Matteo Palmieri

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Matteo Palmieri

Matteo Palmieri (Firenze, 13 gennaio 1406Firenze, 13 aprile 1475) è stato un umanista e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Marco, fu di professione speziale e di fede politica medicea: nel 1434 fece parte della Balìa che sancì il rientro in Firenze di Cosimo il Vecchio. Tutta legata ai Medici è anche la sua carriera politica, che lo vide ufficiale dello Studio e del Monte, priore, gonfaloniere di giustizia, conservatore delle leggi, capitano in alcune terre del contado e varie volte ambasciatore.

Matteo Palmieri era stato allievo di Giovanni Sozomeno da Pistoia, Carlo Marsuppini e Ambrogio Traversari; fu amico di Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Niccolò Della Luna e Leonardo Dati. Quest'ultimo scrisse un commento al poema palmieriano La città di vita, per difenderne le poco ortodosse concezioni, esposte in cento canti di faticose terzine, che risente l'influsso del neoplatonismo e contiene tesi origeniane.[1]

Agli ideali che Palmieri ebbe in comune con i primi umanisti s'ispira il trattato della Vita civile, steso fra il 1431 e il 1438, incentrato sulla tematica del cittadino perfetto, che esalta l'importanza dell'educazione del cittadino e vagheggia una società fondata sulle virtù attive e l'operosità. Il dialogo, che s'immagina tenuto nel 1430 in una villa mugellana, si pone difatti a fianco dei Libri della famiglia albertiani, dotando il lettore, nei quattro libri, di un ricco bagaglio di precetti morali e pratici ispirati al ben vivere.

Palmieri compose anche operette storiche e lasciò un notevole Libro di ricordi. Dopo la morte di Palmieri, la dottrina delle anime, da lui enunciata ne La città di vita, fu dichiarata eretica: le sue ossa vennero dissotterrate e sepolte fuori del sagrato.

Francesco Botticini lo ritrasse in una tavola con l'Assunzione di Maria, oggi alla National Gallery di Londra, che si trovava nella sua cappella funeraria nella chiesa di San Pier Maggiore a Firenze, insieme alla sua vedova Niccolosa. Di lui resta anche un busto in marmo di Antonio Rossellino, oggi al Bargello di Firenze. Il busto si trovava sulla casa dove morì in via Pietrapiana (allora via dei Pianellai), poco distante dalla Farmacia del Canto alle Rondini che lui stesso gestì.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda in proposito il libro di Bruno Cumbo La città di vita di Matteo Palmieri. Ipotesi su una fonte quattrocentesca per gli affreschi di Michelangelo nella Volta Sistina, Palermo, Duepunti, 2006.ISBN 88-901403-7-2.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Messina, «Palmieri, Matteo», in Enciclopedia Dantesca, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
  • Daniela Parisi, «Matteo Palmieri», in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Economia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
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