Mochlodon suessi

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Mochlodon
Immagine di Mochlodon suessi mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Ornithischia
Sottordine Ornithopoda
Infraordine Euornithopoda
Famiglia Rhabdodontidae
Genere Mochlodon
Specie M. suessi

Il moclodonte (Mochlodon suessi) è un dinosauro erbivoro appartenente agli ornitopodi. Visse nel Cretaceo superiore (Campaniano, circa 80 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Austria.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo dinosauro è noto attraverso alcuni resti sparsi e incompleti, comprendenti una mandibola, due vertebre (attualmente perdute), un parietale, una scapola, parte delle zampe anteriori e di quelle posteriori. La lunghezza di questo animale doveva aggirarsi sui due metri, e l'aspetto doveva essere quello di un piccolo erbivoro bipede dotato di zampe posteriori piuttosto allungate ma non eccessivamente specializzate nella corsa, mentre le zampe anteriori erano corte. Sulla base della mandibola, si suppone che il cranio dovesse essere piuttosto corto e alto.

Storia della scoperta dei fossili e classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1859 un amministratore di una cava di carbone, il signor Pawlowitsch, notificò all'università di Vienna che erano stati ritrovati alcuni fossili nella miniera Gute Hoffnung a Muthmannsdorf, in Austria. Una squadra capitanata da Eduard Suess e Ferdinand Stolička, quindi, scoprì numerose ossa di varie specie animali, tra le quali quelle di un dinosauro ornitopode. Trasportate nel magazzino del museo dell'università, le ossa non vennero descritte fino al 1871, quando Emanuel Bunzel descrisse le ossa del dinosauro come appartenenti a una nuova specie di Iguanodon: I. suessi (in onore di Suess). Nel 1881, Harry Govier Seeley revisionò il materiale e si rese conto che era ben distinto da quello attribuibile a Iguanodon; ecco la denominazione di un nuovo genere, Mochlodon, per la forma austriaca. Il nome generico deriva dalle parole greche mokhlos ("barra") e odon ("dente"), con riferimento alle creste mediane simili a barre presenti sui denti. Ad oggi, Mochlodon è l'unico dinosauro descritto sulla base di resti provenienti dall'Austria, insieme al piccolo anchilosauro Struthiosaurus, rinvenuto negli stessi luoghi.

Alla fine del Diciannovesimo Secolo il barone Franz Nopcsa notò una somiglianza tra alcuni fossili ritrovati in Romania, altri fossili francesi noti come Rhabdodon e i resti di Mochlodon; nel 1899 descrisse alcuni di questi fossili come Mochlodon inkeyi, poi li ridenominò come Rhabdodon inkeyi. L'anno seguente descrisse altri resti rumeni come M. robustum, ma nel 1915 concluse che tutto il materiale precedentemente studiato poteva essere incluso nel genere Rhabdodon; i resti austriaci vennero inclusi nella specie R. priscum.

Successivamente, i resti di Mochlodon furono considerati un nomen dubium e praticamente dimenticati. Nel 2003, un nuovo studio ridescrisse M. robustus come una specie dell'ornitopode Zalmoxes, e Mochlodon venne nuovamente considerato un genere valido. Un altro studio del 2006, comunque, non riscontrò alcun carattere distintivo (autapomorfia) nei fossili di Mochlodon, e pertanto vennero nuovamente attribuiti a Zalmoxes sp.; un'identificazione definitiva, in ogni caso, darebbe al nome Mochlodon la priorità. La differenza stratigrafica tra i due generi (Mochlodon è del Campaniano inferiore, Zalmoxes del Maastrichtiano) suggerirebbe tuttavia una differenziazione almeno a livello specifico.

Mochlodon e Zalmoxes sono considerati due membri dei rabdodontidi, un gruppo di ornitopodi dalle caratteristiche piuttosto antiquate, vissuti in Europa nel Cretaceo superiore, che vengono ritenuti rappresentanti basali ("primitivi") del gruppo degli iguanodonti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bunzel, E. (1870). "Notice of a Fragment of a Reptilian Skull from the Upper Cretaceous of Grunbach". Quarterly Journal of the Geological Society 26: 394. doi:10.1144/GSL.JGS.1870.026.01-02.35.
  • E. Bunzel, 1871, "Die Reptilfauna der Gosauformation in der Neuen Welt bei Wiener-Neustadt", Abhandlungen der Kaiserlich-Königlichen Geologischen Reichsanstalt 5: 1-18
  • Seeley, H. G. (1881). "The Reptile Fauna of the Gosau Formation preserved in the Geological Museum of the University of Vienna: with a Note on the Geological Horizon of the Fossils at Neue Welt, west of Wiener Neustadt, by Edw. Suess, Ph.D., F.M.G.S., &c., Professor of Geology in the University of Vienna, &c". Quarterly Journal of the Geological Society 37: 620–707. doi:10.1144/GSL.JGS.1881.037.01-04.49.
  • F. Nopcsa, 1900, "Dinosaurierreste aus Siebenbürgen (Schädel von Limnosaurus transsylvanicus nov. gen. et spec.)", Denkschriften der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften. Mathematisch-Naturwissenschaftliche Classe 68: 555-591
  • Sachs, S; Hornung, J (2006). "Juvenile ornithopod (Dinosauria: Rhabdodontidae) remains from the Upper Cretaceous (Lower Campanian, Gosau Group) of Muthmannsdorf (Lower Austria)". Geobios 39: 415–425. doi:10.1016/j.geobios.2005.01.003.