NGC 2567

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NGC 2567
Ammasso aperto
NGC 2567.png
NGC 2567
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data1793
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazionePoppa
Ascensione retta08h 18m 29s[1]
Declinazione-30° 38′ 44″[1]
Distanza5470[2] a.l.
(1677[2] pc)
Magnitudine apparente (V)7,4[1]
Dimensione apparente (V)10'
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseII 2 m
Età stimata294 milioni di anni[2]
Altre designazioni
Cr 180; Mel 86; OCl 708; Lund 445;
H VII-64; h 503; h 3120; GC 1649[1]
Mappa di localizzazione
NGC 2567
Puppis IAU.svg
Categoria di ammassi aperti

Coordinate: Carta celeste 08h 18m 29s, -30° 38′ 44″

NGC 2567 è un ammasso aperto visibile nella costellazione della Poppa.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 2567.

Si individua con una certa difficoltà a causa dall'assenza di stelle luminose nelle sue vicinanze: si può partire dalla stella ρ Puppis e spostarsi di circa 8 gradi in direzione SSE; si trova sul bordo della Via Lattea su un campo stellare ricco di stelle deboli di fondo. L'ammasso si può individuare e osservare anche con un binocolo 10x50, che però non consente di risolvere alcuna componente stellare, cosa possibile invece con un telescopio da almeno 80-100mm di apertura. Attraverso strumenti da 200mm appare come un grande oggetto completamente risolto in diverse decine di stelle deboli.

La declinazione moderatamente australe di quest'ammasso favorisce gli osservatori dell'emisfero sud, sebbene si presenti circumpolare solo a partire da latitudini elevate; dall'emisfero boreale la sua osservazione risulta piuttosto penalizzata dalle regioni situate a latitudini medie settentrionali ed è invisibile alle alte latitudini.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra dicembre e aprile.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 2567 venne individuato per la prima volta da William Herschel nel 1793 attraverso un telescopio riflettore da 18,7 pollici; suo figlio John Herschel lo riosservò in seguito e lo inserì nel suo General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 1649.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

NGC 2567 è un ammasso moderatamente ricco formato da alcune decine di stelle sparse su un diametro di circa 10'; la sua distanza è stimata attorno ai 1677 parsec (circa 5470 anni luce)[2] ed è quindi situato sul bordo esterno del Braccio di Orione, alla stessa distanza del sistema nebuloso di Sh2-310 ma a una diversa latitudine galattica.

L'ammasso contiene circa una trentina di stelle, che appaiono poco concentrate e di un colore generalmente tendente al giallognolo; le sue componenti più luminose, di decima magnitudine, si dispongono a formare una sorta di triangolo nella parte occidentale, mentre ad est è visibile una concatenazione abbastanza rettilinea di stelle più deboli. Il diagramma colore-magnitudine costruito sulle sue stelle rivela una fascia di sequenza principale piuttosto ampia in cui sono presenti stelle di classe spettrale B, A e F; con un'età stimata attorno ai 290 milioni di anni, risulta essere leggermente più giovane dell'ammasso delle Iadi. Fra le sue componenti vi sono almeno 14 stelle variabili.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, su Results for NGC 2567. URL consultato il 22 agosto 2013.
  2. ^ a b c d WEBDA page for open cluster NGC 2567, su univie.ac.at. URL consultato il 22 agosto 2013.
  3. ^ Una declinazione di 31°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 59°; il che equivale a dire che a sud del 59°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 59°N l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 2567, su ngcicproject.org. URL consultato il 22 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  5. ^ Claria, J. J.; Lapasset, E., Fundamental parameters of the open cluster NGC 2567, in Astronomical Journal, vol. 91, febbraio 1986, pp. 326-337, DOI:10.1086/114013. URL consultato il 22 agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo NGC/IC online, su ngcicproject.org. URL consultato il 7 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

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