Museo archeologico nazionale di Siena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Museo archeologico nazionale di Siena
Ingresso s.maria della scala.jpg
Ingresso al complesso museale
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSiena
IndirizzoPiazza del Duomo - Spedale di Santa Maria della Scala
Caratteristiche
TipoArcheologia
FondatoriRanuccio Bianchi Bandinelli
Apertura1933
GestioneMIBACT - Polo museale della Toscana
DirettoreIrma Della Giovampaola
Visitatori43 390[1] (2014)
Sito web

Coordinate: 43°19′01.41″N 11°19′41.51″E / 43.317058°N 11.328197°E43.317058; 11.328197

Una galleria del museo

Il Museo archeologico nazionale di Siena si trova in piazza del Duomo nel complesso dell'antico ospedale di Santa Maria della Scala. Vi sono raccolti numerosi reperti provenienti dagli scavi nella provincia di Siena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo venne costituito nel 1933 per opera di Ranuccio Bianchi Bandinelli col nome di Museo archeologico nazionale etrusco di Siena. Il nucleo originario era formato da varie collezioni pubbliche e private, raccolte a cavallo tra Otto e Novecento, e venne acquistato dallo Stato nel 1941. Negli anni Cinquanta si arricchì ulteriormente con altre due collezioni e dal 1993 trovò sede nell'ospedale di Santa Maria della Scala.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'allestimento si articola in una sezione di carattere antiquario (frutto soprattutto delle collezioni private) e una di carattere topografico.

La prima sala ospita le sei collezioni originariamente custodite nel museo: la Collezione Bonci Casuccini, la Collezione Bargagli Petrucci, la Collezione Chigi Zondadari, la Collezione Mieli, la Collezione dell'Accademia dei fisiocritici e la Raccolta Comunale[2].

I reperti, provenienti prevalentemente da scavi effettuati nelle zone di Siena e di Chiusi, sono di epoche diverse: i più antichi risalgono all'età del Bronzo. Tra gli esemplari più pregiati ci sono esempi di ceramica etrusca a figure rosse, tra i quali un grande cratere con la Morte di Egisto, di ceramica italiota, apula e campana, oltre a elementi di decorazione architettonica in terracotta (antefisse a gorgone, a testa femminile ed a protome di leone, databili tra il VI e il IV secolo a.C.). Sono di epoca romana alcune lucerne.

La sezione topografica è invece divisa per aree di provenienza dei reperti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei
  2. ^ Le sei collezioni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Museo archeologico, Siena, Siena 2001.
  • Mario Torelli, Etruria, Guide Archeologiche Laterza, Bari 1993.
  • M. Cygielman (a cura di), Ceramiche figurate. Museo archeologico nazionale di Siena, Roma 1991.
  • L. Cimino, La Collezione Mieli nel Museo archeologico di Siena, Roma 1986.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]