NGC 5

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NGC 5
Galassia ellittica
NGC5 wikisky.jpg
NGC 5 in un'immagine della Digital Sky Survey di Monte Palomar.
Scoperta
ScopritoreÉdouard Stephan
Data1881
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneAndromeda
Ascensione retta00h 07m 48,9s[1]
Declinazione+35° 21′ 44″[1]
Distanza216,9 milioni di a.l.
(66,5 Mpc) [1]
Magnitudine apparente (V)14,33[1]
Dimensione apparente (V)1,2' × 0,7'[1]
Redshift0,017048[2]
Angolo di posizione115°[3]
Velocità radiale5111 ± 41 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia ellittica
ClasseE[1]
Magnitudine assoluta (V)−19,79
Altre designazioni
UGC 62, MCG +06-01-013, 2MASX J00074889+3521444, PGC 595
Mappa di localizzazione
NGC 5
Andromeda IAU.svg
Categoria di galassie ellittiche

Coordinate: Carta celeste 00h 07m 48.9s, +35° 21′ 44″

NGC 5 è una galassia ellittica di magnitudine visuale 14,33[1] visibile nella costellazione di Andromeda e distante circa 217 milioni di anni luce dalla Terra[1].

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Questo oggetto fu scoperto da Édouard Stephan nel 1881 utilizzando un telescopio riflettore di 31,5 pollici (80 cm). Nel 1888 John Dreyer la incluse nel catalogo NGC con il nome di NGC 5, descrivendola come una galassia molto piccola e debole e con un nucleo di aspetto stellare di magnitudine attorno alla quattordicesima[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

NGC 5 è una debole galassia ellittica di magnitudine visuale 14,33 e piccole dimensioni angolari (1,2 × 0,7 minuti d'arco)[1]. La sua distanza dalla Terra, calcolata misurando lo spostamento verso il rosso delle righe del suo spettro e usando la legge di Hubble, risulta essere di circa 66,5 Mpc (216,9 milioni di anni luce)[1].

NGC 5 ripresa nel vicino infrarosso da 2MASS.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) NGC 5, su NASA/IPAC Extragalactic Database. URL consultato il 10 febbraio 2010.
  2. ^ Gary Wegner, Haynes, Martha P.; Giovanelli, Riccardo, A survey of the Pisces-Perseus supercluster. V - The declination strip +33.5 deg to +39.5 deg and the main supercluster ridge, in Astronomical Journal, vol. 105, nº 4, 1993, pp. 1251-1270, DOI:10.1086/116507. URL consultato il 10 febbraio 2010.
  3. ^ (EN) NGC 5, su Uppsala General Catalogue of Galaxies (UGC) (Nilson 1973), VizieR Service. URL consultato l'11 febbraio 2010.
  4. ^ (EN) J.L.E. Dreyer, New general catalogue of nebulæ and clusters of stars (1888) - Index catalogue (1895) - Second index catalogue (1908) (JPG), Londra, Memoirs of the Royal Astronomical Society, 1962 [1888], p. 14. URL consultato l'11 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) C. J. Lada, N. D. Kylafits, The Origin of Stars and Planetary Systems, Kluwer Academic Publishers, 1999, ISBN 0-7923-5909-7.
  • A. De Blasi, Le stelle: nascita, evoluzione e morte, Bologna, CLUEB, 2002, ISBN 88-491-1832-5.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I & II, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

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