Olivetti Programma 101

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Programma 101
Olivetti Programma 101 - Museo scienza e tecnologia Milano.jpg
Esemplare di Programma 101 esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano
Classe di computer Desktop Calculator
Paese d'origine Italia Italia
Produttore Olivetti
Presentazione ottobre 1965[1][2][3]
Inizio vendita 1966
Fine vendita 1971
Esemplari prodotti 44 000
Esemplari venduti 44 000
Prezzo di lancio 3 200 $
RAM di serie 1 920 bit
RAM massima 1 920 bit
Tastiera incorporata sì (numerica)
Drive incorporati lettore/registratore di schede magnetiche 240x70 mm
Periferiche di serie stampante (integrata)
Consumo 0,35 kW
Peso 35,5 kg
Dimensioni (A x L x P) 27,5 x 46,5 x 61 cm
Sito Web www.olivetti.it

L'Olivetti Programma 101, o P101, è considerata il primo esempio di desktop computer o personal computer[4][5] al mondo in quanto dotata delle principali caratteristiche dei computer dell'epoca[6] ma destinato, per la prima volta, ad un uso personale.

Era in grado di operare su dati alfanumerici e disponeva di una memoria di lavoro interna, un sistema di salvataggio dati su unità magnetica e una piccola ed avanzata stampante come sistema di output.

La P101 fu sviluppata per essere semplice ed economica, le applicazioni su cartolina magnetica non richiedevano la conoscenza di nessun linguaggio di programmazione.[7][8][9][10][11][12]

Sviluppata dalla ditta italiana Olivetti negli anni tra il 1962 e il 1964 e prodotta tra il 1965 e il 1971, fu progettata dall'ingegnere Pier Giorgio Perotto[13] (in omaggio al quale assunse il soprannome di Perottina) insieme a Giovanni De Sandre e Gastone Garziera, e presentata per la prima volta alla grande esposizione dei prodotti per ufficio BEMA di New York nell'ottobre 1965. Mario Bellini le conferì un disegno avveniristico per l'epoca.

Ne furono vendute circa 44 mila unità, un numero enorme considerando il periodo storico e la conoscenza che le persone avevano dell'informatica al tempo, per questo motivo è da considerarsi anche il "primo personal computer" di massa della storia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea all'origine della progettazione della Programma 101, secondo il racconto di Perotto[14][15], muoveva dalla considerazione che all'epoca della sua uscita (presentazione nel 1965 come prototipo[2][3][16]) si era completamente estranei al concetto di informatica distribuita, che comportava capacità di elaborazione e di immagazzinamento dati su un unico computer a disposizione dell'operatore[16], e che, anche nel caso si fosse realizzata una macchina del genere, si riteneva essa dovesse essere più appannaggio di ambienti scientifici, e non intesa come un normale strumento di lavoro quotidiano[16]; la Programma 101 voleva quindi essere un prodotto di largo consumo capace di venire incontro alle necessità operative del più alto numero possibile di persone[16].

L'azienda, che dopo la morte di Adriano Olivetti aveva puntato più sui sistemi di calcolo meccanici che su quelli elettronici[17], aveva presentato quindi la Programma 101 in tono minore[17]; tuttavia, quando la mostra newyorkese aprì i battenti, la nuova macchina richiamò l'attenzione dei visitatori[17], i quali finirono per trascurare tutti gli altri prodotti esposti dall'Olivetti nello stand[17]. In aggiunta a ciò, la contemporanea Logos 27-A, calcolatrice elettromeccanica, anch'essa presente a New York, presentava problemi di produzione[18] mentre la Programma 101 riscuoteva successo anche a Mosca (URSS) e successivamente, nel 1966, alla Fiera campionaria di Milano[18]; questo spinse Roberto Olivetti, erede della dinastia, a farsi propugnatore di un tentativo di orientare la strategia aziendale in direzione dell'elettronica[18], obiettivo solo parzialmente perseguito e mai pienamente consolidato[19]. Per il lancio fu deciso il mercato americano, nonostante le perplessità circa i problemi eventuali di manutenzione dovuti alla mancanza di tecnici elettronici dell'Olivetti negli Stati Uniti[18].

Essendo l'Olivetti completamente digiuna della fabbricazione in serie di apparecchiature elettroniche, il direttore di produzione dell'epoca pretese specifiche dettagliate di assemblaggio, senza tuttavia impegnarsi a collaudare alcun manufatto completato dalla sua linea di montaggio[20]; Perotto, con due suoi collaboratori, in ragione di ciò si recò in fabbrica quando furono pronti gli imballaggi con i primi esemplari assemblati, e li aprì uno a uno per collaudarli personalmente ed eventualmente correggere errori[20]; fu così possibile far partire per il Nordamerica un lotto di macchine senza problemi di funzionamento[20]. La produzione ebbe un notevole impulso quando la General Electric, che da qualche anno era in joint-venture con la divisione elettronica Olivetti, in una nuova società chiamata OGE (della quale gli americani detenevano il 75% del capitale sociale), manifestò la sua intenzione di uscire dal mercato dell'"office", essendo interessata solo ai computer; questo spinse molti progettisti e ingegneri, che erano rimasti con tutta la loro struttura "office" nella nuova società, a rientrare nella Olivetti, e che, dopo l'impennata degli ordini della Programma 101, si stava avviando ad essere il ramo vincente dell'azienda[20].

Le vendite ebbero talmente successo che alla fine del 1966 la Underwood, ditta statunitense controllata dalla Olivetti, chiese di poter fabbricare le macchine sul suolo degli Stati Uniti al fine di poter rifornire anche gli uffici delle amministrazioni federali di quel Paese[21]. Nel frattempo, già dal marzo 1965, era stato depositato presso il competente ufficio statunitense il brevetto sulle soluzioni tecniche adottate del calcolatore[22][23]; la manovra si rivelò essere opportuna perché la Hewlett-Packard produsse, sull'idea costituiva del P101, un analogo dispositivo di largo consumo, l'HP 9100A[23]; successivamente, quando le fu contestata la violazione di brevetto, la compagnia statunitense addivenne a un accomodamento extragiudiziale, riconoscendo a Olivetti un compenso a titolo di royalty di 900 000 dollari[23][24]. Il brevetto, che negli Stati Uniti, come richiede la legge, deve essere depositato a nome del progettista e non della sua azienda, era stato ceduto da Perotto alla Olivetti per la simbolica cifra di un dollaro; al riguardo lo stesso Perotto affermò anni più tardi che «mai un dollaro fu speso meglio da un'azienda»[23].

Dei circa 44 000 esemplari venduti, il 90 per cento dei quali sul mercato nordamericano[25], attualmente ne esistono circa una ventina ancora funzionanti[26].

Il ruolo dell'Olivetti Programma 101 fu riconosciuto anche in tempi più recenti quando, nel maggio 2012, fu messo a confronto con altri due computer ritenuti pietre miliari della tecnologia informatica: lo statunitense Apple I[27], uscito nel 1976, primo prodotto fabbricato dalla Apple Computer, e il britannico Amstrad CPC[27], del 1984. Il confronto, tenutosi al Politecnico di Torino, più che mettere in luce le differenze di prestazioni (evidenti per dispositivi nati in tre decenni successivi, e non comparabili con quelle ottenute con i successivi sviluppi dell'elettronica e dell'informatica), fu un omaggio allo spirito imprenditoriale che portò al concepimento di quelle tre macchine, della quale la Olivetti fu riconosciuta unanimemente come la progenitrice[27].

Circa 10[7] Programma 101 furono venduti alla NASA ed utilizzati per pianificare lo sbarco di Apollo 11 sulla Luna[28].

La 101 è anche menzionata come parte del sistema usato dalla US Air Force per calcolare le coordinate necessarie ai bombardamenti diretti a terra del B-52 Stratofortress durante la Guerra del Vietnam.[29]

Per il 50º anniversario (2015) della presentazione della Olivetti Programma 101, in tutta Italia si sono svolte varie mostre ed eventi, tra questi ricordiamo il TEDx di Arezzo[30] e di Pompei[31]. Il 14 ottobre 2015 (50 anni esatti dalla prima presentazione al BEMA a New York) due progettisti ancora in vita Giovanni De Sandre e Gastone Garziera sono stati ricevuti a Palazzo Chigi da Matteo Renzi per raccontare la loro esperienza[32][33][34][35][36][37].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare di Programma 101 esposta al Museo Nazionale dell'Elaborazione di Londra
Un esemplare della Programma 101 esposto al Museo della Storia del Computer di Mountain View
Layout della tastiera

Il termine "personal computer" relativamente alla Programma 101 non va inteso nella visione moderna (un dispositivo dotato di un sistema operativo ed un monitor), poiché i computer dell' epoca erano notevolmente diversi, venivano anche chiamati elaboratori o calcolatori elettronici, da non confondere con "desktop calculator" inteso come calcolatrice da tavolo (programmable calculator o pocket calculator), ma bensì come calcolatore da tavolo. La P101, oltre al semplice calcolo, permetteva l' esecuzione di veri e propri programmi con richiesta di input, condizioni logiche, possibilità di ordinamenti dei registri ed archiviazione dei dati, caratteristiche che la rendono a tutti gli effetti un computer simile ai quelli dell' epoca[38], con un linguaggio di programmazione più evoluto anche se con meno istruzioni e

I computer fino ai primi anni '60 avevano le dimensioni di armadi e potevano occupare più stanze, dovevano essere gestiti da tecnici esperti e solitamente il risultato dell'elaborazione (l'output) era visualizzato su una telescrivente o su nastri di carta perforata[39]. Come tutti i computer di quel momento storico, non era presente un sistema operativo, il quale però poteva essere sviluppato a seconda delle esigenze, anche se normalmente si tendeva a sviluppare direttamente le applicazioni richieste dall'utente finale. Si poteva lavorare su dati alfanumerici o solo numerici (vedi "Nota 1" e "Nota 2").

Nota 1: Non vi è sostanziale differenza nella concezione dei moderni computer e gli elaboratori antecedenti agli anni '70 (ENIAC il primo computer elettronico general purpose della storia, UNIVAC, SAGE, serie IBM 1400, serie Olivetti ELEA): I computer più moderni elaborano informazioni e le rappresentano in maniera testuale o grafica, mentre i primi computer della storia elaboravano informazioni rappresentate in output solitamente su carta o attraverso pannelli luminosi. Le rappresentazioni degli algoritmi di programmazione rimangono gli stessi. Ciò che li differenzia principalmente quindi è richezza dei simboli e del sistema di output a disposizione, questi fattori sono direttamente legati al quantitativo di memoria e alla potenza di calcolo disponibile. Caratteristiche queste che ebbero un forte sviluppo intorno agli anni '70 grazie alle nuove tipologie di memorie ed ai microprocessori, questi elementi cambiarono completamente l'aspetto dei computer. Tutti i computer alla base di ogni rappresentazione numerica, alfanumerica o grafica, elaborano numeri binari (0 e 1) attraverso elementari operazioni matematiche e logiche.

Nota 2: Ciò che differenzia una normale calcolatrice (anche programmabile) da un computer risiede nel fatto che la prima esegue operazioni matematiche tra numeri, che possono essere complesse, programmate o ripetitive, mentre un computer può eseguire operazioni logiche tra i dati salti condizionati (confronti) ed incondizionati, richiesta di input e decisione di visualizzazione dell' output. Un computer dispone quindi di un linguaggio di programmazione ben strutturato che permette anche di gestire la memoria dove risiedono sia il codice di programmazione che i dati con operazioni come: visualizzazione, copia, cancellazione ed archiviazione.

I registri della P101 contengono fino a 22 cifre[40] (con segno e virgola) oppure 24 istruzioni composte ognuna da un carattere e un simbolo. Il linguaggio di programmazione è alfanumerico e simbolico, analogo a quello dell'Assembler, ma più semplice, simile al "linguaggio macchina" dei grandi calcolatori (come ad esempio la serie ELEA, anni '50 inizio anni '60) ma leggermente più evoluto anche se con meno istruzioni. Ad esempio, per effettuare un salto in memoria nella P101, non si doveva più indicare un indirizzo preciso, ma solo un riferimento; la P101 gestiva automaticamente la virgola mobile e disponeva di funzioni matematiche complete. Il linguaggio di programmazione era progettato per risultare semplice all'utente inesperto, così da superare lo scoglio di una visione contemporanea dell'epoca di un computer destinato solo a tecnici specializzati.

Nella P101 il codice di un programma poteva usare fino a 120 istruzioni (memorizzandolo su uno dei due lati della cartolina magnetica), ogni istruzione occupava "1 Byte". Nella versione base dell'Elea 9003 la memoria totale era di 20 KB, un'istruzione occupava 8 caratteri (di 6 bit) quindi 120 istruzioni utilizzavano quasi l'equivalente di 1 KB. Nella P101 era possibile anche usare programmi composti da oltre 120 istruzioni usando più cartoline magnetiche e salvando i dati temporanei nei registri di memoria. Nella P101 era possibile creare dei sotto programmi (o subroutine) caricabili tramite cartolina magnetica dopo aver caricato il programma principale, per modificarlo o inserire altri dati.

Nella Programma 101 si operava solo su dati numerici a causa della memoria limitata, ma la programmazione e la stampa includevano anche caratteri alfanumerici. L'evoluzione di altre simbologie e modalità grafiche si è sviluppata di pari passo con l'aumento di potenza di calcolo e di memoria. A titolo di esempio possiamo ricordare l'ENIAC (quarto computer elettronico digitale della storia) che utilizzava il sistema numerico decimale e la sua memoria poteva contenere solo 20 numeri di 10 cifre.

Limitatamente alla memoria e alle schede magnetiche si poteva eseguire ricerche e ordinamenti, il suo utilizzo spaziava dall'archiviazione dati e contabilità alle simulazioni scientifiche e finanziare. I registri per memorizzare i dati sulla cartolina erano 3 (D, E, F) essi erano divisibili per due in maniera automatica raddoppiando i registri di memoria, per numeri di poche cifre era possibile usare altre tecniche per inserirli tutti in un unico registro. Questo vale anche per i registri B e C.

Le istruzioni predeterminate erano quelle riguardanti:

  • le quattro operazioni matematiche fondamentali (somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione);
  • la radice quadrata;
  • operazioni con i registri: azzeramento, spostamento di dati tra di essi, lettura dall'utente;
  • definizioni di etichette di riga, salti condizionati e incondizionati;
  • stampa del valore di un registro.

La memoria era organizzata in 10 registri, 3 dei quali di calcolo (A, M, R), 2 di memoria (B, C) e ulteriori 3 di memoria dati e/o memoria di programma (D, E, F, ripartibili a seconda dell'esigenza). Gli ultimi 2 registri erano riservati alla memorizzazione del programma (non sono definiti da lettere). Uno dei registri di calcolo, identificato dalla lettera "M", era destinato allo scambio di informazioni con la memoria ed immagazzinava anche i dati ricevuti dalla tastiera.

La stampa dell'output avveniva su un nastro di carta, e i programmi venivano memorizzati su schede delle dimensioni approssimative di 10 centimetri di larghezza per 20 di altezza che recavano due piste magnetiche. Tali piste erano leggibili una alla volta, inserendo la scheda nell'apposito lettore prima in un senso e poi nell'altro.

La memoria di lavoro era a linea di ritardo magnetostrittiva, della capacità di meno di un quarto di kilobyte. L'elettronica era realizzata in componentistica discreta: transistor in package TO-18 e diodi montati su basette in bachelite. La macchina non era dotata di microprocessore, come d'altronde non lo era nessun computer realizzato fino a quel tempo.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Dimensione: 275 mm (A) x 465 mm (L) x 610 mm (P)
  • Peso: 35,5 kg
  • Consumo: 0,35 kW
  • Dispositivo di output: stampante a 30 colonne su carta di 9 cm
  • Precisione: 22 cifre e fino a 15 decimali
  • Operazioni: somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione e radice quadra
  • Memoria: circa 240 byte
  • Archivio: lettore di card magnetiche

Design[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto dello châssis fu affidato inizialmente a Marco Zanuso e successivamente a Mario Bellini, all'epoca giovane architetto, in quanto Perotto si era accorto che la soluzione di Zanuso prevedeva un ingombro intollerabile e incompatibile con le esigenze di uno strumento da scrivania[41]. Bellini realizzò una struttura in alluminio profilato, al fine di evitare interferenze con altre apparecchiature elettriche,[25], e il peso finale di tutto l'apparato fu di circa 35 chilogrammi. Alcuni esemplari di P101 sono tuttora esposti in musei come esempi di design innovativo[25].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pier Giorgio Perotto, La Programma 101, il primo personal computer al mondo, Pier Giorgio Perotto Official Website. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  2. ^ a b (EN) 'Desk-top' computer is typewriter size, in The Business Week, 23 ottobre 1965.
  3. ^ a b (EN) Desk-Top Size Computer Is Being Sold by Olivetti For First Time in US, in The Wall Street Journal, 15 ottobre 1965. (archiviato dall'originale il ).
  4. ^ 101proj, Programma 101- Memory of Future, 21 dicembre 2010. URL consultato il 20 marzo 2016.
  5. ^ Archivio Nazionale Cinema d'Impresa, Spot - Olivetti - calcolatore - Programma 101, 3 dicembre 2013. URL consultato il 20 marzo 2016.
  6. ^ Olivetti Programma 101 "Perottina", curtamania.com.
  7. ^ a b Programma 101 Memory of the Future / Quando Olivetti Inventò il PC, su History Channel, 26 giugno 2011.
  8. ^ The incredibile story of the first PC, from 1965, su Pingdom Royal. URL consultato il 20 marzo 2016.
  9. ^ Catalogo collezioni - Calcolatore progammabile da tavolo Olivetti Programma 101 - museoscienza, su www.museoscienza.org. URL consultato il 20 marzo 2016.
  10. ^ Programma 101 | BitStory.it, su www.bitstory.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  11. ^ 101 Project, su www.101project.eu. URL consultato il 20 marzo 2016.
  12. ^ Rai Storia - Quando Olivetti inventò il PC, raistoria.rai.it.
  13. ^ Paolo Saino, Intervista a Pier Giorgio Perotto - Uno degli inventori del Personal Computer., 26 febbraio 2014. URL consultato l'11 aprile 2016.
  14. ^ Premio Perotto - Press, su www.piergiorgioperotto.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  15. ^ Localport Srl - www.localport.biz, Alle origini del personal computer: l'Olivetti Programma 101, su www.storiaolivetti.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  16. ^ a b c d Perotto, pag. 28
  17. ^ a b c d Perotto, pag. 30
  18. ^ a b c d Perotto, pag. 31
  19. ^ Perotto, pag. 36
  20. ^ a b c d Perotto, pag. 33
  21. ^ Perotto, pag. 34
  22. ^ (EN) Patent No 3,495,222 - Program Controlled Electronic Computer, US Patent and Trade Marks Office, 10 febbraio 1970. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  23. ^ a b c d Perotto, pag. 35
  24. ^ Graziano Izzo, Adriano Olivetti e Piergiorgio Perotto. La continuità in 7 passi (PDF), in Adriano Olivetti, Napoli, SICSI - Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all'Insegnamento, 14 marzo 2008. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  25. ^ a b c (EN) Olivetti Programma 101 computer, 1965 - 1971, Powerhouse Museum Collection, 2008. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  26. ^ Alessandro Bernard e Paolo Ceretto, Programma 101 - Memory of the Future, 101 Project - Zenit Arti Audiovisive. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  27. ^ a b c Daniele Piccinelli, A colpi di Bit: a Torino la sfida tra 3 computer icona: Apple I, Olivetti Programma 101 e Amstrad CPC, in Macity, Macity Publishing srl, 9 maggio 2012. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  28. ^ (EN) NASA JOHNSON SPACE CENTER ORAL HISTORY PROJECT - ORAL HISTORY TRANSCRIPT - DAVID W.WHITTLE - INTERVIEWED BY SANDRA JOHNSON - HOUSTON, TEXAS – 16 FEBRUARY 2006 (PDF), jsc.nasa.gov.
  29. ^ Shawcross, Bombing Cambodia: A Critique, in Andrew Rotter (a cura di), Light at the end of the tunnel: A Vietnam War Anthology, New York, 1991, p. 280, ISBN 0-312-04529-8.
  30. ^ TEDx di Arezzo
  31. ^ TEDx Pompei
  32. ^ Renzi riceve De Sandre e Garziera, su www.governo.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  33. ^ Palazzo Chigi, Renzi riceve De Sandre e Garziera, 14 ottobre 2015. URL consultato il 20 marzo 2016.
  34. ^ A 50 anni dalla nascita, Renzi incontra gli inventori della Olivetti Programma 101, su LaStampa.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  35. ^ Presentato a Palazzo Chigi P101 Olivetti, il primo pc al mondo, su Repubblica Tv - la Repubblica.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  36. ^ MonrifNet, Gli inventori del computer da tavolo ricevuti da Renzi. Una storia italiana lunga 50 anni - QuotidianoNet, su QuotidianoNet - Notizie in tempo reale. URL consultato il 20 marzo 2016.
  37. ^ A palazzo Chigi arriva P101 Olivetti, il primo pc al mondo, su Make in Italy. URL consultato il 20 marzo 2016.
  38. ^ Olivetti Programma 101, silab.it.
  39. ^ “Olivetti Programma 101 - Primo computer da tavolo al mondo”, su www.unipv.eu. URL consultato il 20 marzo 2016.
  40. ^ Wladimir Zaniewski, Olivetti Programma 101 - Utilizzo dei registri, 04 settembre 2016. URL consultato il 04 settembre 2016.
  41. ^ Perotto, pag. 25

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]