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Mouha ou Hammou Zayani

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Moḥa U Ḥammu Azayyi, o Moḥa U Ḥammu Zayani (intorno al 1857[1]27 marzo 1921), è stato un condottiero berbero del Marocco, che sconfisse le truppe del generale Charles Mangin nella battaglia di El Herri (Lehri) del 13 novembre 1914, chiamata da alcuni storici la Dien Bien Phu marocchina.

Il suo nome significa Moha figlio di Hammu (sia Moḥa sia Ḥammu sono ipocoristici di Mohammed); il termine berbero Azayyi reso in arabo con Zayani significa "appartenente alla confederazione degli Zaian". Le denominazioni più complete, che includono altre generazioni, proseguono con il nome del nonno e del bisnonno: ben Akka ben Ahmed. Moha apparteneva ad una delle famiglie più potenti degli Zaian, gli Imahzan, discendenti da Amahzun u Musa.

Per molto tempo la tribù degli Zaian era rimasta nella siba ("dissidenza"), vale a dire la condizione di quanti non erano sottomessi al Sultano del Marocco, ma nella seconda metà dell'Ottocento i sultani si diedero da fare per attirarli dalla loro parte (makhzen), stringendo legami particolarmente stretti con la famiglia degli Imahzan. Nel 1877 Hassan I (Marocco) nominò Mouha ou Hammou caid degli Zaian[2], e l'alleanza fu rafforzata dal matrimonio della figlia di quest'ultimo con l'erede al trono, Abd al-Aziz[3]. L'appoggio degli Zaian era indispensabile per la sicurezza dei collegamenti tra Fez e Marrakech.

Agli inizi del Novecento, la Francia, forte della posizione vantaggiosa acquisita nella Conferenza di Algeciras, che aveva ridimensionato le pretese della Germania e delle altre potenze europee sul Marocco, diede avvio ad una campagna tesa ad assicurarsi il controllo del territorio anche con operazioni militari (la cosiddetta "pacificazione" del Marocco). Nonostante la sproporzione degli armamenti, alcune tribù furono particolarmente restie a sottomettersi, e tra queste la resistenza più accanita fu quella degli Zaian.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così Gershovich (2000: 101).
  2. ^ Come contropartita alla sottomissione, gli Imahan ricevettero dal sultano forze militari che permettevano loro di rafforzare la propria posizione: dapprima 300 e poi 600 soldati regolari stipendiati dal sultano, e successivamente anche dei pezzi di artiglieria (Bidwell 1973: 75).
  3. ^ Si veda, tra gli altri, Perugini (2007: 39); Bidwell (1973: 75).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Berger: Moha ou Hammou le zaiani, un royaume berbère contemporain au Maroc, édition de L'Atlas, Marrakech, 1929
  • Abelhaq Elmrini: "L'armée marocaine à travers l'histoire"
  • Robin Leonard Bidwell, Morocco Under Colonial Rule: French Administration of Tribal Areas 1912-1956, Routledge, 1973 - ISBN 0714628778
  • Charles de Foucauld: Reconnaissance au Maroc, accessibile su Gallica
  • Moshe Gershovich, French Military Rule in Morocco: Colonialism and Its Consequences, London, Routledge, 2000 - ISBN 071464949X, 9780714649498
  • Nicola Perugini, "La territorialità tra gli Zaian dell'Altopiano Centrale (Marocco). Mutamenti e continuità", in: Pier Giorgio Solinas (a cura di) Campo, spazio, territorio. Approcci antropologici, Catania, ED.IT, 2007, pp. 35-59 -ISBN 9788889726105

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]