Mitch Bouyer

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Michel Bouyer
SoprannomeMitch
Nascita1837
MorteLittle Big Horn, 25 giugno 1876
Cause della morteuccisione in combattimento
Luogo di sepolturacimitero dei caduti della battaglia del Little Big Horn
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti
Forza armataUnited States Army
Union Army
Specialitàricognitore e interprete
Unità
  • 2º reggimento di cavalleria
  • 7º reggimento di cavalleria
Anni di servizio1872 - 1876
Comandanti
Guerre
Battaglie
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Michel "Mitch" Bouyer, talvolta trascritto anche Bowyer, Bouyer, Boyer, Buazer, o, in creolo, Boye (1837Little Big Horn, 25 giugno 1876), è stato un militare statunitense, ricognitore e interprete per il 7th Cavalry Regiment del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia del Little Bighorn.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1837 con il nome di Michel, era figlio di una nativa americana appartenente ai Santee Sioux e di Jean Baptiste Bouyer, un franco-canadese che faceva parte dell’American Fur Company e commerciava con i nativi americani Sioux nell’area del Wyoming. Questi venne ucciso dai nativi nel 1863.

Mitch Bouyer, il cui nome indiano era Kar-Pash, aveva tre sorelle, Marie, Anne e Therese, nonché due fratellastri, John[1] ed Antoine (morto forse nel 1852). Divenne interprete dell’esercito statunitense a Forte Phil Kearny (Wyoming) nel 1868 e nel 1869 sposò Magpie Outside (Gazza Fuori), una donna Crow che cambiò poi il suo nome in Mary. Nel 1870 nacque una figlia, chiamata anche lei Mary e qualche tempo dopo nacque un maschio cui venne dato il nome di Tom, nome che, tuttavia, mutò successivamente in quello di James La Forge quando la madre Mary, ormai vedova, si risposò con uno dei migliori amici del defunto marito, Thomas Laforge, che adottò i figli di Bouyer.[2]

Guida militare al Little Big Horn[modifica | modifica wikitesto]

Mitch Bouyer divenne dapprima guida del 2º reggimento di cavalleria degli Stati Uniti quando tale reparto fu impiegato per la sorveglianza dei lavori di realizzazione della Northern Pacific Railroad; dal 1872 fu inoltre impiegato come interprete presso la Crow Agency e nell’esercito. Nel 1876 il tenente colonnello George Armstrong Custer, che faceva parte della spedizione del generale Alfred Terry contro i nativi ostili, richiese che Bouyer fosse trasferito al 7º cavalleria sia per l’ottima conoscenza del territorio, sia quale interprete con le guide Crow che erano state assegnate, in numero di sei, dallo stesso generale Terry al reparto di Custer che già disponeva di guide Sioux Arikara. Al posto di osservazione noto come Crow’s nest (Nido del Corvo), che sovrastava la piana del Little Big Horn dove si sarebbe poi svolta la battaglia che reca tale nome, Bouyer fu tra coloro che cercarono di mettere in guardia Custer vista l’ampiezza del villaggio indiano che vi si stendeva[3][4][5]. Quando il reparto di Custer venne suddiviso in tre colonne, Bouyer restò con quella capeggiata dallo stesso Custer che venne interamente sterminata nel corso della battaglia. Nel 1984 un incendio devastò la prateria nel luogo del campo di battaglia il che rese ancor più difficili gli scavi e le ricerche archeologiche; tuttavia i resti di uno dei teschi rinvenuti venne positivamente comparato con l’unica fotografia nota di Mitch Bouyer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John Bouyer (1845-1871), fu impiccato a Fort Laramie per aver ucciso una guida dell’esercito. La sua fu la prima esecuzione capitale nei territori del Wyoming
  2. ^ Thomas Leforge, o La Forge (1850-1931), fu uno scrittore statunitense cui si deve il testo ‘’Memorie di un Indiano Crow bianco’’ considerato uno dei primi libri antropologici sulla cultura dei nativi d’America
  3. ^ Secondo Gray (1976), p. 356, le forze dell'accampamento comprendevano appartenenti alle tribù Cheyenne, Hunkpapa, Oglala, Miniconjou, Sans Arc, Brulè, Piedi Neri, Oohenonpa, per un totale di circa 1.000 tende, 7.120 nativi di cui 1.782 maschi
  4. ^ Tabella riassuntiva recante la situazione delle singole tribù in "tipì", ovvero tende, popolazione complessiva e uomini in d'Aniello, p. 79.
  5. ^ Coltello Insanguinato, scout di Custer aveva già riferito a quest'ultimo che dall'analisi delle tracce sul terreno, i Sioux erano certamente più numerosi delle pallottole di cui il 7° disponeva.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Connell, Evan S., Son of the Morning Star
  • (EN) Hammer, Ken, ed.; Custer in '76: Walter Camp's Notes on the Custer Fight. Norman: University of Oklahoma, 1976.
  • (EN) Nichols, Ronald H. (editor), Men with Custer: Biographies of the 7th Cavalry: June 25, 1876 , Hardin, MT: Custer Battlefield Historical and Museum Association, 2000
  • (EN) Nichols, Ronald H. (editor), Reno Court of Inquiry. Hardin, MT: Custer Battlefield Historical and Museum Association, 1996
  • (EN) Sarf, Wayne Michael, The Little Bighorn Campaign, 1993
  • (EN) John G. Gray, Centennial campaign. The Sioux war of 1876, The Old Army press, Fort Collins, 1976, pp. 37-45.
  • Raffaele d'Aniello, Little Big Horn - il popolo Sioux contro Custer, Erre Emme, 1995. ISBN 88-85378-71-4.
  • Peter F. Panzeri, Little Big Horno 1876, Osprey Publishing/Edizioni Del Prado, 1999, ISBN 84-8372-033-7.
  • Gualtiero Stefanon, Il Figlio della Stella del Mattino, Mursia, 1992. ISBN 88-425-1208-7|
  • (EN) Fred Dustin, The Custer tragedy, Upton & Sons, 1987.
  • (EN) Gray, John S.; Custer's Last Campaign (1991)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN27872092 · ISNI (EN0000 0000 1364 4607 · LCCN (ENno2002108001 · WorldCat Identities (ENno2002-108001