Natale Capellaro

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Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1954

Natale Capellaro (Ivrea, 22 dicembre 1902Torino, 26 febbraio 1977[1]) è stato un ingegnere italiano, progettista di macchine per il calcolo meccanico e di macchine da scrivere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Assunto come apprendista operaio dalla Olivetti nel 1916, nel 1943 divenne direttore responsabile dell'Ufficio Progetti. Nel 1960 assunse la Direzione Centrale Tecnica. La laurea ad honorem in ingegneria gli fu conferita nel 1962 dall'Università di Bari.

Da operaio era addetto al montaggio della macchina da scrivere Olivetti M1, la prima prodotta dalla ditta di Ivrea, e da direttore progettista sarà il creatore di quasi tutte le calcolatrici Olivetti. Anche se aveva già partecipato, pur essendo un semplice operaio alla progettazione delle prime calcolatrici Olivetti, il primo modello integralmente progettato da lui fu l'Elettrosumma 14 del 1945. La svolta nella sua carriera avvenne dopo l'8 settembre 1943, quando il direttore dell'Ufficio Progetti, l'ingegner Riccardo Levi, lasciò l'azienda darsi alla Resistenza partigiana. La direzione del personale decide di sostituirlo con l'operaio che si era già messo in luce per la sua creatività[2].

All'Elettrosumma seguì immediatamente la Divisumma 14, la macchina che pose l'Olivetti ai vertici di un mercato da cui fino a pochi anni prima era esclusa. Si trattava della prima calcolatrice al mondo in grado di compiere le quattro operazioni, ma dotata di tutte le comodità fino allora possedute solo dalle addizionatrici: meccanismo di stampa, tastiera a 10 tasti e saldo negativo. Ossia, la prima a racchiudere in se tutte le caratteristiche di una macchina moderna. A queste seguirono moltissimi modelli tra cui si può ricordare la classe MC-24 del 1956 che comprendeva macchine famosissime come la Divisumma 24 e la Tetractys (il nome pitagorico di quest'ultima fu scelto da Franco Fortini).

La carrozzeria di quasi tutte le creazioni meccaniche di Capellaro fu disegnata da Marcello Nizzoli. Solo le ultime macchine, peraltro progettate in crescente collaborazione con Teresio Gassino, furono carrozzate da Ettore Sottsass.

Tali calcolatrici, interamente meccaniche, garantivano alla Olivetti un rapporto tra prezzo di vendita e costo unitario di produzione molto elevato, dell'ordine di 10 a 1: la buona realizzazione le rendevano generalmente dei prodotti di grande successo di vendite. Tuttavia, nel 1964, il piccolo gruppo di Pier Giorgio Perotto produsse il prototipo di una calcolatrice elettronica (considerato il primo "personal computer" , la Programma 101): la prima persona a cui Perotto mostrò il prototipo fu proprio Capellaro che, con umiltà, gli disse di rendersi conto che l'era della meccanica era finita.

Memoria[modifica | modifica wikitesto]

Alla memoria di Natale Capellaro e degli sviluppi della sua eredità tecnica ed intellettuale è dedicata la Fondazione Natale Capellaro di Ivrea, attiva dal 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Adolfo Salvetti e Eugenio Pacchioli (a cura di), Le macchine sapienti di Natale Capellaro, Ivrea, Associazione Archivio Storico Olivetti, 2002.
  • Giuseppe Silmo, M.D.C. Macchine da calcolo meccaniche, Olivetti e non solo; Natale Capellaro - Il genio della meccanica, Ivrea, Tecnologicamente Storie, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]