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Nishiki-e

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Due donne sulla veranda, di Suzuki Harunobu. Collezione Sammlung H. C. Bechtler, Zurigo.

Nishiki-e (錦絵) è un'antica tecnica di stampa policroma giapponese, di tipo ukiyo-e che fu probabilmente inventata e resa popolare a partire dal 1765 da Suzuki Harunobu[1] ma che la tradizione attribuisce come invenzione al di lui maestro Kinroku. È da riportare però che questa tecnica pare fosse già stata utilizzata qualche anno prima da Katsuma Ryūsui.[2]

In origine, questa tecnica artistica veniva impiegata nella città di Edo, l'attuale Tokyo. Le prime nishiki-e nacquero da commissioni private di calendari illustrati (e-goyomi), scambiati tra gruppi di letterati e samurai in occasione di feste e riunioni: fu proprio grazie alla ricchezza di questi committenti che Harunobu poté permettersi materiali di pregio, come il legno di ciliegio al posto del catalpa e colori più costosi applicati in strati più spessi. L'innovazione tecnica principale non fu tanto l'uso del colore in sé, già introdotto vent'anni prima dal benizuri-e a tre o quattro colori, quanto la possibilità di impiegare quanti blocchi separati si desiderasse per una singola immagine: Harunobu arrivò così a utilizzare da cinque a otto blocchi cromatici, e in alcuni casi fino a dieci colori diversi su un solo foglio.[3]

  1. Bernabò Brea, Kondo, p. 136.
  2. Bernabò Brea, Kondo, p. 135.
  3. Marco Milone, Ukiyo-e, L'erudita, 2022, p. 70.
  • Luigi Bernabò Brea e Eiko Kondo, Stampe e Pitture - L'ukiyo-e dagli inizi a Shunshō, Genova, Sagep Editrice, 1979.

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