelli,in Italia Sacra, Astenses Episcopi, Venezia 1719
  • Vergano L., Storia di Asti Vol. 1,2,3 Tip.S.Giuseppe Asti, 1953, 1957

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]