Nu, pogodi!

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Nu, pogodi!
serie TV cartone
NPVolk.png
Il Lupo (Volk) come appare nell'episodio 14.
Titolo orig. Ну, погоди!
Lingua orig. russo
Paese URSS
Autore Svetozar Rusakov
Regia Gennadij Sokol'skij (episodio pilota), Vjačeslav Kotënočkin (episodi 1-16), Gennadij Sokol'skij (episodio pilota), Aleksej Kotënočkin (episodi 19-20)
Soggetto Feliks Kamov (episodio pilota e episodi 1-7), Aleksandr Kurljanskij, Arkadij Chajt
Studio Sojuzmul'tfil'm (episodio pilota e episodi 1-18), Studija 13 (episodi 17-18, in collaborazione con Sojuzmul'tfil'm), Kristmas Filmz (episodi 19-20)
Rete Central'noe televidenie SSSR (episodio pilota e episodi 1-16)
1ª TV 1969 – 2006
Episodi 20 (completa) più episodio pilota e altre puntate speciali o promozionali.
Durata ep. 10 min

Nu, pogodi! (in russo: Ну, погоди!?) è un cartone animato sovietico sviluppato in brevi episodi prodotti dallo studio statale Sojuzmul'tfil'm di Mosca a partire dal 1969, quando fu realizzata la puntata pilota, inserita come quarto ed ultimo cartone nella raccolta Vesëlaja karusel'. I successivi primi sedici episodi (le cosiddette puntate d'oro, in russo: золотые серии?), diretti da Vjačeslav Kotënočkin, furono prodotti fino al 1986, mentre altri sono stati realizzati in epoca post-sovietica[1] con produzione russo-ucraina (episodi 17 e 18) e russa (episodi 19 e 20).

Il titolo originale, da pronunciare quasi come nu, pagadì significa grossomodo "ebbene, la vedremo!", dall'uso simile all'espressione italiana "me la pagherai!".

Gli episodi ruotano attorno ai tentativi del Lupo (in russo: Волк?, traslitterato: Volk) di catturare la Lepre (Заяц, Zajac) - presumibilmente per mangiarla - attraverso diversi espedienti, in maniera molto simile a quanto visto nelle serie animate di Wile E. Coyote e Beep Beep oppure Tom e Jerry. I due personaggi non hanno un nome esplicito.

La somiglianza con i cartoni animati statunitensi è ammessa dallo stesso regista, che ebbe modo di visionare le pellicole portate in Unione Sovietica dalla Germania al termine della seconda guerra mondiale[senza fonte].

Vi sono pochissime battute negli episodi, ricchi invece di rumori, grugniti, risate e canzoni. Il "marchio di fabbrica" della serie nonché tormentone indiscusso è la battuta finale, pronunciata dal Lupo al fallire dei suoi piani, da cui il titolo della serie stessa "Ну заяц, ну, погоди!" ("Lepre, me la pagherai!").

Molte delle azioni sono sincronizzate con musiche ben riconoscibili, che vanno dalla musica classica ai successi "pop" dell'epoca[2].

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo sovietico del 1988 dedicato a Nu, pogodi!.

I personaggi sono essenzialmente due: il Lupo - con la voce di Anatolij Papanov - e la Lepre - con la voce di Klara Rumjanova. La produzione della serie fu sospesa alla morte di Papanov. Le puntate del 1993 e 1994 fanno ricorso alla voce di Papanov campionata a partire dai materiali d'archivio conservati presso la casa di produzione. Negli episodi del 2005 e 2006 le voci sono invece quelle di Igor' Christenko (il Lupo) e Ol'ga Zvereva (la Lepre).

Il Lupo[modifica | modifica wikitesto]

Il Lupo è raffigurato seguendo lo stereotipo del teppista: forte fumatore, vandalo (ad esempio quando distrugge scientemente opere d'arte in un museo), violatore sistematico di leggi minori e regolamenti.

Il Lupo mostra durante gli inseguimenti e tranelli che tende alla Lepre abilità straordinarie in diverse arti: pattinaggio di figura, balletto classico, valzer, sa inoltre suonare la chitarra e portare pesanti motociclette. A completamento del ritratto del "pessimo soggetto", nel primo episodio fischietta una canzone di Vladimir Vysockij deprecata all'epoca dalle autorità sovietiche[senza fonte]. Tuttavia, nonostante le sue abilità, i suoi piani sistematicamente falliscono e gli si ritorcono contro.

Nelle intenzioni del regista Kotënočkin, la voce del personaggio del Lupo avrebbe dovuto essere proprio quella di Vladimir Vysockij[3]

Col procedere delle puntate, la sua immagine di cattivo viene progressivamente stemperata. Nel ventesimo episodio, non fuma più, ma succhia brevemente un lecca-lecca.

La Lepre[modifica | modifica wikitesto]

La Lepre rappresenta la polarità positiva della coppia dei personaggi, ma compare molto meno spesso in scena; molte delle sue azioni sono la mera reazione ai piani del Lupo - spesso scappando e nascondendosi in modi ingegnosi.

Analogamente a quanto avviene anche nei cartoni animati di produzione statunitense sopra citati, la simpatia del pubblico è rivolta principalmente al Lupo. Solo negli ultimi episodi il suo personaggio acquista un maggiore spessore, in un episodio arriva persino a salvare la vita del Lupo.

Gli altri[modifica | modifica wikitesto]

Gli altri occasionali personaggi che compaiono negli episodi sono tutti animali antropomorfi. Ricorrono più spesso un corpulento ippopotamo spesso nel ruolo di poliziotto, custode del museo o negoziante che ostacola, involontariamente o per risposta alla azioni del Lupo, la caccia alla Lepre, e un gatto prestigiatore.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Gli episodi di Nu, pogodi! erano in origine identificati da un numero. Quelli ufficialmente numerati sono venti, che seguono l'episodio pilota e non comprendono alcune puntante speciali o promozionali realizzate nel corso degli anni.

Episodio Ambientazione Anno
- Al tiro a segno e in spiaggia 1969
1 In città e in spiaggia 1969
2 Al parco cittadino 1970
3 Per strada 1971
4 Allo stadio 1971
5 In città 1972
6 In campagna 1973
7 In barca 1973
8 A Capodanno 1974
9 Nello studio televisivo 1976
10 Al cantiere 1976
11 Al circo 1977
12 Al museo 1978
13 Alle Olimpiadi 1980
14 Alla Casa della Tecnica per ragazzi 1984
15 Alla Casa della Cultura 1985
16 Nel mondo delle fiabe 1986
17 Sull'isola 1993
18 Al supermercato 1994
19 In vacanza 2005
20 In dacia 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (RU) Interv'ju s Aleksandrom Kurljandskim, in Eženedel'nik «Sobytija i ljudi».
  2. ^ (RU) Audiointerv'ju s Aleksandrom Gol'dštejnom, pyostriy.livejournal.com.
  3. ^ (RU) Den' roždenija mul'tika «Nu, pogodi!»: Volk mog byt' strašiliščem s golosom Vysockogo, in Komsomol'skaja Pravda, 17 giugno 2008.

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